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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 25 Maggio 2010 - 10:47
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Da milano.corriere.it:

IL MANIFESTO, L’ORGOGLIO E IL CORAGGIO CIVICO

Milano punti sulle tecnologie della salute

Moda e design da soli non bastano. Il nuovo baricentro? Ospedali, centri di ricerca, industrie farmaceutiche

MILANO - Il Manifesto per Milano propone una città che vuole scommettere sul futuro, sulla base di un decalogo di principi sacrosanti che meritano di essere tradotti in proposte concrete. La Milano da bere è tramontata e difficilmente la città si potrà reggere ancora per molto solo sulla moda e sul design. Una vocazione presente e viva, ma non ancora espressa compiutamente come consapevolezza e progettualità, è quella della salute, in tutte le sue declinazioni. L'Associazione Interessi Metropolitani ha prodotto una ricerca (condensata nel volume «Milano capitale della salute - ospedali, ricerca, industria, società civile», AbitareSegesta) da cui emerge che il capoluogo della Lombardia è uno dei centri europei in cui si concentrano maggiormente le attività, le iniziative e la cultura che riguardano la salute. Non solo alcuni grandi ospedali cittadini vantano una tradizione plurisecolare o una posizione di punta tra i centri di eccellenza internazionali, ma in area milanese gravitano anche le principali attività economiche legate al settore della salute, da quel che resta dell'industria farmaceutica alle tecnologie di punta: migliaia di imprese tra piccole e grandi, con decine di migliaia di addetti e un fatturato che raggiunge i 15miliardi di euro. Il patrimonio milanese è costituito anche di grandi scuole universitarie di medicina, di centri di ricerca di punta, della molteplicità delle professioni sanitarie, della ricchezza del volontariato e delle altre espressioni associative della società civile.

La salute rappresenta oggi la ragione d'essere per uno dei più complessi settori di attività umana, e secondo le stime di Confindustria è ormai la terza «impresa» d'Italia, in termini di Prodotto interno lordo che contribuisce a produrre. Ma se si vuol guardare oltre al semplice Pil, come si chiede ormai da più parti, lo sviluppo del «distretto salute» produce benefici tangibili sul piano della cultura, della scienza, del capitale sociale, della solidarietà, del benessere individuale e collettivo.

La piccola città di Pittsburgh negli anni settanta subì la crisi della siderurgia, ma ne uscì rapidamente convertendosi al settore dei servizi e dell'alta tecnologia per la salute. E oggi è in grado di «esportare» il suo sviluppo anche in Europa, e in Italia come nel caso dell'Ismett di Palermo. Milano potrebbe fare altrettanto, se solo si dotasse di una strategia per far marciare insieme la ricerca e l'assistenza, l'impresa e il volontariato che già eccellono in città.

Roberto Satolli

25 maggio 2010


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In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 6 Lug 2009 - 11:00
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