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.: Discussione: Circa i Rom al Rubattino

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 1 Nov 2009 - 17:33
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Rispondo al consigliere Boari sul tema Rom e Rubattino, il quartiere nel quale vivo, a differenza del collega, e sul tema Rom e Milano…. Perché se continuiamo a guardarci l’ombelico perdiamo di vista l’orizzonte, che ci può dare spunti di soluzioni altrimenti non visibili.

Dopo 20 anni di governo delle “destre” (ovviamente ci sono anche le destre se ci sono le “sinistre”, espressione tanta cara al consigliere Boari –mentre Berlusconi preferisce gridare nel 3° millennio: i comunisti, i comunisti!!!) ...dunque dicevo, dopo 20 anni di governo delle “destre”sia a livello comunale, che a livello regionale, la questione dei Rom (italiani, bosniaci, rumeni, bulgari ecc.) e di coloro che vengono erroneamente considerati “nomadi” non è stato ancora risolto, anzi si è aggravato negli anni.
In Toscana e nel Veneto la situazione è ben diversa!

Questo aggravamento della situazione non riguarda infatti tutta l’Italia, perché vi sono comuni e province italiane –di destra e di sinistra- che hanno dato risposte globali –non parziali e faziose come quelle di Milano- avviando percorsi di integrazione e legalità che richiedono risposte articolate da parte delle istituzioni ma che il tempo ha dimostrato nei fatti essere efficaci e soddisfacenti per la collettività, in termini di sicurezza e tranquillità sociale, e per i Rom, in termini di miglioramento delle condizioni di vita, attraverso la scolarizzazione dei bambini, l’inserimento lavorativo degli adulti e l’integrazione abitativa nella comunità locale.

Insomma inclusione sociale e legalità è l’unico binomio che consente di smetterla di gridare “al lupo, al lupo!”


Cosa dice il cons. Boari?

Da molti mesi un'area privata sita all'altezza del civico 81 di via Rubattino è occupata abusivamente da "nomadi". Quest'area era già stata occupata altre due volte in passato,

Ecco la dimostrazione dell’inefficacia, del fallimento degli sgomberi “alla De Corato”, ossia di una politica parziale che crede di risolvere le questioni sociali solo in termini di sicurezza, che il cons. Boari vuole reiterare senza riflettere sull’inutilità di queste azioni parziali.
Ogni sgombero costa 30/40.000 euro: nell’area privata di proprietà di ENEL e AEDES ne sono stati fatti già 2 e un terzo sgombero è già stato annunciato da tempo da De Corato, quindi è già da tempo in programma. 100.000 euro spesi per che cosa? Per niente, dato che dopo il terzo ci potrà essere un quarto, un quinto... qui o in altra periferia di Milano!

De Corato ha dichiarato di aver già attuato 160 sgomberi in Milano (calcolate voi il costo!). Quale giudizio date a questi sgomberi?

Io, in qualità di abitante del Rubattino dal 2003, potrei rispondere: i Rom sono arrivati grazie a De Corato, perché gli sgomberi spostano il problema, non lo risolvono!!!

Le aree sgomberate, infatti, vengono nuovamente occupate, dalle stesse persone o da altre persone che sono state sgomberate da altri luoghi.
Che bel girotondo, nelle periferie di Milano!


E' ora che il Comune non ragioni solo in termini di SGOMBERI, perchè:

1. la politica degli sgomberi non basta; le persone sgomberate si spostano, ma i problemi rimangono; le persone sono costrette a spostarsi, ma non sono aiutate a modificare, a migliorare le condizioni di vita loro e dei loro bambini.

Proprio nell’area del Rubattino, nel giro di pochi mesi 300 e più persone, in prevalenza Rom rumeni, si sono accampati e hanno occupato i locali degli immobili abbandonati di proprietà di ENEL e di AEDES, vivendo in condizioni disumane. Tali persone provengono dagli sgomberi del cavalcavia Bacula, via Noale, Chiaravalle, Pioltello ecc.!!!
Quindi sono stati proprio gli sgomberi a creare il problema nel Rubattino e il cons. Boari, forse affetto dalla sindrome NIMBY (not in my back-yard) sa solo dire: sgomberiamo, sgomberiamo!

Poi, i suoi colleghi degli altri consigli di zona faranno lo stessa richiesta e avanti così con il girotondo!!

Adesso capisco perché questi Rom sono nomadi!!


2. per superare la presenza degli insediamenti abusivi, bisogna avviare anche percorsi di inserimento scolastico e lavorativo, processi di INTEGRAZIONE nel tessuto sociale.
Spetta alle istituzioni, anche in collaborazione al privato sociale, dare una risposta positiva, una speranza di integrazione, dare una mano per aiutare queste comunità a vivere in maniera dignitosa e non ai margini della società, come reietti, come cani abbandonati.
Infatti, solo investendo nell'inserimento dei Rom che dimostrano volontà di integrarsi (come negli altri paesi europei: Spagna, Francia ecc.) si crea sicurezza per tutti, durevole nel tempo e non illusoria, come quella perseguita con gli sgomberi!

Come viene da anni affermato dal sociale privato, l'unico che a Milano fa qualcosa di concreto per cambiare la situazione di cronica emergenza delle periferie, bisogna investire in percorsi possibili e in molti casi già avviati (a Milano: Opera Nomadi, Comunità di Sant'Egidio, Padri Somaschi, Comunità di Don Colmegna ecc.; in altre parti d'Italia per opera anche dei Comuni e/o delle Province: Pisa, Bergamo, Verona ecc.), per passare dal campo (che i Rom sono i primi a NON volere!!!) alla casa, per garantire la continuità scolastica dei minori, per accompagnare gli adulti nell'inserimento lavorativo.
Questo è un modo efficace per investire concretamente in sicurezza, in quanto si agisce con fatti per ridurre l'emarginazione, lo sfruttamento minorile e la delinquenza; gli sgomberi non interferiscono minimamente con le sacche di micro-delinquenza e di emarginazione.

A Milano, sono SOLO i volontari –anche quelli che operano nella comunità Rom di via Rubattino insediatasi più di un anno fa e che riguarda solo una ventina di famiglie- sono soli i volontari, dicevo, che si occupano di:
- iscrizioni scolastiche,
- mediazione scuola-famiglia,
- mediazione territorio-campo,
- docce settimanali,
- vaccinazioni,
- doposcuola,
- inserimento dei bimbi in società sportive amatoriali,
- accompagnamenti lavorativi,
- visite mediche ecc. 


3. per superare la presenza degli insediamenti abusivi, l’Italia –come tutti gli altri Stati membri dell’Unione Europea che hanno comunità Rom o Sinti sul proprio territorio- può usufruire di specifici fondi europei, destinati a favorire l’integrazione delle etnie Rom e Sinti e combattere le forme di discriminazione e razzismo di cui sono vittime a causa delle facili generalizzazioni (quelle stesse facili generalizzazioni di cui anche gli italiani sono stati vittime per decenni).

Nessuno a Milano dice che NEL CASO DEI ROM, PER INVESTIRE IN SICUREZZA TRAMITE PERCORSI DI INSERIMENTI SCOLASTICI, LAVORATIVI E DI DIMORA ABITATIVA, NON E' NECESSARIO SOTTRARRE RISORSE ALLE ALTRE POLITICHE SOCIALI DEI COMUNI!
Per questo, lo Stato Italiano -il Ministero degli Interni- ha da ultimo assegnato al Comune di Milano 13,5 milioni di euro (!).
Ma il Comune di Milano con la politica alla De Corato sa spenderli solo per sgomberi, facendo fare alle comunità di Rom il tour di Milano “by day”!

Le “destre” forse vogliono far credere che i soldi spesi per un processo di integrazione e legalità delle comunità Rom –di cui si avvantaggerebbero tutti, tranne coloro che sulla politica della paura e degli sgomberi hanno costruito il loro successo elettorale- verrebbero sottratti agli italiani, ai servizi sociali rivolti al resto della collettività.
Ma questo non corrisponde al vero!

4. Inoltre, da abitante del Rubattino, mi chiedo: perché i privati (in genere imprese, non singoli individui) lasciano in totale abbandono e noncuranza per anni e per decenni le loro proprietà, senza che le destre dicano nulla?

I Rom e le altre persone che vivono in queste aree (ganesi ecc.), pur avendo commesso una illegalità, non hanno sottratto, come succede nelle case popolari, una unità immobiliare al legittimo prenotatario in lista d’attesa, ma utilizzano immobili dismessi, abbandonati, cioè aree che i proprietari sottraggono per anni al loro utilizzo sociale.
La nostra Costituzione tutela la proprietà privata, MA NON COME UN DIRITTO ASSOLUTO!

L'art. 42 della Costituzione dispone:
"La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.

La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale."

Non sono i privati a chiedere lo sgombero (forse perché dovrebbero pagarselo non avendo fatto nulla per impedirlo!).
Ai privati che hanno lasciato totalmente abbandonate le loro proprietà, inoltre, le istituzioni non chiedono nulla, neppure di  TENERE PULITE le aree di loro proprietà!!!
Perchè i costi di sgombero e di pulizia da parte dell'AMSA non vengono addebitati ai privati proprietari degli immobili, dato che li lasciano per anni o addirittura decenni in stato di abbandono, creando degrado per i cittadini che vivono nella zona, accanto a immobili fatiscenti, dismessi, brutti a vedersi?
Il sindaco ne ha i poteri, perché può emanare -nei confronti dei proprietari che lasciano gli immobili in stato di abbandono- una ordinanza contingibile e urgente ai fini dell'asportazione immediata di tutti i rifiuti presenti nell'area per ragioni igienico-sanitarie, di salute pubblica. In caso di mancato intervento del privato, il pubblico potrebbe intervenire in via sostitutiva, addebitando i costi del risanamento al proprietario.
Anche questa “tolleranza zero” nei confronti dei privati che lasciano in stato di abbandono le loro proprietà potrebbe coadiuvare l’azione generale delle istituzioni, responsabilizzando i privati che sinora, invece, hanno scaricato tutta la loro indifferenza sulla collettività.

Ma le destre sanno essere forti con i deboli e deboli con i forti!!!
 
 
4. non bisogna costruire CAMPI NOMADI PER I ROM.
In nessun paese europeo ci sono campi come in Italia, neppure in quelli (v. Spagna, Francia) dove ci sono Rom in numero maggiore rispetto all’Italia. Per i campi nomadi esistenti, l’Italia è stata già condannata dall’Unione Europea per discriminazione nei confronti dell’etnia minoritaria Rom.


I Rom sono stanziali, a differenza dei Sinti (che vivono in roulotte e si spostano, come quelli che avevano sostato -illegalmente- nella via Caduti di Marcinelle ancora chiusa da anni al traffico veicolare).

Quindi solo per i Sinti è giusto e rispettoso delle loro tradizioni che vi siano PICCOLI campi per le loro esigenze di vita nomade.


Per i Rom (italiani, che sono circa il 50% dei Rom in italia, bosniaci, rumeni, bulgari, albanesi ecc.) bisogna invece favorire l'inserimento nelle città, nelle comunità locali, attraverso un processo di integrazione per i singoli nuclei familiari, grazie ai fondi europei.

Vi ricordate le famiglie Rom di Opera, minacciate di morte e con le tende incendiate? Dovettero scappare e, su richiesta del Comune di Milano, furono accolte da Don Colmegna nella struttura esistente all'interno del Parco Lambro e la gran parte di loro lavora, manda i bimbi/ragazzi a scuola e si paga l'affitto: sono persone integrate nella nostra città!

A fronte di tutto ciò, il Comune di Milano cosa fa: solo sgomberi!
Gli sgomberi purtroppo interrompono i percorsi di inserimento avviati dal privato sociale, in primo luogo quelli che riguardano i bambini in età scolastica, che frequentano la scuola dell'obbligo, fanno amicizia con altri bambini e vengono a conoscenza di un modo diverso di vivere ....alla faccia della dichiarazione universale dei diritti del bambino!
La mozione del 21 settembre u.s. approvata dal Consiglio di Zona portava a conoscenza del Comune questo processo di inserimento avviato felicemente da circa un anno, che riguarda 20 nuclei familiari e 36 bambini, di cui 26 nelle scuole dell'obbligo della zona e chiedeva, in maniera lungimirante, di non interromperlo e di "non buttare alle ortiche" tutto il lavoro di scolarizzazione e inserimento lavorativo fatto sinora. (v. all. comunicato della comunità di Sant'Egidio)
 

Per me bisogna quindi smettere con la politica miope degli sgomberi soltanto -promossa da Lega, AN e da alcuni di Forza Italia, come il consigliere Boari- ma bisogna:
-         affrontare in maniera più efficace la cronica "emergenza Rom", di cui alcuni partiti si fanno paladini parlando solo alla pancia della gente, con politiche di prevenzione e di aiuto;

-         evitare spreco di soldi per interventi che spostano solo il problema, ma non pongono le basi per la risoluzione definitiva del problema;

-         se sgomberati, bisogna garantire l'unità della famiglia: nel momento dello sgombero, in cui si perde tutto, la famiglia rimane l'unica cosa positiva. Offrire soluzioni che prevedano la separazione delle famiglie Rom oltre ad essere crudele, è perdente - ormai si sa per esperienza- perché le famiglie ROM la rifiuteranno (rifiuterei anch'io!!). Questo valore dovrebbe essere importante soprattutto per quella destra che si riempie la bocca di "patria, dio e famiglia" ... a meno che ci sia solo la famiglia loro e dei loro amici e tutte le altre sono di serie B!


Temo, infine, che "l'emergenza nomadi", "l'emergenza extra-comunitari/clandestini", "l'emergenza Moschea”, “l'emergenza diverso” faccia troppo comodo a certi partiti, che ci hanno costruito sopra le loro fortune elettorali, per fomentare sempre l'insicurezza in certe fasce della popolazione.

Il "problema Rom" potrebbe essere risolto dalle istituzioni, se veramente volessero, con una soluzione definitiva, utilizzando le risorse europee.

Tuttavia, se il problema viene risolto, che cosa farebbero poi certi politici? Contro cosa sbraiterebbero? Quali mozioni potrebbero mai presentare? Con quale altro argomento altrettanto efficace solleciterebbero le paure e le angosce che sanno instillare nelle menti delle persone?


Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
In risposta al messaggio di Gianluca Boari inserito il 1 Nov 2009 - 12:02
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