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.: Discussione: Circa i Rom al Rubattino

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 4 Dic 2009 - 22:08
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Da milano.corriere.it:

il tradizionale «discorso alla città» in sant'Ambrogio

Tettamanzi: «Generosità e sobrietà
per far tornare grande Milano»


Il cardinale e lo sgombero al Rubattino: «La risposta della città non può essere l’azione di forza»

MILANO - Dallo sgombero delle famiglie rom di Rubattino al rischio di infiltrazioni mafiose nei cantieri delle grandi opere, dalla crisi economica all'Expo, dall'abuso di alcol e droga alla questione del crocifisso nelle scuole: sono molti i temi di scottante attualità affrontati dall'Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, nel tradizionale «Discorso alla città» di venerdì 4 dicembre nella Basilica di Sant'Ambrogio. Per l'occasione è stata riaperta, dopo un importante restauro, la Cripta che conserva le spoglie del santo patrono della città. Il titolo del discorso, «Milano torni grande con la sobrietà e la solidarietà», sottolinea l'auspicio di fondo del cardinale: dare un senso nuovo al desiderio, legittimo, di «rendere grande Milano». «Siamo consapevoli che non bastano gli edifici, i ponti, i grattacieli, le strade a rendere ricca e interiormente viva una città. Da sempre – a Milano e ovunque – sono gli abitanti la ricchezza più grande di una città», sottolinea il cardinale, ricordando «l’eredità migliore che ci è stata consegnata», sintetizzata in espressioni divenute proverbiali come «Milano con il cuore in mano» e «solidarismo ambrosiano».

LO SGOMBERO A RUBATTINO - In pochi tratti l'arcivescovo ha descritto la Milano di oggi, «una città composita, dai tanti volti, dalle mille storie, che in alcune sue parti rischia di essere costituita da isole, da “città nella città”». E ne ha sottolineato le emergenze, dai problemi economici al precariato, dalla solitudine di separati e anziani al rischio di emarginazione degli immigrati. E in questo contesto è arrivato il riferimento allo sgombero del campo rom di Rubattino, con una presa di posizione molto netta: «Mi ha colpito nei giorni scorsi, a seguito dello sgombero di un gruppo di famiglie rom accampate a Milano, la silenziosa mobilitazione e l’aiuto concreto portato loro da alcune parrocchie, da tante famiglie del quartiere preoccupate, in particolare, di salvaguardare la continuità dell’inserimento a scuola – già da tempo avviato – dei bambini. La risposta della Città e delle Istituzioni alla presenza dei rom non può essere l’azione di forza, senza alternative e prospettive, senza finalità costruttive. La Chiesa di Milano, il volontariato e altre forze positive della Città hanno dimostrato, e rinnovano, la propria disponibilità per costruire un percorso di integrazione». «Non possiamo - ha concluso il cardinale -, per il bene di tutta la Città, assumerci la responsabilità di distruggere ogni volta la tela del dialogo e dell’accoglienza nella legalità che pazientemente alcuni vogliono tessere».

LA CRISI E I CONSUMI - Il cardinale ha poi approfondito il concetto di «sobrietà», sottolineando la «forbice» sempre più allargata tra i super-ricchi e i poveri di Milano: «Siamo in un mondo dove c’è chi ha troppo e chi troppo poco, e anche nella nostra città c’è chi sta molto bene, mentre sempre più aumenta il numero di chi fa più fatica». E a chi parla della necessità di incrementare i consumi per uscire dalla crisi, il cardinale risponde: «Sobrietà non significa non consumare, non produrre, non scambiare beni e servizi. È piuttosto “utilizzare” – preferisco questo verbo a “consumare” – non in un’ottica di spreco, di dissipazione, di speculazione, di facili guadagni, bensì di saggio impiego, finalizzando così la produzione e i servizi ai veri bisogni dei singoli, delle famiglie e della società, per crescere nel benessere condiviso, valorizzando risorse e capacità».

L'EXPO E LE MAFIE - Il tema prescelto per l'Expo 2015, «Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita», secondo il cardinale «offre un ambito dove la sobrietà, rettamente intesa, può essere un fattore determinante». Ma Tettamanzi mette anche in guardia dai pericoli legati all'evento: «La nostra città è interessata – e lo sarà sempre più – da progetti di realizzazione di grandi opere che esigono ingenti quantità di denaro e per le quali sono possibili interferenze e infiltrazioni di criminalità organizzata». Da qui l'invito al rispetto di «norme semplici, chiare ed efficaci».

LE DROGHE E IL CROCIFISSO - Per quanto riguarda l'ambito più personale e morale, il cardinale ha manifestato preoccupazione per l'abuso sempre più diffuso di droghe e alcol: «Troppe persone – e non solo i giovani – sembrano alla ricerca di uno “stato di ebbrezza permanente” da perseguire con eccessi (di sostanze stupefacenti, di alcool, di sensazioni ed emozioni forti) quasi a volere sfuggire alle proprie responsabilità». Come modello, il cardinale ha invitato a «guardare a Cristo» come colui che «sa attraversare le situazioni umane di fatica e di sofferenza assumendole, facendosene carico». Da qui l'invito conclusivo: «Conserviamo la presenza del crocifisso, simbolo cristiano ma anche simbolo profondamente umano. Di fronte ad esso siamo tutti richiamati a interrogarci sul significato che hanno il soffrire e il morire, così come possiamo ritrovare la speranza per superare le situazioni di dolore e di morte. Ma il Crocifisso è risorto! Non limitiamoci a considerare il crocifisso come segno di un’identità. Dobbiamo passare dal simbolo alla realtà, alla realtà di Gesù Cristo morto e risorto e veniente, persona viva, concreta, incontrabile, sperimentabile. Conserviamolo questo simbolo, ma soprattutto viviamolo con umile, forte e gioiosa coerenza».

04 dicembre 2009
In risposta al messaggio di Gianluca Boari inserito il 31 Ott 2009 - 15:17
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