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.: Discussione: Expo 2015, Milano scopre il 'pollice verde': avrà un nuovo modello di agricoltura urbana

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 19 Ago 2009 - 09:00
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Da ilgiorno.ilsole24ore.com:

PROGETTO AMBIENTE

Expo 2015, Milano scopre il 'pollice verde'
Avrà un nuovo modello di agricoltura urbana

Nella città simbolo di traffico e cemento, di verde si parla già da molto tempo. Ma ora, si vorrebbero individuare tutte le aree nelle quali è possibile realizzare orti, soprattutto quelle nelle quali non è possibile fare manutenzione e il rischio degrado è alto, perché siano date in gestione ai cittadini

Milano, 18 agosto 2009 - Milano 'città degli orti'. È il sogno del sindaco Letizia Moratti che lo scorso 16 luglio, durante gli Stati Generali di Expo, ha parlato della 'grande responsabilità' che, complice il tema della manifestazione del 2015, 'Nutrire il pianeta. Energia per la vita', Milano avrà nei prossimi anni nel proporsi al mondo come 'laboratorio di esperienze per un nuovo modello di agricoltura urbana'.

Una sfida non da poco per una metropoli come Milano che, però, non sembra partire da zero. Nella città simbolo di traffico e cemento, infatti, di orti si parla già da molto prima che arrivassero la candidatura ad Expo e gli orti biologici di Michelle Obama e della regina Elisabetta.

Dai 452 orti comunali, che in città coprono una superficie complessiva di 28.701 metri quadrati, alle opere d’arte degli A-Ortisti, passando per le sperimentazioni di didattica degli orti promosse da Slow Food fino alle esperienze di terapia orticolturale e coltivazione in vivaio per il recupero sociale del 'Giardino degli Aromi' e della 'Cascina di Bollate'. Lo spiega Ornella Piluso, dell’associazione 'Arte da Mangiare'.

Nata nel 1996 negli spazi della Società Umanitaria con l’obiettivo di 'parlare di cibo attraverso l’arte', l’associazione ha promosso nei mesi scorsi 'Orto d’artista. Dalla semina al raccolto', un’iniziativa alla quale hanno partecipato circa 70 A-Ortisti (Artisti-Ortisti) che in autunno hanno seminato in giro per la città 'progetti poetici' naturali, i cui frutti sono stati poi raccolti nei giorni della settimana del design, a fine aprile.

“Milano è la capitale di un territorio che si è sempre occupato di agricoltura - spiega Piluso - e vorremmo che la città riprendesse coscienza di tutto questo, preparandosi ad accogliere il popolo dell’Expo in modo adeguato. ‘Orto d’artista’ è un progetto che vuole arrivare fino al 2015. Vorremmo che si attivasse una forma di curiosità e interesse perché ognuno, per quello che può, collabori perché Milano diventi una ‘città ortista’”.

Tra le tante location che hanno ospitato le istallazioni degli A-Ortisti, anche l’orto dell’associazione 'Il giardino degli aromi', nell’area dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, ad Affori. Qui, nel 2003, un gruppo di donne sulla cinquantina, dopo aver seguito un corso professionale di agricoltura biologica organizzato dalla Regione, ha preso in gestione un’area di circa 2mila metri quadrati e ha creato il 'mandala delle erbe', un orto botanico con piante officinali e aromatiche il cui disegno riproduce l’ideogramma cinese che rappresenta l’umanità. Da lì alla terapia orticolare il passo è stato breve.

Oggi 'Il giardino degli aromi' gestisce una superficie totale di 12mila metri quadrati nella quale, oltre alla terapia orticolturale per la formazione e il reinserimento sociale di persone affette da disagio, si fa formazione con le scuole e, con il progetto 'Libero Orto', si mettono a disposizione di chiunque ne faccia domanda, anziani, famiglie, comunità, pezzi di terra da coltivare.

L’obiettivo della formazione qualificata mirata al recupero sociale perseguito dalla cooperativa sociale 'Cascina di Bollate', però, è lo stesso che inseguono anche gli operatori del 'Giardino degli aromi'. Corsi di formazione, un negozio, ma soprattutto due serre da 900 metri quadrati l’una, una superficie esterna di circa 8mila metri e 90mila piante delle quali si occupano 8 giardinieri, 6 dei quali, oltre a essere soci della cooperativa, sono anche detenuti del carcere di Bollate.

Far diventare il piccolo consumatore un coproduttore, cioè un cittadino consapevole che le sue scelte d’acquisto hanno delle ripercussioni sul mondo che lo circonda” è invece l’obiettivo di 'Orto in condotta', il progetto didattico triennale che Slow Food ha portato in circa 200 scuole italiane, tra cui 6 scuole milanesi, 5 elementari e una media.

Qui, spiega Paola Volpi, referente del progetto per Milano, l’orto diventa uno 'strumento didattico' intorno al quale si ritrovano bambini, famiglie e istituzioni. Una 'comunità di apprendimento' che, con un approccio rigorosamente biologico e sensoriale, mira all’educazione alimentare e ambientale, non solo dei più piccoli.

L’assessore comunale alle Aree Cittadine e ai Consigli di Zona Andrea Mascaretti, interpellato in merito alle possibilità di trasformazione del capoluogo lombardo, da qui al 2015, in una vera “città degli orti” ha detto: “Ho chiesto alla giunta che siano individuate tutte le aree nelle quali è possibile realizzare orti, soprattutto quelle aree verdi nelle quali non è possibile fare manutenzione e il rischio degrado è alto, perché siano date in gestione ai cittadini come orti. Ho pensato anche al possibile intervento di sponsor privati che abbiano voglia di intervenire per occuparsi della bonifica e delle infrastrutture. Si tratta di interventi costosi, per i quali credo che il concorso dei privati servirà”.

In città, ha raccontato Mascaretti, quella degli orti comunali è un’esperienza che pare funzionare. “Si tratta di un intervento rivolto a una categoria precisa di persone. Circa l’80% degli orti viene assegnato, tramite bando, a persone anziane. In questo caso, la valenza sociale è doppia. Innanzitutto, si dà la possibilità a chi è in pensione di mantenersi in attività, non solo dal punto di vista fisico, ma anche della programmazione delle attività che la gestione dell’orto comporta.

Poi, c’è l’aspetto della produzione di prodotti che possono arrivare direttamente sulla tavola, limitando le spese. Credo che, in un momento di crisi come questo, poter contare su frutta e verdura fresca, alimenti importanti soprattutto per gli anziani, ma spesso troppo costosi, possa costituire un contributo importante per aiutare le famiglie ad arrivare alla famosa ‘quarta settimana’. Senza contare l’importanza del consumo di ortaggi di stagione in un’ottica di tutela dell’ambiente.

L’altro 20% viene assegnato, invece, a persone con disagio, per le quali l’orto può avere un importante valore curativo”, ha aggiunto, ricordando come, in materia di orti, il Comune si sia impegnato anche sul fronte della solidarietà internazionale.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=375039

Più orti urbani Proposta di Mascaretti: «Contro il degrado aree verdi ai cittadini»
di Redazione

Orti urbani contro il degrado. «Ho chiesto alla giunta che siano individuate tutte le aree nelle quali è possibile realizzare orti, soprattutto quelle aree verdi nelle quali non è possibile fare manutenzione e il rischio degrado è alto perché siano date in gestione ai cittadini come orti», spiega l’assessore alle Aree cittadine Andrea Mascaretti. Che ha pensato anche «al possibile intervento di sponsor privati che abbiano voglia di intervenire per occuparsi della bonifica e delle infrastrutture. Si tratta di interventi costosi, per i quali credo che il concorso dei privati servirà». Nel progetto Mascaretti vede la possibilità di trasformare il capoluogo lombardo, da qui al 2015, anno di Expo, in una vera «città degli orti», tema su cui si era espresso anche il sindaco Letizia Moratti lo scorso luglio, in occasione degli Stati Generali di Expo. In città, ha raccontato Mascaretti, quella degli orti comunali è un’esperienza che pare funzionare: «Si tratta di un intervento rivolto a una categoria precisa di persone. Circa l’80% degli orti viene assegnato, tramite bando, ad anziani. La valenza sociale è doppia: si dà la possibilità a chi è in pensione di mantenersi in attività e di portare direttamente in tavola i prodotti limitando le spese».