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.: Discussione: Circa i Rom al Rubattino

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 8 Set 2010 - 21:13
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Da milano.corriere.it:

celebrazione della natività di Maria e presentazione dell'Anno pastorale ambrosiano

Tettamanzi: la politica guardi al bene comune e non solo alle alleanze

«I bambini rom di Rubattino devono poter andare a scuola». «Mai parlato di richiesta di una moschea»

MILANO - Le persone emarginate, gli uomini dimenticati «oggetto di pregiudizio, di discriminazione, ma destinatari dell'amore santo di Dio, insieme a tante altre persone - a cominciare dai bambini, dai più piccoli - sono una grande benedizione per tutti, una ricchezza per la Chiesa». È questo uno dei passaggi centrali dell'omelia dell'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, mercoledì mattina nel Duomo in occasione della celebrazione della solennità della Natività della Beata Vergine Maria. E parlando di bambini e di emarginati, l'arcivescovo ha in mente anche i piccoli rom sgomberati dal campo di via Rubattino, come ha specificato durante uno scambio di battute con i giornalisti: «Non basta il richiamo alla legalità, doverosissimo, e alla sicurezza, necessario, ma occorre non dimenticare che al centro sta la dignità della persona e che ai bambini rom di via Rubattino si deve dare la possibilità di cominciare l'anno scolastico». Parlando dello sgombero del campo rom in via Rubattino, Tettamanzi ha aggiunto: «Ci vuole lungimiranza nell'affrontare problemi come quello relativo agli sgomberi. Soprattutto se è stata offerta una possibilità di integrazione, l'interruzione non è una soluzione del problema, ma solo bloccare qualcosa che chiede di continuare».

«POLITICA CONCENTRATA SU SE STESSA» - Parlando della santità e di una nuova etica della politica, durante la presentazione dell'Anno pastorale ambrosiano, Tettamanzi ha sottolineato come la politica di adesso sia concentrata «su se stessa, sulle alleanze: si parla soltanto di questo, ma questi - ha detto - non sono problemi che interessano alla gente, che non toccano le persone. Occorrerebbe passare ai fatti, avere maggior coraggio e guardare al futuro e al domani». Il presule ha sollecitato i politici «al bene comune, alla risoluzione dei problemi concreti e non ad avere soltanto occhi al "qui ed ora" ma invece a traguardare uno sguardo lungimirante». «La santità - ha detto il cardinale Tettamanzi - significa etica. Etica significa volere il bene, la verità, la giustizia, l'onestà, la trasparenza, la dedizione agli altri, insomma la vocazione di apertura agli altri e di dono di sé agli altri. Se questo significa etica, questo vuol dire anche santità. L'ambito politico è certamente più faticoso, più difficile, più complesso di altri ma proprio in questo ambito ci dobbiamo augurare la presenza di persone che credono in questi valori, vivano in coerenza con questi valori e abbiano come fine da raggiungere non il proprio interesse, l'interesse della propria parte, ma davvero il bene di tutti».

«MAI PARLATO DI RICHIESTA DI UNA MOSCHEA» - Le domande dei giornalisti hanno ovviamente riguardato anche le polemiche dei giorni scorsi con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, incentrate sulla moschea a Milano. «Non ho mai parlato della richiesta di una moschea, bensì della richiesta di luoghi di culto per gli islamici», ha precisato il cardinale, in riferimento ad alcuni commenti riportati in questi giorni su diversi strumenti di comunicazione in seguito ad una sua intervista rilasciata sabato 4 settembre. «Non si aggiungano altre parole a quelle che ho detto, nemmeno però si tralascino parole rispetto a quelle che ho effettivamente pronunciato», ha aggiunto. Durante il suo intervento in sala, Tettamanzi ha definito «la mancanza di integrazione» uno dei problemi fondamentali e poi ha continuato: «Non parlo solo degli immigrati, ci sono tanti altri ambiti, ad esempio le persone di una certa età tagliate fuori dal ciclo produttivo, i carcerati». E sui suoi appelli: «Ho detto cose scomode, ma anche belle. Non mi preoccupo di essere accusato o incensato, mi dico sempre che devo seguire il Vangelo, il resto non mi tocca più di tanto».

Redazione online
08 settembre 2010



Da milano.corriere.it:


Iezzi (Lega) contro Tettamanzi: «ospiti lui i nomadi nelle proprietà della Curia»

Sgombero Rubattino, in corso
la «messa in sicurezza» dell'area


De Corato: sui bambini rom «ipocrisia e doppiezza morale della sinistra e di un certo mondo cattolico»


MILANO - Lavori di demolizione e di rimozione dei rifiuti in corso alla ex Innse di via Rubattino dopo lo sgombero di martedì, quando sono stati allontanati i circa 25o rom romeni che vivevano accampati nell'area ex industriale. Mercoledì il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato ha effettuato un sopralluogo nell'area ex industriale insieme con il Comandante della Polizia Locale Tullio Mastrangelo e con i rappresentanti della società Aedes, proprietaria dell’area. De Corato ha messo l'accento sulle condizioni in cui vivevano i nomadi, in particolare i bambini: «Che dignità, e che sicurezza, aggiungo, possono avere dei bambini che vivono in mezzo a 150 tonnellate di rifiuti (72 sono già state rimosse), pronti a prendere fuoco da un momento all’altro; che dormono sotto plafond in metallo penzolanti in grado di schiacciarli o giocano tra buche profonde tre metri?». De Corato si è quindi scagliato contro «i soliti meandri della sinistra e di un certo mondo cattolico», cardinale Tettamanzi compreso, e la loro «levata di scudi», che a suo dire «ha il sapore squallido, e già noto, dell’ipocrisia e della doppiezza morale». «Non ci si può ricordare dei bimbi rom solo quando vengono effettuati degli sgomberi, che sono volti a difendere l’incolumità degli stessi occupanti, e tacere se nella stessa area dei minori vengono rapiti, derubati e fatti oggetto di violenza sessuale da altri occupanti sotto minaccia di pistola», ha aggiunto De Corato, ricordando il rapimento di una nomade 16enne, con tentativo di stupro, sventato il 26 agosto scorso, e altri episodi di sfruttamento di minori per furto e prostituzione.

Sgombero in via Rubattino


Sgombero in via Rubattino   Sgombero in via Rubattino   Sgombero in via Rubattino   Sgombero in via Rubattino   Sgombero in via Rubattino   Sgombero in via Rubattino   Sgombero in via Rubattino

IL MURO E LE TELECAMERE - I lavori di risistemazione dell'area prevedono un nuovo muro perimetrale, che dovrebbe impedire ulteriori tentativi di occupazione. Il resto lo faranno le telecamere, la vigilanza privata fissa e un nuovo impianto di illuminazione. «Esiste una convenzione che fissa termini ben precisi - ha sottolineato il vicesindaco mentre le ruspe continuavano a lavorare - la demolizione dei prefabbricati è già iniziata e sta proseguendo». La struttura sotto la quale si riparavano i nomadi in un paio di giorni, come previsto dall’impresa, sarà abbattuta. La zona rientra inoltre nel Programma di Riqualificazione Urbana in programma nel quartiere, compresa via Rubattino. Le operazioni si svolgeranno nel più breve tempo possibile e sotto l’imperativo categorico imposto dal vicesindaco: «Non intendiamo più spendere risorse e impiegare uomini per sgomberare quest'area». Il vicesindaco è tornato poi a parlare delle proposte di assegnazione delle case popolari ai nomadi: «Non mi risulta ci siano case del Comune abitate o abitabili dai rom - ha spiegato - il resto sono tutte chiacchiere che si continuano a fare».

IEZZI, LEGA: «LI OSPITI TETTAMANZI» - Anche il segretario della Lega Nord di Milano Igor Iezzi ha criticato le affermazioni del cardinale Dionigi Tettamanzi e lo ha provocatoriamente invitato ad aprire «le porte della proprietà della Curia alle comunità nomadi». «Giusto - ha detto Iezzi - il richiamo del cardinale Tettamanzi sulla necessità di avere attenzione per i più piccoli, sulla tutela della dignità personale di ognuno e sul complesso dei diritti e dei doveri. Peccato che come sempre il cardinale sbaglia indirizzo cui mandare l'appello: dovrebbe rivolgerlo agli stessi rom, purtroppo sono loro che non conoscono il significato di queste parole». «Comunque se Tettamanzi crede davvero a ciò che dice - ha aggiunto - sarebbe ora che passasse dalle parole ai fatti: aspettiamo di sapere quando aprirà le porte delle proprietà della Curia alle comunità nomadi».

Redazione online
08 settembre 2010

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 7 Set 2010 - 09:10
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