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.: Discussione: Movida - L'appello di Rizzi ai giovani: "una e-mail per far sentire la vostra voce"

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Alessandro Rizzo

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Inserito da Alessandro Rizzo il 24 Apr 2009 - 15:10
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La Movida Milanese subisce un notevole freno con la chiusura del parchetto di Viale Montenero e l'abbassamento anticipato alle 23 dei locali vicini, Mom per esempio, luogo di alta frequentazione serale di ragazze e di ragazzi in pieno svago.
Da tempo, in vista del miglioramento delle condizioni climatiche, si ripresenta un problema che, in altri contesti cittadini europei, non risulterebbe essere un problema, essendoci proposte e soluzioni amministrative utili e funzionali a soddisfare le esigenze di una fascia sociale e generazionale giovane. Esiste un unico problema a Milano: la città è inospitale per i giovani, non riconosce alcune necessità loro, non comprende scelte amministrative e politiche che sappiano valorizzare un tessuto vivace, futuro investimento per la città, faro di una crescita civile e sociale di rilevanza. Una città che non parla ai giovani e che non sa registrare le loro richieste e le loro istanze, che non sa dialogare con questa fascia di età, è una città destinata all'invecchiamento morale, culturale e sociale. E' una città destinata a terminare la propria vivibilità.
Esistono due pratiche che oserei definire fallimentari a Milano: da una parte un governo ormai quindicennale di centrodestra, che ha dato alle giovani generazioni solamente risposte di dinieghi, di divieti, di steccati, di divisioni, di solitudine, spesso di disinteressamento, di sottovalutazione, di incomprensione, di recinzioni logistiche, fisiche, reali ma anche ideali, sociali, culturali. E' la pratica dei transennamenti di piazze e di vie storiche della città, patrimoni urbanistici e civici unici e universali, che ha connotato la politica erronea della giunta e delle giunte precedenti: è la pratica accentratrice di un governo che non ha saputo valorizzare il decentramento decisionale attraverso forme e canali di partecipazione ampia e diffusa, calando dal vertice soluzioni spesso imposte e incomprensibili, spesso ostative allo sviluppo di una convivenza civile e sociale unitaria e pacifica.
Dall'altra esiste la pratica diffusa a livello sociale di mobilitazioni che pongono la questione giovanile, generazionale e sociale, politica pertanto, come presupposto di uno scontro intergenrazionale, spesso degenerante in forme di cinismo e di populismo dai contorni qualunquistici, autoreferenziali, corporativi. Ma questo ultimo dato è conseguenza ed effetto di una pratica amministrativa assente nell'ambito di una politica adeguata di coinvolgimento e di dialogo con le nuove generazioni, in assenza di quell'approccio muscolare che crea solamente opposizione ed esasperamento delle coscienze. Il paternalismo degli steccati e dei transennamenti deve lasciare spazio, da parte dell'amministrazione comunale, alla pratica della condivisione, della collegialità diffusa, del decentramento decisionale, della partecipazione, del dialogo costruttivo: occorre rendere protagoniste le nuove influenze generazionali che i giovani con vivacità e, spesso, grande capacità analitica, riescono a esprimere.
Non può essere derubricata come semplice questione di ordine pubblico la presenza copiosa di folle di giovani la sera davanti a un locale, nella più effervescente e scomposta movida milanese: dobbiamo avvertire da parte delle giovani generazioni la voglia di ritrovarsi, di condividere le serate parlandosi, dialogando, conoscendosi, uscendo fuori dalla lobotimizzazione astratta e obnubilante della cultura sottocultura dei media massivi, del conformismo asfissiante e asfittico, dell'omologazione del pensiero unico consumerista.
I giovani portano idee, proposte nuove e rinnovate: la loro voce se ascoltata risulterebbe presupposto per una rinascita civile e culturale della nostra città, assuefatta dalla logica dell'affarismo, del consumismo, dell'individualismo, dell'atomizzazione, dell'indifferenza, dell'oblio, del disinteresse, dell'ignavia, modelli proposti spesso da una cultura massiva.
Auguro buon lavoro al nuovo Assessore Alan Rizzi, che ha saputo riportare una statistica che deve fare riflettere sull'urgenza di considerare finalmente una fascia generazionale dimenticata: a Milano "vivono 158 mila studenti universitari, 117 mila residenti di età inferiore ai 30 anni e 50 mila tra questi ne hanno meno di 24".
Apprezzo anche da parte dell'Assessore Rizzi la volontà di aprire un indirizzo di posta elettronica istituzionale con cui interloquire con i giovani che vogliano esprimere pareri, consigli, proposte sul tema dell'inclusione delle nuove generazioni nella vita politica della città. Il fatto di avere individuato nel termine politico la caratteristica espressiva della questione giovanile è un buon passo in avanti da parte di un assessore. Ma rimangono evase alcune emergenze che devono essere risolte per poter dare risposte puntuali ed efficaci alla problematica. Non può l'assessore Cadeo al decoro urbano e all'arredo parlare di "restituzione ai residenti del parchetto di Viale Monte Nero" quando per fare questo è occorso creare nuove transenne e cancellate lungo il perimetro di un gioiello urbanistico storico della nostra città. E' vero, questo è un caso specifico e direi circoscritto, ma riapre una politica di risposta inefficace rispetto alle esigenze giovanili della città. Siamo nuovamente di fronte a un caso presentatosi già due anni fa lungo le Colonne di San Lorenzo. Risulta essere ossimorico parlare di restituzione di un luogo che viene, però, chiuso al pubblico. Occorre veramente rendere la cittadinanza partecipe a una forma di confronto multiculturale e intergenerazionale protagonista della gestione e dell'occupazione degli spazi pubblici e aperti. Penso che aprire un indirizzo di posta elettronica sia da una parte un gesto importante, che apre una porta con questa fascia generazionale sconosciuta e non interpellata nella vita della città, ma insufficiente, virtuale, seppure virtuosa. Occorre aprire momenti di confronto e di sostegno alle nuove generazioni, di stampo sociale, i bisogni e i diritti, le esigenze e le necessità; di stampo culturale, le tante compagnie teatrali e artistiche giovanili che richiedono spazi e che possono essere fonti di accessi a culture e saperi variegati e costruttivi; di stampo civile e civico, forme di responsabilizzazione che possono nascere solamente se a chi si chiede di rispettare le regole, giusta pratica e richiesta, si chiede anche di diventare artefici della gestione del proprio e collettivo futuro della città.
Io credo che se esista ancora l'opportunità di cambiare approccio e modalità, pur avendo preludi poco rosei a riguardo, difronte a delibere che transennano e isolano spazi pubblici, che potrebbero essere scenografie naturali di iniziative ed eventi collettivi aggregativi e civili.

Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - Gruppo LA SINISTRA
Consiglio di Zona 4

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 22 Apr 2009 - 17:56
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