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.: Discussione: Consiglio comunale straordinario su Ecopass: portiamo la voce dei cittadini a Palazzo Marino?

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Enrico Fedrighini

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Inserito da Enrico Fedrighini il 9 Nov 2009 - 21:38
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Care/i partecipanti,

questa comunicazione non vuole essere una risposta puntuale a tutti gli interventi finora susseguitisi, ma un approfondimento della questione in gioco e della proposta avanzata.

Breve premessa: concordiamo tutti con Luca Pozzoni che la giusta dimensione territoriale in cui dovrebbe essere inquadrata la questione traffico-mobilita' e' quella metropolitana, un'area vasta che comprende tre/quattro milioni di persone che gravitano attorno al capoluogo. Detto questo, che facciamo: rimandiamo l'adozione di misure antismog e antitaffico al varo della citta' metropolitana? Attendiamo le riforme istituzionali per adottare misure che ogni citta' normale, amministrata in modo civile, dovrebbe prendere per tutelare la salute degli abitanti? Non mi pare una grande idea.

E veniamo al punto. Bisogna pero' avere alcuni dati di base, per evitare di andare a farfalle. La signora Luciana Pellegreffi e il sig. Franco Giorgi concordano nel ritenere Ecopass un provvedimento sostanzialmente finalizzato a fare cassa. La loro opinione e' la prova che uno dei problemi principali di questa amministrazione e' comunicare in modo chiaro alcuni dati pubblici di rilevante interesse. Questa affermazione infatti e' falsa: in occasione del bilancio comunale votato dopo il primo anno di Ecopass e' stato registrato un forte disavanzo di Ecopass rispetto alle previsioni (e il disavanzo rimarra' elevato anche nell'anno seguente); in sostanza, le entrate di Ecopass servono sostanzialmente a ripagare il sistema di controllo e gestione del sistema e, al netto di quello, cio' che rimane (non molto) viene devoluto alla mobilita' pubblica. Perche' Ecopass ha incassato cosi poco finora? Semplice: perche' ha funzionato. Cioe', ha funzionato l'effetto deterrente della tariffa: meno autoveicoli circolanti e, per la prima volta negli ultimi vent'anni, un aumento dell'utenza e degli spostamenti effettuati con mezzo di trasporto pubblico in citta'.
Ma Ecopass e' uno strumento dinamico, le cui tariffe e classi di veicoli paganti vanno periodicamente aggiornate (lo stesso avviene a Londra con la congestion charge) altrimenti perdono progressivamente efficacia (e' quanto sta accadendo da ottobre 2009). Occorre insomma mettere mano ad Ecopass, rinforzarlo, estenderlo, renderlo maggiormente efficace.
E qui sta il nocciolo del problema.
L'attacco contro l'assessore Croci e la sua politica di "mobilita' sostenibile" ha il sapore di una sorta di resa dei conti. Ad essere sotto attacco non e' tanto Ecopass in se', ma il principio dell'uso del "road pricing" (tariffazione stradale) come strumento di governo della mobilita' in ambito urbano. Ecopass da fastidio a diverse lobby; da' fastidio anche perche' sta lasciando vuoti molti parcheggi realizzati in centro, e perche' la sua esistenza mette in discussione la necessita' di costruirne altri.
Ecopass e' un ostacolo da rimuovere da parte dei sostenitori del progetto del nuovo tunnel stradale Linate-Expo, 14 km con nove uscite in citta': che senso ha costruire un nuovo asse di penetrazione di auto in citta', se poi esiste un pedaggio che va in direzione opposta?
In breve: la partita in gioco e' strategica. Da una parte c'e' la restaurazione verso un modello di citta' pensata e costruita a misura d'auto; dall'altro, il mantenimento e rafforzamento di una svolta nella politica del traffico che, pur tra mille difficolta' e debolezze, l'assessore Croci ha saputo iniziare.
La mia proposta lanciata qui su partecipaMi/Rete Civica puo' sintetizzarsi in una domanda: i cittadini di fronte a tutto questo rimangono a fare gli spettatori, o intendono intervenire?
Mi rendo conto che in Italia il mestiere del cittadino sia difficile e particolarmente gravoso, se raffrontato con quanto avviene in altre parti del continente, dove chi amministra la citta' affronta e risolve i problemi anziche' fare propaganda; ma il buon amministratore e' anche il prodotto
del buon cittadino, e comunque  questa e' la situazione.
I cittadini che si lamentano a prescindere, quelli del "tanto non cambia nulla", o quelli che hanno la ricetta perfetta pronta per ogni occasione ma assolutamente inservibile nel concreto, contribuiscono a un dibattito che alla fine rischia di produrre poco di utile alla citta'.
Forse ha ragione Cecilia Bonatti: non c'e' da inventare nulla, raccogliamo le osservazioni gia' presentate finora, trasformandole in un documento organico.

Enrico Fedrighini
Consigliere comunale di Milano, gruppo Verdi

In risposta al messaggio di Enrico Fedrighini inserito il 8 Nov 2009 - 21:22
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