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.: Discussione: Navigli tutto bene!!! Artigiani in rivolta

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Luciano Bartoli

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Inserito da Luciano Bartoli il 16 Nov 2009 - 15:51
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Alla faccia di chi continua a dire che, sui Navigli, l'estate 2009 è stata un successo e si attende solo, finalmente, l'isola pedonale permanente.

Dal Corriere di oggi, lunedì 16 novembre 2009

Lettera con 60 firme al Comune. I residenti: no all’isola pedonale permanente

Navigli, artigiani in rivolta

«Schiacciati dalla movida». Pittori e rigattieri: troppi danni, costretti a chiudere

MILANO - «Il Naviglio è un pezzo di sto­ria milanese e tra gli angoli più belli della nostra città: questa zona merita più rispetto...». Al­la lettera sono allegati i timbri e le firme di sessanta negozianti dell’Alzaia e della Ripa, le botte­ghe sul canal grande della città. La petizione inviata al Comune esprime una richiesta «sempli­ce »: «Chiediamo la possibilità di esistere e lavorare anche noi, esercizi commerciali che non sono solo happy hour , gelaterie e ristoranti». Il quartiere-paese si ribella al­l’isola della movida. L’appello viene dai rigattieri e dagli anti­quari, dai pittori e dai fumetti­sti, dagli artisti e dagli orefici. Quelli che vivono il dolce Navi­glio di giorno e si sentono «schiacciati» dalla chiassosa Mi­lano di notte. Dicono: «La visibi­lità delle nostre vetrine è nega­ta da sedie, tavoli e ombrelloni dei vari bar e ristoranti che oc­cupano totalmente i marciapie­di, per noi vitali, e buona parte della sede stradale». Lamenta­no: «Subiamo danni ingenti». E avvertono: «Se va avanti così, saremo costretti a chiudere».

Dai trani ai wine bar, nelle ca­se di ringhiera. Ieri la ligera, og­gi la musica lounge . Ma chi «dà ancora a queste strade un’atmo­sfera caratteristica», dicono, so­no le vecchie attività artigiana­li: «Chiediamo il rispetto delle regole, annunciate e promulga­te, ma purtroppo spesso disatte­se». Così Alba Degani, dell’Otti­ca omonima sulla Ripa: «Duran­te l’isola pedonale estiva le stra­de sono invase, i mezzi di soc­corso hanno difficoltà di acces­so». Un’analisi estesa al proget­to di blocco permanente al traf­fico annunciato da Palazzo Ma­rino per il 2010: «Potrebbe tra­sformarsi in un incubo se, co­me temiamo, saranno installati fuori dai locali gazebo e veran­de». Ai bottegai, si legge ancora nella petizione, «preme salva­guardare il carattere di vivibili­tà e servizi per tutti». A partire dai residenti, dalle famiglie, da­gli anziani. Quelli che vivono il quartiere-paese. Ci sono tutti.

Hanno firmato, tra gli altri, il pittore Matteo La­ganà, l’intagliatore di legno, Galdino De Franceschi, e il ri­gattiere Federico Favezzari. Condividono i parrucchieri e le agenzie di viaggio, i tabaccai e i negozi d’abbigliamento: «Pur­troppo, questo quartiere ha cambiato fisionomia, diventan­do un’area di soli divertimenti serali». E loro, i commercianti diurni? «Abbiamo il pregio di diversificare la tipologia di ne­gozi e servizi utili ai cittadini e tipici per i turisti. La nostra pre­senza è meno oppressiva e più discreta. E pertanto molto più gradita ai residenti». Vediamo. Ana Brala è la por­tavoce del comitato Ripa di Por­ta Ticinese: «Molti commercian­ti sono con noi nella causa con­tro il Comune, siamo tutti vitti­me del rumore, del caos, del de­grado». La lettera dei bottegai al vicesindaco Riccardo De Co­rato e agli assessori si conclude così: «Ci auguriamo che dimo­strerete di amare questa zona come noi». Auguri.

Armando Stella