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Eugenio Albino

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Inserito da Eugenio Albino il 25 Giu 2010 - 16:45
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Gentile amico,

le sedute del C.C. sono già trasmesse in diretta via web e tutte fruibili in un archivio sul sito ufficiale del Comune, sebbene questa iniziativa sia poco conosciuta e pubblicizzata.

La ripresa "libera" da parte dei cittadini, ritengo possa creare due generi di questioni:

1) una gestione privata creerebbe senz’altro un problema di tutela della privacy, sebbene la seduta sia “pubblica”. Non parlo della riservatezza dei consiglieri, ma dei terzi presenti, i quali, sebbene consapevoli di poter essere video-ripresi, hanno il diritto di sapere il destino del loro “dato personale”  costituito dai fotogrammi-video, e pretenderne il “trattamento” secondo la legge, cosa praticamente impossibile…

2) secondo il “Codice dell’Amministrazione digilale” (D.Lgs. 07/03/2005 n. 82, artt. 22 e 23 che ha integrato il concetto di “documento” nel Cod. civile), e per il quale manca il regolamento di attuazione che lo spieghi ed interpreti per bene, gli atti delle pubbliche amministrazioni formati con strumenti informatici costituiscono informazione primaria ed originale da cui è possibile effettuare riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge. In sostanza, stando alla lettera della legge, la ripresa audio-video del C.C. potrebbe sostituire il verbale d’aula, costituendo “atto pubblico” utilizzabile per gli scopi più vari. Ma ad oggi l’unico documento ufficiale è il verbale cartaceo, che contiene le dichiarazioni dei consiglieri dette a microfono mentre hanno la parola, sebbene il documento video possa avere lo stesso valore di quello cartaceo!

Questa vicenda non è ancora stata trattata bene dai giuristi ed è pressoché sconosciuta, ma è impensabile che un privato cittadino possa “produrre”  lui un atto pubblico.

In risposta al messaggio di Paolo Alfonso Giorgio Calzavara inserito il 1 Giu 2010 - 19:44
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