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.: Discussione: Parcheggi infiniti in Sant'Ambrogio - Mancata l'informazione sui tempi

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 29 Set 2009 - 12:07
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Da milano.corriere.it:

dalla parte del cittadino

Parcheggi infiniti in Sant'Ambrogio
Mancata l'informazione sui tempi

Gentile signora Bossi Fedrigotti,
con riferimento dalla lettera sul cantiere in Sant'Ambrogio, ci terrei a dire quello che penso, visto che, in qualità di Commissario all'emergenza traffico a Milano, ho approvato il progetto del parcheggio. Innanzitutto, si tratta di un intervento di riqualificazione e prevede la completa pedonalizzazione della zona oltre all'eliminazione di tutta la sosta in superficie. L'ottica alla base dell'intervento è proprio la valorizzazione della Basilica che sarà situata al centro di una vasta area pedonale non più soffocata da traffico e auto parcheggiate. L'operato non prescinde, bensì nasce, dalla piena consapevolezza dell'inestimabile valore artistico, religioso e storico della chiesa paleocristiana, tanto che, sebbene siano pochi a saperlo, a carico del concessionario è previsto anche il restauro della Pusterla di Sant'Ambrogio. Lo stesso Monsignor Erminio De Scalzi, arciprete della Basilica, in occasione della presentazione del nuovo progetto ha manifestato entusiasmo. Come sindaco ricevevo centinaia di lettere dai milanesi di quella zona, che si lamentavano del grande parcheggio abusivo in cui la piazza veniva trasformata e denunciavano altresì l'assenza di posti auto regolari e necessari. Il parcheggio è stato concepito e regolarmente approvato in risposta alla accertata esigenza che il parcheggio di via Olona non può soddisfare. Infatti è significativo sapere che il numero di box richiesto in acquisto dai residenti è di gran lunga superiore a quello offerto nel «piano box». Il progetto ha avuto la piena approvazione della Sovrintendenza dei beni culturali. In conclusione, non biasimo chi si lamenta dei danni causati dai tempi irragionevoli e dall'inerzia dei lavori, ma la questione va chiarita con l'amministrazione in carica che ha gestito il cantiere e non con chi scrive, che ha progettato e deciso l'intervento.

Gabriele Albertini

Le sono grata per la dettagliata ricostruzione della vicenda, in base alla quale dobbiamo riconoscere che le intenzioni di partenza erano buone e condivise. Forse, però, sarebbe stato necessario avvisare il quartiere che era certa la data di inizio dei lavori ma non quella della conclusione: era, infatti, abbastanza prevedibile che sarebbero stati necessari i lentissimi scavi archeologici. Ragione per cui è più che giustificata l'esasperazione degli abitanti di fronte a un cantiere che ha trasformato la piazza in qualcosa che sta a metà strada tra un percorso di guerra e una discarica.

ibossi@corriere.it

Isabella Bossi Fedrigrotti
29 settembre 2009