.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 47 ospiti collegati

.: Eventi

« Agosto 2019
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  

.: Candidati

.: Link

Pagina Personale

.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Giovedì, 28 Maggio, 2009 - 16:07

Movida? Il Comune ascolti anche i giovani

Arriviamo al dunque. Come Consigliere di Zona sono ancora una volta spettatore e lettore tramite gli organi di stampa di questioni e provvedimenti che avrebbero dovuto coinvolgere i territori circoscrizionali, le realtà decentrate che sono le prime, ripeto le prime, che dovrebbero essere interessate quanto meno a collaborare per una soluzione. Oggi leggo che esiste un Comitato fatto da diversi Assessori con diverse competenze e che ha individuato una sintesi delle scelte e soluzioni da apportarsi alla questione ormai stacamente annosa della Movida serale milanese. Mi chiedo come si possa parlare di città interessata alla Movida se esistono parti centrali del territorio cittadino e comunale totalmente deserte e abbandonate nelle serate invernali, primaverili, esitive e autunnali. Io penso che questo sia un fatto che non sia esente da cause ormai storiche e che hanno visto le amministrazioni milanesi degli ultimi 15 anni, tutte di un colore piuttosto omogeneo, privatizzare interi patrimoni comunali lungo l'asse che va da Piazza San Babila a Piazza Cairoli, rendendo questa zona una city finanziaria, colma di impiegati e lavoratori durante le ore mattutine e pomeridiane, totalmente priva di vitalità sociale nelle ore serali e notturne. Avrei voluto vedere le soluzioni prendersi nelle istanze territoriali, nelle circoscrizioni. Ma avrei voluto seriamente vedere il minimo spiraglio di ottimismo circa l'avvio di una seria riforma del decentramento che chiaramente dia alle istituzioni circoscrizionali ruoli, competenze e poteri funzionali a risolvere problematiche di questa portata con la partecipazione delle categorie, tutte e non solo alcune, interessate. In questo caso si parla di commercianti, di residenti ma anche di giovani, spesso, come più volte sottolineato, dimenticati da una città che sembra vivere nell'insofferenza. Verga ha rilasciato l'altro giorno su DNews un'intervista in cui ha espressamente considerato che la presenza di giovani per le strade e nelle zone della "Movida", ripeto termine abusato e non contestuale, sia da deterrente a fenomeni di criminalità e di devianza sociale, coltivabili in un clima privo di opportunità aggregative. E' vero. Penso che sia quanto mai verificabile questo dato con le altre città europee di calibro metropolitano. Ma è possibile che non si riesca a comprendere che oggi, nella nostra attualità, il comportamento giovanile è tale da richiedere un cambiamento delle abitudini di una città che sta invecchiando perchè ostile a tutto ciò che può essere "innovativo", "prorompente", moderno, quindi giovane? E' possibile non comprendere che quelle persone che si riversano nelle strade sono persone che chiedono opportunità e offerte di altra natura della semplice bevuta e della semplice chiacchierata lungo i marciapiedi? Queste ragazze e questi ragazzi, che sono, poi, figlie e figli delle generazioni attuali di genitori, che si costituiscono magari in comitati di quartiere nel richiedere giustamente rispetto della quiete pubblica, chiedono di essere ascoltati, di essere considerati, di diventare protagonisti della propria città. Il sindaco Moratti parla di soluzioni che debbano vedere un'Estate ricca di occasioni di svago e di divertimento per tutte le esigenze. Ma mi domando perchè finora non si è data una soluzione a questo stereotipante tema della Movida estiva che non fosse quella delle transenne e dei divieti, che non hanno senso e che penalizzano tutte le categorie della nostra città, a partire dai residenti? Perchè a dettare le soluzioni fino a oggi è stata la linea intransigente e poco flessibile del posizionamento di pattuglie della polizia e di barriere per accedere ai luoghi di interesse pubblico? L'amministrazione cosa intende fare su questo tema, seriamente, aldilà delle semplici dichiarazioni di diversi assessori, è un passo minimo fatto comunque in merito, su cosa si ipotizza di realizzare? Vogliamo dare veramente alle giovani generazioni un'occasione di diventare i protagonisti resposnabili della gestione delle serate pubbliche e all'aperto della città? Perchè non rendiamo questa annosa e stancante storia della Movida, diventata un déjà vu dal finale già conosciuto, occasione di dare e concedere, mettendo alla prova le nuove generazioni, ai giovani la gestione della città. La città diventi anche la loro città in questo periodo della giornata, coinvolgiamoli davvero in quanto una città inospitale e sorda difronte alle nuove generazioni e alle loro esigenze e diritti, il diritto di vedersi, confrontarsi, divertirsi in modo sano e responsabile, è una città destinata a un declino intramontabile: è una città che rischia di diventare autoreferenziale, chiusa, impervia, isolata, individualista. E' una città che rischierebbe di diventare intollerante ed escludente.

Alessandro Rizzo
Candidato al Consiglio Provinciale
Un'Altra Provincia - Massimo Gatti Presidente

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - Gruppo LA SINISTRA
Consiglio di Zona 4