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.: Discussione: Fiume LAMBRO: Milano salvi il suo fiume!

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 29 Mar 2010 - 14:24
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Da Milano 2.0:

Misteri e pericolosi legami dietro il disastro del Lambro, cosa è finito davvero nel fiume?

Pubblicato da Arianna Ascione, Blogosfere staff alle 14:45 in Milano cronaca

Un'ombra inquietante si stende sul disastro del Lambro. Repubblica in un articolo di qualche giorno fa riporta che a uccidere decine di germani reali e cormorani non sono stati gli idrocarburi gettati nel fiume da ignoti. Lo confermano le autopsie dei volatili.

A questo punto chiedono gli ambientalisti: cosa è finito veramente nel Lambro?

Massimo Soldarini, responsabile nazionale Lipu, ha spiegato:

"Nello stomaco degli uccelli non c'era traccia di idrocarburi. Sono sostanze indigeribili e non possono svanire. Quello che è accaduto è un fatto inspiegabile, a meno che nella marea nera non ci fosse solo petrolio"

Per la fine della settimana saranno pronti gli esiti degli ultimi esami condotti dai veterinari dell'Istituto di zooprofilassi di Brescia, che forse potranno aiutare a fare chiarezza. Ma c'è un'altro giallo legato a questo disastro ecologico.

Ne parla Nando Dalla Chiesa sulle pagine de IlFattoQuotidiano del 25 marzo. Dalla Chiesa mente in correlazione l'assassinio a Palermo dell'avvocato Enzo Fragalà e l'inquinamento doloso del fiume Lambro. Si tratta:

"In apparenza due fatti del tutto lontani e incomunicabili. Ma che potrebbero anche non esserlo. Sicuramente si tratta di due fatti anomali accaduti in contemporanea. Nel primo caso è stato ammazzato davanti al suo studio un avvocato che si è storicamente distinto per avere tutelato in sede legale i boss mafiosi [...] Potrà dire qualcuno: ma che c'entra il Lambro? In effetti. Può darsi nulla. Ma può darsi molto. Il fatto è che a 1500 chilometri di distanza da Palermo, nella Lombardia dove batte il cuore del potere politico a cui i boss indirizzano da tempo le proprie richieste, è stata provocata una catastrofe ambientale. Non è stato incidente, questo è appurato. Bensì sabotaggio, vero e proprio atto di terrorismo ecologico. I cui danni sarebbero potuti essere immensi e coinvolgere in modo ancor più disastroso il Po e la sua pianura. Sabotaggio professionale, ci è stato detto. Un atto di terrorismo che ha tutta l'aria di essere stato dimostrativo o punitivo o le due cose insieme. Indirizzato contro qualche interesse locale o contro interessi più ampi?"

L'assassinio di Fragalà e l'attentato al Lambro secondo Dalla Chiesa sarebbero fatti assolutamente anomali. La criminalità "sa perfettamente che per ottenere gli agognati benefici legislativi e amministrativi non può esibire tracotanza delittuosa. Ha imparato che dopo gli scoppi di aggressività criminale lo Stato è costretto a contrastarla di più, a non concederle più niente. Deve usare modalità mascherate e il meno sanguinarie possibili. Assassinio di Fragalà e attentato terroristico, per le forme in cui sono avvenuti, avrebbero dunque i requisiti ideali per minacciare selettivamente. Non il paese, ma chi può e deve capire".

Se la lettura fosse corretta il disastro ecologico, apparentemente compiuto senza motivo, assumerebbe toni decisamente foschi.

In risposta al messaggio di Antonella Fachin inserito il 8 Dic 2009 - 23:27
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