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Elena Sisti

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Inserito da Elena Sisti il 2 Ott 2009 - 20:47
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BOCCIATO L'IMPEGNO DI RISANAMENTO DELL'ARIA DELLE REGIONI E DELLO STATO ITALIANO: LA COMMISSIONE EUROPEA RIAPRE LA PROCEDURA DI INFRAZIONE. SE L'INQUINAMENTO NON CALA NEI LIMITI ENTRO IL 2011 L'ITALIA COSTRETTA A PAGARE UNA MULTA SALATA

 

Milano, 2 ottobre 2009 – La decisione della Commissione Europea del 28 settembre sui superamenti delle norme sulla qualità dell'aria che si registra in quasi tutte le zone omogenee in cui è stato diviso il territorio nazionale è una sonora bocciatura di quasi tutti i Piani Regionali di risanamento dell'aria e la constatazione dell'inesistenza di un Piano Nazionale. A fronte di tale constatazione la Commissione avvia la procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano. In pratica, a meno di un inatteso colpo di reni nella lotta all'inquinamento, dal 2011 l'Italia sarà condannata a pagare una salatissima multa per inquinamento.

“Una bocciatura, purtroppo, anche per la Regione Lombardia e per il Comune di Milano – sostengono Legambiente, Genitori Antismog e Fiab-Ciclobby -: sono considerate insufficienti le misure regionali di limitazione dei veicoli inquinanti (in poche aree, per fasce orarie, senza controlli efficaci...) così come troppo limitato l'Ecopass (troppe le deroghe, troppo piccola l'area). Così, il partito dei camionisti e dei sostenitori dell'auto, oltre ad attentare alla nostra salute, ci porterà a pagare le multe europee con le nostre tasse! Occorre che Comune, Regione e Stato scarichino gli inquinatori e comincino a fare sul serio nella lotta allo smog!”


E' noto che l'aria delle nostre città e di tutta la Pianura Padana è fuori legge per l'Europa. Per questa ragione è stata avviata la procedura nei confronti dell'Italia, sospesa nel 2008 solo a condizione che l'Italia dimostrasse un impegno forte e costante nella lotta all'inquinamento.


Ma cosa è successo in questi ultimi mesi? Il settembre scorso l'Italia ha predisposto (come d'obbligo) il fascicolo inviato (in ritardo) alla Commissione Europea per dimostrare che, nonostante gli elevati livelli di inquinamento, erano in atto in diverse regioni Piani di risanamento credibili tali da permettere di rientrare nei limiti fissati dall'Europa. Il Ministero dell'Ambiente avrebbe poi dovuto, oltre a raccogliere i piani inviati dalle Regioni, elaborare un proprio Piano nazionale di risanamento, che non ha ancora visto la luce del sole.


Già l'autunno scorso i funzionari europei hanno sollecitato l'Italia a integrare la documentazione insufficiente e adempiere ai propri doveri non solo nei confronti dell'Europa. Ma, soprattutto, della salute dei suoi cittadini. Ma Prestigiacomo e Regioni non sono stati in grado o non hanno proprio fatto nulla per correre ai ripari.


La decisione di questi giorni salva esclusivamente la Valle d'Aosta e alcune aree della Regione Marche e del Lazio. L'Italia e il Ministero dell'Ambiente vengono ancora sollecitati ad elaborare e varare un piano nazionale di cui non si sente neppure discutere. In questo quadro, tra l'insufficiente e il non classificabile, la Commissione ha deciso di riattivare la procedura di infrazione contro l'Italia.


Aderiscono:

Legambiente

Genitori Antismog

Fiab-Ciclobby

Italia Nostra

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 2 Ott 2009 - 15:42
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