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.: Un'altra idea di città
Inserito da Massimiliano Melley il Mar, 02/05/2006 - 14:08
La mia lista:
Destra Liberale - Liberali per l'Italia
Simbolo lista:
Un'altra idea di città
Dove mi candido:
Consiglio comunale, Consiglio di Zona 1 e 3
Foto Candidato:
Un'altra idea di città
Io in breve:
Vivo da sempre a Milano, dove sono nato trent'anni fa. Mi sto laureando in scienze politiche alla Statale.
Le mie passioni e attività comprendono la fotografia, l'arte, la musica.

Vi spiego perchè mi candido:
Mi candido perché voglio che Milano sia diversa da com'è.
Credo che Milano abbia le potenzialità per (ri)diventare un faro per l'Europa in termini culturali ma anche per quanto riguarda i servizi e le infrastrutture.
Mi candido perché Milano recuperi il ruolo che ha sempre avuto in Italia: un ruolo preminente e d'esempio per tutti.

Milano città dell'arte, della cultura e del turismo
La nostra città ha tesori d'arte e cultura che vanno valorizzati da subito. L'importanza dell'offerta in questo senso è fondamentale anche per il recupero della dimensione turistica a 360 gradi, che oggi manca: le presenze turistiche sono infatti, prevalentemente, quelle degli uomini e delle donne d'affari, che si fermano solo qualche giorno.
Il recupero dei tesori nascosti di Brera, l'ampliamento della tipologia di ricettività alberghiera, la promozione turistica di Milano in tutto il mondo sono solo alcuni aspetti su cui intervenire.

Milano città dei giovani
Tante università, tanti luoghi di cultura e ricerca da integrare per una città realmente universitaria.
Ma anche - ancora - tanta emarginazione giovanile nelle periferie, soprattutto quella dei figli di immigrati, che non vanno abbandonati a sé stessi nell'incontro tra la propria identità e quella del Paese che li ospita. Altrimenti il rischio è che l'emarginazione produca insicurezza sociale e inevitabili disordini.
E infine, tanta creatività. Abbiamo scuole di moda e design di prim'ordine, ospitiamo giovani talenti ma non è sufficiente. La città di Milano deve essere orgogliosa di questa ricchezza immateriale e saperla promuovere. I giovani creativi devono essere messi nella condizione di esprimersi al meglio e di sentirsi apprezzati.

Milano come sistema urbano
E' riduttivo non pensare a Milano come a un sistema urbano che diventi il più possibile integrato.
Alcune emergenze, come la casa, devono essere discusse a un livello più ampio, che coinvolga altri soggetti pubblici (i comuni dell'hinterland e anche di altre province).
Lo stesso si può dire per il lavoro, giacché Milano si de-industrializza e le fabbriche sono ora trasferite altrove. L'identità industriale di Milano come sede di tante aziende e quindi sede di lavoro per tanti operai è, naturalmente, un ricordo lontano.
Ripensare il ruolo di Milano significa rendere partecipi altri comuni e altre province in questo lavoro di ripensamento.

Milano e le aree ex industriali
Il famoso censimento delle aree dismesse è in alto mare. Evidentemente è molto difficile portarlo a termine, ma sta di fatto che nella nostra città esistono grandi (e numerosi) "buchi" inutilizzati: uno spreco di spazio e anche di risorse possibili. 
Questi "buchi" vanno restituiti alla città al più presto, e non servono poche grandi opere per farlo: edilizia residenziale per prima, ma anche spazi pubblici per la cultura e per l'arte, e attività produttive nuove, di servizi, per dare alla città una identità di innovazione e di modernità.

Milano tra centro e periferie
Abbiamo un centro storico di grande rilevanza architettonica, da valorizzare ma non da imbalsamare. E abbiamo periferie cresciute a volte disordinatamente, in cui creare un tessuto urbano e sociale all'avanguardia non per mero assistenzialismo, ma per impedire che vecchie e nuove emarginazioni rendano invivibili le periferie stesse.

Milano e gli immigrati
Da sempre città aperta, Milano seppe rispondere all'immigrazione interna corrispondente al "boom" economico, seppure creando a volte quartieri periferici disordinati e senza servizi. Oggi Milano non sa rispondere all'immigrazione dall'estero, con il risultato che la sensazione di insicurezza si è acutizzata e quella di "paura" ha preso il sopravvento.
Oltre ad applicare le leggi nazionali in materia, una amministrazione responsabile deve fare di più. Deve creare soprattutto le condizioni affinché i figli degli immigrati si sentano a casa loro e rispettino la società che li ospita, altrimenti si produce emarginazione e nuova paura. L'equilibrio è delicatissimo ma va cercato: lo scontro sociale è invece la prospettiva peggiore, che va evitata in ogni modo.

Milano e i suoi anziani
L'Italia invecchia, Milano con essa. Fuori da ogni progetto di puro assistenzialismo che non serve a nulla, agli anziani che sono in salute discreta va restituito un ruolo e un senso di comunità, perché la solitudine è il peggior male per loro. I centri sociali per anziani sono una realtà consolidata altrove e vanno importati dove possibile proprio per impedire l'(auto)isolamento di persone ancora in grado di badare a sé stesse ma spaesate talvolta perfino nel proprio quartiere, nel proprio palazzo.
Agli anziani in cattiva salute vanno forniti servizi essenziali di soccorso, soprattutto laddove la micro-solidarietà dei vicini di casa viene a mancare. Anche sotto un'ottica liberale-liberista, si tratta di persone che non hanno colpa del loro stato di bisogno: non dimentichiamolo.

Milano inquinata
L'inquinamento è uno dei mali di tutti i sistemi urbani nel mondo. Anche di quelli del Terzo e Quarto Mondo. E' sicuramente impossibile (e irresponsabile) promettere che Milano possa diventare un'isola felice di verde e di "impatto zero", ma il problema non può essere ignorato o - peggio - risolto con palliativi quali i blocchi del traffico o la stessa criminalizzazione del mezzo di trasporto privato.
E' più opportuno intervenire sui fattori che rendono davvero alto il tasso di inquinamento, come ad esempio il riscaldamento (domestico e non) con metodi poco efficienti dal punto di vista ambientale.

E-Mail Candidato:
massimiliano.melley@gmail.com