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.: Discussione: Neofascismo e destra di "governo" a Milano

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 10 Apr 2009 - 16:37
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ChiamaMilano oggi ha pubblicato anche questo articolo.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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“BANDE NERE”: COME VIVONO, CHI SONO, CHI PROTEGGE I NUOVI NAZIFASCISTI
Intervista a Paolo Berizzi, autore dell’inchiesta sulla galassia del nuovo estremismo nero

Neonazisti, skinhead, teste matte, o come piace definirsi a loro “fascisti del terzo millennio”.
Si ritrovano nei circoli, nelle piazze, ai concerti, nelle scuole, nelle università, nelle curve degli stadi.
I giovani della destra estremista in Italia sono 150 mila. Hanno meno di 30 anni, studiano o lavorano come operai, autisti, magazzinieri. Ne ha incontrati diversi Paolo Berizzi, giornalista di “Repubblica” già autore di “Morte a tre euro” che ha da poco pubblicato “Bande nere- come vivono, chi sono, chi protegge i nazifascisti”.
Un libro di cronaca, di storie e di testimonianze vive. Un libro, spiega Berizzi, in cui la sospensione del giudizio consente una descrizione vivida e non dogmatica della “galassia nera”.


Cos’è il nazifascismo oggi in Italia?
E’ una realtà piuttosto inquietante. In un’epoca di crisi economica e di vuoto politico riemergono con forza simboli che ritenevamo ormai sepolti sotto la storia. Oggi il neofascismo si nutre di xenofobia, di paura del diverso, di desiderio di difendere la propria patria perché si ha l’impressione che le istituzioni non ne siano capaci.

In che luoghi si manifesta?
A livello politico sono 5 i partiti ufficiali: La destra, Fiamma Tricolore, Azione Sociale, Fronte Sociale Nazionale e Forza Nuova, il partito più consistente. Tutti insieme raccolgono l’1,8% dei consensi pari a 450-480 mila voti.
Ma oltre alla politica ci sono associazioni, circoli, centri sociali, scuole, università.

Come si differenzia il neofascismo di oggi rispetto a quello degli anni ’50 o degli anni ‘70?

In parte è stato mantenuto il “corredo genetico” del nazifascismo; i simboli, le abitudini, l’esteriorità, le immagini (dal saluto romano alle croci celtiche, dalle svastiche al fascio littorio e ai simboli terzo Reich). I nuovi fascisti se ne sono impossessati cercando di rielaborarli, farli rivivere in una società cambiata anche attraverso nuove forme di comunicazione, come internet che ha permesso di creare una rete europea, per non dire mondiale, tra queste organizzazioni che si scambiano informazioni e condividono iniziative.
Ma venti o trent’anni fa c’era un retroterra culturale, più o meno condivisibile, che ispirava l’adesione a gruppi estremisti. C’era più consapevolezza della storia. Oggi c’è molto vuoto. Ho incontrato giovani che quando chiedevo loro dell’olocausto o del ventennio non ne sapevano nulla. Giovani che vanno a “bruciare i rumeni” e non sanno la differenza tra un rom e un rumeno.
C’è ignoranza alla base. C’è poi stato un ulteriore segnale di recrudescenza. Hitler ha superato Mussolini. Quando gli uomini della Digos fanno sequestri, trovano più bandiere del terzo Reich e immagini di Hitler rispetto alla croce celtica o al busto di Mussolini.

Come sono i giovani estremisti di destra?
Rispetto al passato hanno un vuoto pneumatico nella testa. È la loro normalità la cosa più interessante da raccontare. Non necessariamente hanno le teste rasate e le svastiche tatuate e non per forza vengono da famiglie in cui si è mangiato “pane e fascismo”. Spesso si avvicinano alle organizzazioni o ai gruppi per riempire un vuoto culturale.

Qual è la dimensione del fenomeno a Milano?

È una realtà molto frammentata. Dal punto di vista numerico Milano pesa molto meno rispetto a Roma, che è il vero laboratorio dell’estremismo nero fin dagli anni ‘70. Milano va a traino. A Roma ci sono le Onc (occupazioni non conformi) che sono il corrispettivo dei centri sociali di sinistra. Cuore nero ha velleità di centro sociale ma è solo un circolo legato alla rete della storica “Casa Pound”, primo e, secondo me, unico centro sociale di destra. A Cuore Nero non si parla di mutuo sociale, non si fanno attività culturali o sociopolitiche. A Cuore nero si fa poco più che ascoltare concerti e decidere di partecipare a cortei di fronte a una birra.

Cuore nero però è per quell’universo ideologico un punto  di riferimento. Chi frequenta il circolo?

Il circolo ha il suo “bacino di utenza” tra le curve degli stadi, tra gli “irriducibili” dell’Inter e i tifosi del Milan  che coltivano anche rapporti trasversali.  
La cosa che contraddistingue questo circolo da quelli della capitale è che anche se conta poco dal punto di vista numerico e delle attività, gode di forti sponde dalle istituzioni.
Cuore nero ha sempre potuto contare sull’appoggio della destra istituzionale in doppio petto a palazzo, soprattutto di Alleanza Nazionale. Dopo l’attentato incendiario del 2007, come riporto nel libro, i portavoce del circolo hanno ringraziato per la solidarietà l’ onorevole di An Paola Fassinetti e Mariastella Gelmini, all’epoca coordinatrice di Forza Italia in Lombardia . Questo non significa che la Gelmini sostenga i nazisti, però ha espresso loro solidarietà.
Il sostegno soprattutto economico arriva anche da padri nobili, come Pasquale Guaglianone, ex Nar degli anni ’70 e ’80. I vecchi militanti sanbabilini si intrecciano oggi con le nuove leghe.

Poi c’è il fenomeno “Quarto Oggiaro Stile di vita”…
Quarto Oggiaro è un quartiere particolare. C’è pochissima immigrazione “socialmente pericolosa”, quella che spaccia o delinque. La diga è stata alzata da una parte dalla Lega e dall’altra da questi circoli di estrema destra (Cuore Nero ha molti militanti quartoggiarini). “Quarto Oggiaro stile di vita” è diventato uno slogan che compare anche sulle magliette che molti di loro indossano per ribadire questo atteggiamento di rifiuto dell’”extra”.

Il neonazismo è un fenomeno in espansione?

Purtroppo sì, e questo per due motivi.
Da un lato trova un terreno politico estremamente favorevole. Il berlusconismo che prevede un uomo solo al comando incarna l’idea di un condottiero, l’idea di un uomo che sta in cima al  “popolo degli italiani”. Questo non significa che Berlusconi sia un duce, ma l’impostazione e la struttura del partito è simile a quella del fascismo.
In secondo luogo conta l’evoluzione sociale, crisi economica e fenomeno migratorio in primis. L’”allarmismo immigrazione” fomenta questi nuovi fascisti che vogliono difendere “la patria” e i loro posti di lavoro. Si sentono l’ultimo fortino dello Stato, assurgono a paladini della nazione. Questo poi spesso sfocia in derive violente.

Nel libro parli anche di “chi li protegge”. Chi sono le sponde?
Dicevamo che il clima politico è favorevole: basti pensare che il sindaco di Roma è un ex rappresentante del Msi, partito che ha ereditato la tradizione fascista e si è fatto portatore di un certo tipo di ideali (anche se poi si è trasformato col tempo).
Oppure Tosi, sindaco leghista di Verona, giovane promessa della politica italiana; lui ha sdoganato il Veneto fronte skinhead. Uno di loro, Andrea Miglioranzi,  è diventato il capogruppo della sua lista in Comune.
Nel libro parlo poi di rappresentanti nazifacisti dichiarati che siedono nei consigli comunali di paesi del Varesotto, a Busto Arsizio.  
Poi ci sono anche quelli di An, che rimangono in ombra. Le sponde politiche non sono solo quelle ai più conosciute, i Fiore, gli Storace, che non hanno mai fatto mistero di coltivare questi terreni.
Il vero pericolo è la destra di governo che o li protegge o sceglie la linea del silenzio/assenso.


Pensi che a livello politico potranno cominciare a contare davvero?
In questi anni c’è stato più di un tentativo da parte della “cosa nera” di coagulare attorno a un’unica formazione. Ma per lotte di potere, rivalità personali e incapacità dei leader, il progetto non è mai andato in porto.
Ora con la confluenza di An nel Pdl c’è il rischio che militanti delusi dalla nuova linea di Fini vadano ad accasarsi in altre parrocchie.
C’è un disorientamento tra i giovani dell’ex An che dovrà incanalarsi da qualche parte. Chiaramente tra i 5 partiti ufficiali si sono scatenati gli appetiti.
Ma io credo che aldilà di un eventuale accordo tra i 5 partiti, i leader sanno che c’è un periodo politico nel quale le ragioni, le istanze, il “malpancismo” di una certa fetta di società che vede con ostilità gli immigrati, che vuole lasciare le case agli italiani, vadano  intercettati. Sanno che c’è un vuoto politico ma anche culturale da sfruttare. Lo stanno facendo. È un fiume che ha mille affluenti. Dalle scuole agli stadi, alla nascita di nuovi circoli.

Perché hai voluto raccontare questa realtà?
Perché è un tema italiano e riguarda i giovani, che sono il futuro. Quando è uscito il libro sono stato contattato da diversi colleghi europei che raccontano come la marcia di Mussolini proceda oggi anche attraverso la politica nel Pdl. In Italia siamo ormai assuefatti, non ci accorgiamo di cosa accade attorno a noi. Francia, Spagna, Inghilterra, che pur conoscono questi fenomeni estremisti, ci guardano e notano più e meglio di noi il riorganizzarsi di queste formazioni politiche e associazioni.
Non si può essere assuefatti. Bisogna tenere alta la guardia.

Giulia Cusumano
In risposta al messaggio di Antonella Fachin inserito il 4 Apr 2009 - 09:43
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