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Davide Gaieni

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Inserito da Davide Gaieni il 30 Nov 2009 - 09:30
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Egregio Sig. Gronda,

Non mi fraintenda, ma la bicicletta ha un grandissimo difetto rispetto ai mezzi a due ruote motorizzati: è limitante ed è scomoda. Mi spiego meglio: se io oggi vado a lavorare in bici e nel frattempo viene a piovere, sarò inesorabilmente destinato a prendermi una solenne lavata. L'alternativa è quella di indossare un abbigliamento antipioggia che si rivela piuttosto scomodo da usare quando si pedala, soprattutto quando fa molto caldo o quando fa molto freddo..
In moto/motorino, il problema si risolve all'origine, in quanto il 90% dell'abbigliamento protettivo noralmente indossato è anche impermeabile, oppure è sempre possibile portarsi appresso un completo antipioggia da indossare alla bisogna e che risulterà molto più comodo da utilizzare con una moto piuttosto che con una bici perchè non si dovrà pedalare per spostarsi. In bicicletta si prende freddo più che in moto, perchè non è possibile indossare l'ingombrante abbigliamento protettivo senza perdere definitivamente la mobilità articolare...
In bicicletta si è giocoforza limitati negli spostamenti: non è pensabile affrontare uno spostamento quotidiano che preveda l'attraversamento della città da un lato all'altro, così come non è pensabile immaginare un traffico "pendolare" di ciclisti. La bicicletta è un mezzo ottimo per recarsi al lavoro se il tragitto non supera i 3/4 km e non comporta troppi attraversamenti "difficili" (pavè, porfido, binari) nè una eccessiva percorrenza urbana.
Queste mie considerazioni, ovviamente, prendono in esame il "lavoratore medio". E' ovvio che se si prendono ad esempio dei ciclisti anche solo amatoriali, la situazione può risultare molto differente. Ma, in ogni  caso, io sarei disposto a sfidare qualsiasi ciclista, anche professionista, nel traffico urbano, intraurbano ed interurbano, con la mia moticicletta (che non è nemmeno una delle più pratiche, in città..). Ovviamente rispettando alla lettera il codice della strada eh, perchè io di ciclisti che sostengono la loro scelta indicandola come la più rapida ed efficiente per poi vederli: passare col rosso, salire sui marciapiedi, sfruttare i semafori pedonali per oltrepassare gli incroci, procedere contromano, non rispettare le corsie riservate (vedasi ad esempio la circolare da Piazza Piola a Piazzale Cuoco), slalomare in mezzo alle auto ed ai pedoni...Ecco, io di ciclisti che procedono in maniera così dissennata ne vedo pure troppi. Non sono tutti, eh...ma son comunque troppi.
In risposta al messaggio di Giovanni Gronda inserito il 29 Nov 2009 - 11:54
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