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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 20 Maggio 2010 - 11:31
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Da milano.corriere.it:

«Manifesto per Milano»

Lupi: città e politica alleati
Così abbiamo vinto l’Expo


Il vicepresidente della Camera: è il modello da seguire. Ronzulli: puntare su università e terzo settore

MILANO - «C’è bisogno di più politica ma di una buona politica». E c’è bisogno di una nuova parola da integrare nel decalogo del Manifesto: la sussidiarietà. Con l’attenzione ai bisogni particolari, con una visione in grado di predire il futuro, con la necessità di mettersi in gioco e «rischiare». Ecco la risposta dei politici del centrodestra al Manifesto. Due sguardi diversi. Due milanesi, uno «trasferito» a Roma, l’altra a Bruxelles. Ma entrambi legati a Milano da un filo doppio. Maurizio Lupi, ora vicepresidente della Camera e Licia Ronzulli, giovane eurodeputata del Pdl. Si sono applicati al decalogo.

C’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto. Come Lupi: «Milano ha dimostrato in questi anni che non c’è bisogno di meno politica. Soprattutto in un momento in cui c’è il rischio che i milanesi e gli italiani si allontanino dalla politica e la considerino come una casta. Invece c’è bisogno di più politica, di più buona politica. Quella che si mette al servizio del bene comune senza sostituirsi alla vitalità della città, ma servendo le energie che sono le eccellenze cittadine». Per questo il vicepresidente della Camera chiede di aggiungere una parola chiave al Manifesto. La sussidiarietà. Anzi la solidarietà-sussidiarietà, separate e congiunte da un trattino. «Sono sempre state la caratteristica di fondo della nostra città. E lo dovranno essere sempre. Nulla da pianificare a tavolino, ma opera in azione».

E se c’è un metodo sa seguire per declinare il manifesto nella realtà cittadina,
Lupi si sente di dare un consiglio ai tanti estensori e firmatari. «Si segua l’esempio che ci ha portato a vincere l’Expo. Quando la politica e la città si sono mosse tutte insieme per ottenere il risultato ». Momenti esaltanti. Perchè in quel caso, il movimento è stato corale. Con Prodi e il centrosinistra al Governo, con la Moratti e il centrodestra alla guida di Milano e una città che nella stragrande maggioranza dei casi ci credeva. Poi l’età dell’oro che si è subito infranta tra polemiche e scontri. Ecco allora la proposta politica dettata dalla lettura del Manifesto. «Mi auguro che nella prossima campagna elettorale, anche stimolati dal Manifesto, si possa vedere un confronto tra il sindaco Moratti e il centrodestra da una parte e il candidato del Pd con il centrosinistra dall’altra parte, sui contenuti e sui temi. Noi con l’orgoglio delle cose fatte e con il desiderio di cose che potremmo fare meglio, il centrosinistra con la loro proposta alternativa. Ma tutti tesi e desiderosi di essere protagonisti nella città». Alla fine Lupi cerca la parola chiave che riassuma tutte le altre parole del Manifesto. La trova in una citazione del suo amato Don Giussani: «"Se ci fosse più educazione il popolo starebbe meglio" ha detto Don Giussani. Credo che per Milano l’educazione di una comunità sia la grande sfida del futuro».

Una sfida che secondo la Ronzulli è a portata di mano. Il Manifesto rappresenta possibilità presenti nel tessuto della città. «Penso alle Fondazioni, alle Università, all’associazionismo a tutto il terzo settore - attacca l’eurodeputata Pdl - Tutte forze che sono sempre state pronte a contribuire e a sottolineare l’identità di Milano. Non c’è da preoccuparsi. La città ha tutte le energie per rispondere all’appello. La politica milanese e quella nazionale si sono messi al servizio di questo percorso creando i presupposti di una crescita coinvolgente e trainante ma il contributo civico, la generosità intellettuale e l'amore per la partecipazione possono solo dare un impulso più marcato alle eccellenze e ai meriti di Milano».

Maurizio Giannattasio

20 maggio 2010

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In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 6 Lug 2009 - 11:00
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