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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 28 Maggio 2010 - 14:44
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Da milano.corriere.it:

il dossier è stato pubblicato soltanto grazie all’iniziativa dei «Genitori antismog»

Studio dell’Ue: con meno smog
vivremmo sedici mesi in più


Il rapporto Ispra: motori «puliti» e stop alle stufe a legna eviterebbero 7 mila morti all’anno

Prendiamo un cittadino lombardo qualsiasi che oggi ha trent’anni. Ecco, a quel milanese, bresciano o bergamasco che sia, le istituzioni potrebbero «regalare » un anno di vita. Con due azioni. Il divieto di bruciare legna nelle valli alpine dovrebbe diventare molto più rigido; quasi tutte le macchine e i camion che circolano nella Regione dovrebbero passare a motori più puliti. Conseguenze: si «eviterebbero tra le 3 e le 7 mila morti premature all’anno» (morti dovute all’inquinamento) e «l’aspettativa di vita di un trentenne lombardo aumenterebbe di un tempo variabile fra 3 e 16 mesi». È la conclusione del settimo rapporto elaborato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea (Jrc) che ha sede a Ispra e che dal 2006, grazie a una convenzione con la Regione, studia lo smog in Lombardia e le possibili strategie per combattere l’inquinamento.

Elezioni e smog


È un rapporto rimasto sepolto per cinque mesi. Il Jrc di Ispra lo aveva consegnato per il 30 ottobre 2009, rispettando la scadenza del contratto. E in quel momento lo hanno richiesto i «Genitori antismog», con un accesso agli atti basato sul diritto dei cittadini di conoscere qualsiasi studio o ricerca in materia di ambiente e salute pubblica. La Regione ha però fatto sapere che era in corso una «revisione». A quel punto è partito un faticoso scambio di lettere in cui l’associazione chiedeva la consegna dello studio. Un braccio di ferro concluso soltanto pochi giorni dopo le elezioni dello scorso 27-28 marzo. Il Pirellone alla fine ha reso pubblico il rapporto, allegando alcune pagine in cui spiega che le conclusioni dello studio devono essere considerate «in un contesto più ampio di fattori che influenzano la salute e l’aspettativa di vita».

Particelle pericolose


La lunga attesa per la divulgazione del rapporto è forse legata alle conclusioni che contiene. Dopo tre anni di ricerche, gli scienziati della Commissione hanno messo infatti in relazione smog e salute. Per la prima volta in assoluto, almeno in Lombardia, i rischi per i cittadini non vengono definiti soltanto in base alla quantità di polveri sottili nell’aria, ma anche alle sostanze che le compongono: «L’analisi del rischio indica che nitrati e carbonio organico a questi livelli possono causare effetti avversi sulla salute e dovrebbero essere messe a punto strategie di abbattimento di queste pericolose sostanze». Ancora: «I composti cancerogeni del Pm10» in Lombardia provocano un rischio di cancro appena inferiore al rischio medio provocato «dall’inquinamento negli Stati Uniti» (inclusi tutti gli altri gas tossici e non solo il Pm).

L’indagine epidemiologica si basa sull’analisi delle fonti del Pm10 in Lombardia. Prima causa: i trasporti su strada, che producono circa il 30 per cento di tutte le polveri nell’aria con le emissioni dei tubi di scappamento e un altro 17 per cento risollevando particelle depositate sull’asfalto. La seconda maggior fonte di emissione (9,5) è la legna bruciata in camini e stufe (su questo i divieti regionali sono scattati dal 2007). L’ipotesi: aumentare dell’80 per cento l’efficacia del divieto per la legna e passare per il 90 per cento delle auto e dei furgoni diesel all’Euro 5. In questo scenario «si risparmierebbero 3-7 mila morti premature all’anno ». E i trentenni lombardi avrebbero una speranza di vita più lunga di 3-16 mesi.

Gianni Santucci
28 maggio 2010

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 1 Ott 2009 - 09:25
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