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Elena Cipriani

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Inserito da Elena Cipriani il 12 Nov 2009 - 16:49
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L'impresa di rendere Milano una città a misura di uomo e non di macchina mi sembra titanica. Provo comunque a dare il mio contributo che deriva dall'esperienza di cittadina, di utente di mezzi pubblici, di (molto sporadica) automobilista e di mamma.

- Piste ciclabili degna di questo nome: Milano è una città fredda d'inverno e calda d'estate, ciò nonostante sempre più persone perferiscono le due ruote. Le ammiro tantissimo, sono coraggiose: io ci ho provato per andare al lavoro ma ho subito lasciato perdere: avevo troppa paura di essere investita. Che peccato non poter accompagnare la mia bimba all'asilo in bici come mi chiede sempre...

- Mezzi pubblici frequenti, sicuri, puliti. Mi sembra il minimo! Chi viaggia con i mezzi è un cittadino di serie A, che non inquina e che non spreca risorse.

- Regolamentare la sosta: Non sarà un'opinione popolare, ma credo che parcheggiare sotto casa o a un passo dal metrò non sia uno dei diritti inalienabili della persona... Regole precise, sanzioni sicure per chi le infrange. Sosta riservata ai residenti, multe salatissime a chi parcheggia in divieto laddove ci sia un parcheggio di corrispondenza disponibile (vedi allegato).

- Zone a traffico residenziale. Rendiamo più vivibile e quindi più viva la città. In Olanda, Germania, Francia ed Inghilterra si è giò diffusa la cultura della regolamentazione viabilistica delle aree residenziali. Negli ambiti urbani si introduce una diversa concezione dello spazio stradale, caratterizzato dalla prevalenza dell’utilizzo pedonale e dalle conseguenti limitazioni a tutto il traffico veicolare. Questo comporta un cambio di visione e della mentalità di utilizzo delle strade all’interno delle aree residenziali, che non deve più essere visto con l’ottica dell’automobilista che ha fretta, ma con quella del bambino che ha diritto alla sicurezza (vedi allegato).
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In risposta al messaggio di Enrico Fedrighini inserito il 8 Nov 2009 - 21:22
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