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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 4 Mar 2009 - 13:28
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Da milano.corriere.it:

http://milano.corriere.it/milano/.../via_padova_comitati-1501056751340.shtml

La strada degli immigrati

«Via Padova, integrazione fallita»
I residenti: traditi dal Comune

«Abbandonati»: studenti in fuga dalle scuole. Patto islamici-comitati «per far rivivere il quartiere»

MILANO - Il Comitato: chi può scegliere scappa, troppe scuole «abbandonate dalle istituzioni: pochi soldi, poco personale» In queste scuole, quelle di via Giacosa, di via Russo o di via Cesalpino, gli studenti stranieri quasi superano quelli italiani. I pochi italiani. Perché nella Babilonia attorno a via Padova le scuole pubbliche le scelgono sempre meno. Colpa del razzismo? Non proprio. Il guaio semmai è che chi può scegliere scappa. Perché – e la denuncia arriva dal Comitato vivere in zona 2 – anziché essere seguiti con maggior riguardo, questi istituti dove l'integrazione è al primo posto tra le materie, «sono abbandonati dalle istituzioni: pochi soldi, poco personale». Certo ci sono i militari, il nuovo commissariato di viale Monza e sicuramente da qui partiranno le nuove ronde di La Russa, ma via Padova non si esaurisce qui. «Questa strada malandata non è una casbah — denuncia Paolo Pinardi, consigliere di zona e anima del comitato —. L'immagine stereotipata che viene data dal Comune e dal vicesindaco Riccardo De Corato di questo quartiere, fa comodo. È un modo per trattare tutto come una questione di sicurezza. E basta».

A proposito di stereotipi. La sicurezza non è la priorità: «Il momento peggiore fu nel '99 con l'omicidio del tabaccaio Ottavio Capalbo e dell'orefice Ezio Bartocci, e a colpire furono italiani». Oggi invece si invocano rinforzi contro l'immigrazione: «Certo la nostra è una realtà multietnica, ma c'è chi fa propaganda sfruttando qualche rissa tra immigrati. I problemi sono altri». Come «la favola » dei negozi che parlano solo straniero. Nei quasi 4 chilometri di via Padova ci sono 438 negozi e solo 101 sono a titolare straniero. Meno di 1 su 4. E secondo la ricerca realizzata dal Comitato la metà di questi 101 esercizi «extracomunitari parlano cinese: «Merito dei prezzi contenuti, tanto che la clientela è spesso italiana». Altra questione. L'ex area Enel verso Cascina Gobba, è di proprietà della Casa della cultura islamica che lì voleva costruire il nuovo centro con biblioteca e moschea per abbandonare il capannone del civico 144 attuale sede della Casa. Comune e Regione hanno detto no. «Ma noi siamo una realtà ben inserita nel quartiere — spiega il direttore Asfa Mahmoud —. Ospitiamo scolaresche e teniamo corsi d'italiano. Eppure c'è chi ci vuole farci passare per terroristi». Così, per «fare sistema» con le tante altre realtà della zona, i musulmani hanno stretto un'intesa comune con il Comitato per «lanciare nuovi progetti per far vivere la zona, per fare proposte al Comune». Al sindaco Moratti, insieme al comitato, hanno chiesto un incontro, ma la richiesta — finora — è caduta nel vuoto: «Basta telecamere, vogliamo progetti è ora che l'amministrazione si occupi dei nostri problemi, ma di quelli veri».

Cesare Giuzzi

04 marzo 2009