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.: Discussione: Abolizione dei Consigli di Zona: Appello al Ministro - eliminiamo i costi non la democrazia

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Luigi Petrazzoli

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Inserito da Luigi Petrazzoli il 14 Dic 2009 - 18:43
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La proposta di Calderoli, che non condivido, è però la logica conseguenza di tanti anni di CdZ sempre più lontani dalla cittadinanza e chiusi su se stessi. Ma ritengo indispensabile, per chi non l'ha vissuta, fare un po' di storia.

La nascita dei CdZ fu salutata con entusiasmo dai cittadini, che finalmente vedevano più vicino il potere politico amministrativo.  Le riunioni di Consiglio erano quasi sempre tenute la sera, dopo cena, e la popolazione attiva poteva partecipare sia come consigliere che come pubblico.

I poteri effettivi del CdZ sono però sempre stati pressochè nulli, e i partiti hanno spesso condizionato la volontà dei loro consiglieri, ottenendo pareri favorevoli anche su scelte discutibili calate dall'alto.  Logicamente l'obbedienza era più che dovuta da parte dei consiglieri che aspiravano a cariche più elevate. Spesso gli interventi del pubblico smascheravano tale comportamento e si pensò, quindi, di spostare gli orari del Consiglio a fine pomeriggio. Si otteneva in tal modo di allontanare il pubblico, sgradito, ma contemporaneamente si creava il problema di remunerazione delle ore di lavoro perse dai consiglieri.

La riduzione nel '99 dei CdZ da 20 a 9 ha ridotto il numero delle sedi, ma contemporaneamente ha dilatato a cifre impressionanti il numero dei consiglieri di una zona. Ma poichè parte del denaro loro versato torna ai partiti, penso che nessuno tra questi abbia avuto da ridire.

Che i costi siano alti o bassi è solo da rapportare alla produttività dei CdZ. Coi poteri attuali, obbligatori ma solo consultivi, il costo è altissimo. E la gestione dei fondi per le attività sociali penso potrebbe essere fatta, senza forzature partitiche, anche da un paio di funzionari comunali. Torniamo quindi alla questione di sempre: il maggior potere amministrativo da parte dei Consigli. Ma non sono a questo punto i singoli cittadini che possono fare qualcosa, sono tutti i consiglieri da noi eletti, di qualunque partito siano, a doverli chiedere con determinazione, senza abbassare la testa di fronte ai propri vertici.

Altrimenti penso che l'unica soluzione corretta sia proprio in linea con quella proposta dal vice-presidente Bombonati: tornare al (quasi) volontariato e, necessariamente, tornare a convocare i Consigli dopo cena. Penso che anche i semplici cittadini apprezzerebbero questa scelta.

Risparmio economico e maggior coinvolgimento della cittadinanza sono argomenti che dovrebbero essere cari a chi intende la politica come servizio e non come trampolino di lancio per arricchirsi.
In risposta al messaggio di Massimiliano Bombonati inserito il 9 Dic 2009 - 18:35
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