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Alberto Liati

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Inserito da Alberto Liati il 29 Nov 2009 - 00:41
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Lo sapevo che il messaggio sarebbe stato interpretato in maniera "diversa" a seconda delle opinioni e per questo cerco di spiegarmi meglio.
Innanzitutto qualche premessa.
1) Non sono un "drogato da auto", quando serve nei fine settimana che trascorro a milano la uso, altrimenti no.
2) Vivo e lavoro in inghilterra quindi, per quanto mi riguarda, potrebbero anche obbligarvi per legge a tornare alle carrozze a cavalli che la mia vita non cambierebbe per nulla (tanto per dire che non ho interessi per l'una o l'atra parte)
3) I dati riportati nel mio post vengono diretti dal sito dell'ARPA, lo stesso che voi usate per sostenere le vostre ipotesi di emergenze e riportano gli stessi "trend" anche per anni più recenti (2001-2002-ecc)
4) L'unico riferimento ai giornali era l'articolo sul "boom" di ricoveri che non mi era sembrato né ridicolizzante né "leggero".

L'articolo del corriere riportava uno studio (considerato serio almeno questo?) che proiettava dei dati ben precisi: ricoveri nei giorni "entro i limiti" confrontati con quelli "sopra i limiti" e la differenza era dell'8,8% (decimale più o meno).
Da dove vengono gli altri 222? Lo studio non lo riportava ma, nell'ultima parte del post, mi sembra che sia lei a passare dalla parte dei "numerologi" attribuendo all'inquinamento anche i casi evidenziati nei giorni "buoni". Proseguendo nel suo discorso, allora si dovrebbero aggiungere i metalli pesanti, le onde elettromagnetiche, l'inquinamento dell'acqua, i conservanti, i fertilizzanti e i pesticidi, tutte cose per le quali bisognerebbe fare qualcosa, no?
"Quanti più bambini soffrirebbero se osassero circolare e giocare all'aperto come si faceva quarant'anni fa?". Non glielo so dire, so solo che, dati ARPA alla mano, vent'anni fa la situazione dell'aria era peggiore, con molte meno auto e molti meno abitanti in circolazione.

Da ultimo, mi permetta di dire che non ho giocato con nessun numero per dimostrare nessuna "ragione di comodo" (anche perchè "francamente" non mi fa "comodo" né l'una né l'altra ragione). Il mio era solamente un post che chiedeva aiuto nel capire per quale motivo si continui a gridare all'emergenza quando i numeri (ripeto, dati ARPA che voi stessi usate per gridare allo scandalo) dicono esattamente l'opposto.

E mi spiace, altrettanto "francamente", il suo post non ha risposto a nessuno dei miei dubbi e, anzi, li ha aumentati leggendo chiaramente dal suo post una posizione "a prescindere" da qualsiasi dato di fatto: i numeri che dimostrano che c'è l'inquinamento vanno bene, quelli che dimostrano il contrario sono obsoleti, non affidabili o semplicemente frutto di "giochi".

Io resto sempre dell'opinione che sia profondamente giusto continuare a chiedere miglioramenti continui, ma insisto anche nel dire che la richiesta di provvedimenti d'urgenza quando forse tutta questa urgenza non c'è, può portare ad un risultato diametralmente opposto a quello desiderato (decisioni non meditate, mille eccezioni, soluzioni oggettivamente inapplicabili e quindi inutili), tutto qui.

Saluti

Alberto

PS. Nelle serie storiche dell'ARPA sono anche indicati i motivi dei cali, con relativi riferimenti a leggi specifiche che hanno contribuito a migliorare la qualità dell'aria (riduzione del tenore di zolfo nei carburanti, ecc.).
In risposta al messaggio di Giuliano Gavazzi inserito il 28 Nov 2009 - 01:37
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