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Giuliano Gavazzi

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Inserito da Giuliano Gavazzi il 14 Nov 2009 - 00:15
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Bruno,

prima di tutto bisognerebbe liberare la discussione da certi falsi postulati. Quale la necessità (anche mitigata dallo "spesso") dell'automobile. Che sia per i residenti in visita a una città, o per i residenti stessi.. Ci sono i mezzi pubblici, i taxi (altro servizio pubblico), le biciclette e i piedi.  Le eccezioni non contano in queste considerazioni.

Mi diverte l'eufemismo che usi dicendo  "Ogni giorno ci sono persone che fanno minuti in coda pur di non rinunciare all'auto". Minuti... sembrano piccolezze, ma sono spesso belle fette di ore. Non mi interessa se queste persone si lasceranno convincere o meno, o se veramente sarà necessario: non c'è spazio per la scelta. Le risorse stanno diventando sempre più scarse perché condivise da un maggior numero di persone e noi ne stiamo usando troppe. Punto. Perdere tempo per cercare di risolvere un problema non solubile, il generalizzato traffico a motore, privato e merci, su gomma, vuol dire ritardare la soluzione. Per esempio non ha senso pensare di incentivare veicoli meno inquinanti (e dove meno inquinanti?) non facendo pagare il parcheggio. Lo spazio comune non è prerogativa di chi ha i soldi da sprecare in un mezzo nuovo (altro spreco di risorse), ma è un bene comune da usare in comune e in funzione delle esigenze e semmai fatto pagare. Ma più spazio pubblico deve essere restituito alle persone. Quindi tutto mira a diminuire drasticamente il numero di automobili, per ragioni globali e di vivibilità.

Non stupirti se vedrai che qualche nostalgico, rimasto alle idee folli di vent'anni fa, griderà alla privazione di un suo preteso diritto fondamentale... già lo sento.

Spostando gli incentivi dove devono andare, alle trascurate ferrovie per esempio, a mezzi pubblici (compresi treni...) adatti agli anziani e agli invalidi oltre che ai validi - finalmente utilizzatori delle proprie gambe - si vinceranno anche gli ultimi irriducibili, oramai costretti su quattro strade in croce. Scusa, un po' ho esagerato. Qualche volta l'automobile avrà senso, quasi sempre affittata quando servirà, o condivisa con altri familiari, ma la differenza tra allora e ora è abissale. Ovviamente cambieranno molto la struttura della società. Vi sarà più "nomadismo" (per esempio dovrà venir snellita e resa economica la compravendita delle case, dove noi siamo alla preistoria) e quindi meno pendolarismo. I centri di interesse si distribuiranno di più, così da rendere vere comunità quelle che ora sono si e no dormitori.

 E non ci sarà bisogno di incentivi per i ciclisti, che non dovranno più dividere la strada con una massa frustrata dall'inevitabile immobilità.

In risposta al messaggio di Bruno Alessandro Bertini inserito il 13 Nov 2009 - 19:02
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