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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Martedì, 28 Luglio, 2009 - 13:16

Sul provvedimento delle "cancellate telescopiche" a San Lorenzo

Non ho ancora capito, escluse le dichiarazioni "programmatiche" e di intenti degli assessori, che cosa significhino termini come "cancellata telescopica", oppure "servizi igienici cosiddetti ‘telescopici’ (a scomparsa)". Ritorniamo a una questione aperta ormai da alcuni anni, conseguenza della "desertificazione" del centro di Milano, antecedentemente cuore pulsante vitale e serale, notturno, della città, ora solo proprietà reale di ditte, finanziarie e uffici amministrativi. Lo svuotamento del centro, progressivo negli ultimi 15 anni, ha visto associazioni e centri culturali abbandonare il tessuto storico e architettonico della metropoli, a causa di aumenti dei canoni di affitto o a causa di una svendita totale del patrimonio demaminale del Comune, con conseguente abbandono di realtà non a scopo di lucro ma cultutrali dei locali. La cartolarizzazione di gran parte degli edifici presenti nel centro di Milano e non solo proseguono su questa strada, mentre si parla, ricordo proprio l'Assessore Cadeo, dell'esigenza di riportare nel centro i locali oggi concentratisi in alcune circoscritte zone di Milano: Navigli, Darsena, Isola Garibaldi, Piazzale Sempione. Non si comprende una questione: la natura del divertimento notturno e serale che la città offre a un numero sempre più cospicuo di giovani, di qualsiasi fascia di età, che richiedono spazi dove socializzare e dove poter trascorrere ore tranquille con i propri coetanei. Da una parte si penalizza il godimento universale da parte di tutte e di tutti degli spazi pubblici, ponendo inferriate, cancellate, transenne, come se il "problema" del disordine pubblico non si spostasse e finisse magicamente, dall'altra si pensa che la Movida debba essere considerata solo un trasferimento continuo e ossessivo di gruppi di giovani e di ragazzi da un locale all'altro nella spinta più sfrenata e deleteria al consumo fine a sè stesso. Parlavo due anni fa di "Agorà" e ritorno a proporre questa idea, questo concetto, che non si vanifica in una semplice, seppure nobile e altisonante, parola. E' chiaro ed è giusto preservare, seppure non comprenda in che modo e in che portata, un Monumento storico della città quale la Basilica di San Lorenzo: ma è anche giusto considerare che se esistono soggetti che esprimono comportamenti deviati tali da metter ein pericolo un monumento unico significa che è asssente una strategia culturale che civilizzi le coscienze delle nuove generazioni, seppure non siano sempre imputabili di atti vandalici contro monumenti storici, ad apprezzare la città, la sua storia, la sua dimensione architettonica e sociale. Ho apprezzato, apprezzo ancora, l'exit strategy adottata dal neo nominato Assessore ai Giovani e al Tempo Libero, Alan Rizzi, perchè improntata su una dimensione, almeno in apparenza, ma non per questo non degno di fiducia, alternativa rispetto alla linea "law and order" dell'Assessore Vicesindaco Decorato. Con il dialogo tra le parti interessate, i giovani, in primis interessati e coinvolgibili, i residenti, i commercianti, l'amministrazione territoriale comunale, le associazioni del territorio si può trovare soluzioni che diano la consapevolezza responsabilizzante di essere parte di una comunità e di voler insieme, ognuna e ognuno nel proprio ambito e con il prezioso contributo personale e categoriale, valorizzare il territorio comune, attraverso comportamenti e iniziative, dalle diverse entità e nature. Ma mi spiace constatare che dalla nascita del Tavolo interassessorile e del confronto con le parti attrici interessate ancora si pervenga a formule poco efficaci, assolutamente inadeguate e, spesso, inutili a emarginare le forme di devianza e di disordine che possono crearsi nelle ore serali. Si parla ancora di transenne, di recinti, si delinea la linea proibizionistica della repressione del consumo di bevande alcoliche, divieto esistente per legge e che prevede, senza necessità di forme e misure eccezionali ultranee, forme sanzionatorie per i commercianti e i venditori. Si vuole iniziare un percorso diverso, che sia coerente con le intenzioni, che ancora sposo e condivido dell'Assessore Alan Rizzi di definire una politica di dialogo tra le parti interessate e di arricchimento civico di una Movida che diventa espressione attuale di uno sterile consumerismo senza contenuti? Ripartiamo e riproponiamo l'Agorà cittadina, il luogo di libera espressione e fruizione dei saperi e delle conoscenze, in un'ottica cultura di condivisione e di confronto? Vogliamo mettere alla prova le persone maggiormente interessate a vivere la città nelle ore serali, e spesso penalizzate in modo generalizzante di certi provvedimenti restrittivi, ossia i giovani, la cui esigenza di rimanere fuori alla sera è indefferibile, comune ai loro coetanei europei nelle maggiori città continentali, dove si convive pacificamente con questo bisogno sociale inderogabile, senza parlare di "disordine pubblico", di "orde di persone che mettono a repentaglio la quiete notturna", di masse informi che violano la sacralità dei monumenti? Diamo anche ai giovani un ruolo responsabilizzante, offrendo a loro gli spazi pubblici cittadini con la calusola della gestione del "buon padre di famiglia", si direbbe, ossia del senso civico e civile di fare parte di una comunità e di una collettività, fatta di patrimoni comuni e universali. Occorre uscire da visioni arcaiche e anacronistiche di paternalismo ferreo, e avanziamo verso a una suddivisione delle responsabilità in un'ottica di cittadinanza universale e comune.

 

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - GRUPPO LA SINISTRA

Consiglio di Zona 4 Milano