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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Mercoledì, 6 Maggio, 2009 - 13:45

Un'altra "Movida" è possibile

Ieri la trasmissione tenuta da Santacroce giornalista di TeleNova, Linea d'Ombra, ha trattato il tema della Movida, con collegamenti in diretta dalle piazze interessate al fenomeno, che come ogni anno, puntualmente, si riverifica nei mesi primaverili. Nelle altre città europee il problema non sussiste, essendo strutturate in un'ottica di governo della città promotore di momenti di aggregazione e iniziative di coinvolgimento culturale. In studio avevamo alcuni consiglieri comunali, Montalbetti e Fedreghini, l'Assessore Cadeo e l'Assessore alla Regione Boni, che discutevano con la cittadinanza residente e i commercianti interessati in collegamento delle soluzioni da dare alla questione.
Condivido l'esigenza riscontrata trasversalmente di dare avvio a una forma di incentivazione per l'apertura di locali anche nelle zone centrali, ossia vicioniore a Piazza Duomo, oggi totalmente prive di vita e di passaggio nelle ore serali e notturne. Condivido l'esigenza di dare delle risposte che sappiano garantire una condivisione delle regole, come suggeriva Fedreghini: dare responsabilità ai giovani di autogestire un pezzo di città nell'orario serale, essendo gli stessi i primi a chiedere, giustamente, spazi aperti dove incontrarsi in una città che sta sempre più diventando insofferente verso una njecessaria e sostenibile vivacità culturale, umana, intellettuale; ingredienti, questi, che caratterizzano lo sviluppo civico delle altre metropoli europee. Condivido l'iniziativa lodevole dell'Assessore Rizzi di promuovere tavoli di confronto con i giovani, anche se non si è ancora capito bene i tempi, le modalità e le conseguenze che da questo tavolo dovrebbero definirsi, e, infine, quali sarebbero i giovani interpellati e secondo quali criteri. Importante è, comunque, incominciare a dare un avvio a uno spiraglio di cambiamento della politica in merito alla questione: non si tratta di politica delle barriere e di costruzione di nuovi transennamenti, ma di una politica di inclusione e di condivisione di modalità e costumi comportamentali in un'ottica di bene comune.
Mi sorprende, ma meglio tardi che mai, che solo oggi l'amministrazione si preoccupi del fatto che il centro "storico e classico" della città, come dice l'assessore Cadeo, ossia Piazza Duomo e luoghi vicini, Cordusio, Cairoli, San Babila, sia totalmente deserto nelle ore notturne, quando i 15 anni ultimi di governo della città hanno provveduto a rendere lo stesso centro una "city" degli affari finanziari, in cui di giorno consumatori e agenti pullulano, mentre di notte si crea un disagio solitario da coprifuoco. Non è solo un problema di affitti e canoni di locazione per i negozianti: è un problema di assenza di spazi alternativi che creino aggregazione civica e culturale, sociale, popolare. E' possibile che a Milano, a differenza di Barcellona, Parigi, Londra, Berlino, il termine Movida porti alla ribalta la questione del consumerismo fine a sè stesso di giovani che si trovano per strada e che vedono nel bere l'unica forma di svago, necessario, comprensibile, opportuno, giustificabile? E' possibile che non si possa parlare di come organizzare una città nelle ore notturne che sappia dare risposte variegate alla popolazione giovanile? Le risposte non possono essere solamente aperture di nuovi locali che si aggiungono agli attuali e che garantiscono solo cocktail a basso prezzo o musica ad alto volume. Anche questo è un tipo di divertimento, ma non l'unico, ossia non l'essenziale. Io penso che occorra superare questa visione omologante: esistono alternative. Perchè non rendere i giovani, in concordanza con la cittadinanza nel suo complesso, protagonisti nella definizione di un programma che arricchisca la città di iniziative culturali, teatrali, cinematografiche, artistiche all'aperto, rassegne di teatri di strada, come accadeva a Milano qualche decennio fa, mi raccontano? Io credo che questa offerta possa dare un plus valore a una sterile movida che rende asfittico e asfissiante, spesso puerile, la partecipazione dei giovani stessi e che determina come conseguenze il protrarsi di bivacchi che portano alla residenza rumore fastidioso e invadente. Io credo che Milano abbia un patrimonio finora non compreso e non utilizzato, non valorizzato: il patrimonio delle intelligenze giovanili che possono diventare con le istituzioni, comunale e circoscrizionali, motori di rinascita civica e sociale di questa città, spesso inospitale verso categorie civili, culturali e generazionali, da definirne un contorno più europeo e più umano.

Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - Gruppo LA SINISTRA
Consiglio di Zona 4 Milano