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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Giovedì, 21 Maggio, 2009 - 16:08

Sulla Provincia una nuova politica sulla mobilità

Da una parte, Podestà, organizza la sua prima cena elettorale con il presidente delle società autostradali: questo è un indice politico non indifferente. Dall'altra parte Penati, presidente uscente, per cui esiste un'indagine sull'utilizzo dei fondi nel periodo di "amministrazione ordinaria" della provincia da parte del Comitato Regionale preposto, parla di investimento nelle quoete societarie delle diverse strade statali per liberare fondi e soldi per la costruzione di nuove infrastrutture pubbliche e metropolitane. La domanda sorge spontanea: ma quale differenza esiste tra podestà e Penati nell'ambito della politica sulla mobilità? Ossia da una parte di esalta l'imprenditoria edificatrice dello stradismo, da quest'altra parte si parla di promozione di quote private, anche inferiori al 50% limite fissato dalla legge per la partecipazione di un ente pubblico affinchè la società si possa considerare a partecipazione pubblica, di investimento nella partecipazione degli utili di gestione dello stradismo stesso. Dopo si promette che ci sarà un impegno rivolto all'incentivazione delle strutture pubbliche di trasporto. Dopo quando? Finora la Provincia di Milano ha solo incentivato le strutture di mobilità privata, suggerendo come strategico l'aumento delle strade private provinciali, si parla di Brebemi, ma anche della strada che dovrebbe passare per il Parco del Ticinello, nonostante l'opposizione della maggior parte dei Comuni della zona espressasi ultimamente, senza prevedere un'incentivazione delle reti viarie pubbliche. La differenza esiste: è una lista in una coalizione di alternativa che progetta un percorso per cui i fondi già nella loro originaria destinazione debbano essere gestiti per l'incentivazione delle strutture  einfrastruttture che permettano una mobilità sostenibile, socialmente, economicamente, ecologicamente, culturalmente. A Parigi esiste una rete metropolitana che collega trasversalmente punti della città molto distanti, in uan visione universale e non settoriale della politica sulla mobilità, finora avutasi a Milano.
Quando si può parlare di sviluppo metropolitano delle infrastrutture pubbliche? Solamente se si aderisce con fiducia e con convinzione a un progetto che utilizzi le vie naturali e sostenibili, come le vie d'acqua, le vie ferroviarie. Penso sia l'alternativa l'unica via possibile in merito.

Alessandro Rizzo
Candidato Lista Un'Altra Provincia - Massimo Gatti Presidente
Consigliere di Zona 4 Milano