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.: Il Blog di Antonella Fachin
Lunedì, 2 Febbraio, 2009 - 15:00

Sentenza corretta su caso Englaro

Sentenza corretta su caso Englaro

E' quanto si legge nella relazione del presidente della Corte d'Appello del capoluogo lombardo

La Corte d'Appello di Milano, nel decidere sul cosiddetto caso Englaro "non ha invaso territori altrui".
E' quanto si legge nella relazione del presidente della Corte d'Appello del capoluogo lombardo, Giuseppe Grechi, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario milanese. "Qui dobbiamo solo ribadire - scrive il magistrato - che in uno Stato di diritto il giudice non può rifiutare una risposta, per quanto nuova o difficile sia la domanda di giustizia che gli viene rivolta e che, per altro verso, nel cercare la risposta, deve mantenere un atteggiamento di genuina umiltà e un costante ancoraggio ai principi della Costituzione". Costituzione che "è fondata sulla separazione dei poteri per cui un potere non può interferire in un altro" e, ricorda Grechi, "né il potere esecutivo né quello legislativo possono porre nel nulla le sentenze definitive".
Nei mesi scorsi la Corte d'Appello di Milano aveva decretato che il padre di Eluana può chiedere la sospensione delle cure che tengono in vita la figlia. E i "provvedimenti - dice ancora Grechi - non si giudicano, si impugnano".

Nella sua relazione Grechi ha ricordato poi come la Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione e la Corte europea dei diritti dell'uomo "hanno già confermato la correttezza dell'operato" dei magistrati milanesi nella vicenda Englaro.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
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eluana_bassa.png
Oggi è un giorno di lutto.
Per quanto mi riguarda non per Eluana, lei è morta diciasette anni fa in un incidente stradale. Ma rispetto chi invece crede sia morta ieri e che avrebbe voluto una legge nata da profonde riflessioni e non da ansie di potere del solito gruppetto di merdosi, coadiuvati dai franchi tiratori dell’opposizione pronti a sbandierare i grandi valori religiosi.
Valori che escono puntualmente solo quando serve visibilità, non certo quando mezzo paese precipita nella povertà o di fronte alle brutte pagine dell’immigrazione, della disperazione o della semplice fatiscenza delle nostre strutture ospedaliere.
Basti pensare che per far partire un’indagine che verifichi la bontà di un reparto ospedaliero ci deve essere l’interesse del ministro Sacconi. Nel contempo negli ospedali d’Italia la mala-sanità dilaga tra mazzette e morti di routine, senza che nessuno muova un dito.
Neanche di fronte all’annuale ecatombe di morti sul lavoro si vede tanta agitazione in parlamento.
Non sto nemmeno a parlare della solita invadenza vaticana perché, come dice giustamente una mia cara amica, il Vaticano fa il Vaticano: è lo stato Italiano che non fa il suo mestiere di Stato libero e democratico.
Dunque, perché è un giorno di lutto?
Mi pare evidente: perché la civiltà traballante di questa nazione è andata a farsi fottere nelle ultime ore di ieri, quando si è avuta la notizia della morte (del corpo) di Eluana.
Lo spettacolo patetico, alla camera, del nostro Sacconi che, con le mani nei capelli, batteva la testa sui banchi della camera mentre la fronda ultracattolica urlava accuse di omicidio ai giudici e Gasparri si scagliava contro Napolitano.
Poi, il patetico teatrino del PD che diceva di non tollerare oltre certe accuse. Sì signori, proprio quella sinistra litigiosa di merda che ha permesso che fossero i banditi dell’opposizione a prendere il paese saldamente tra le mani, soffocandolo giorno dopo giorno. Quella stessa sinistra (vabbé facciamo centro-sinistra) che si fregia di personaggi come Rutelli e la Binetti che alla costituzione preferiscono il cilicio.
E infine, come se questo non fosse stato sufficiente, l’attacco popolare alla clinica dove Eluana era ricoverata.
Donne coperte di croci che urlavano assassino a Beppino Englaro. La migliore (si fa per dire) è stata la cristianissima signora che dava della puttana alla madre di Eluana urlandole: “Dove sei, puttana, mentre tua figlia muore?”. Beh, Sati Englaro era a casa a piangere la morte della figlia, come fa da diciassette anni a questa parte, e a combattere contro un male che la perseguita e che l’ha costretta a tre operazioni.
Eppure, ieri quel male deve esserle sembrato poca cosa rispetto a quello che la parte più becera, bigotta e violenta di questo paese le ha fatto nelle ultime ore di fronte a tutte le telecamere del paese. Spero per lei, lo spero davvero, che ieri sera Sati Englaro non abbia acceso la TV spazzatura di questa immondizia di Paese. - Arnald

Commento di Antonella Fachin inserito Dom, 15/02/2009 12:16

Negli altri paesi la laicità dello Stato e il diritto dei cittadini, di ciascun cittadino, viene garantito e rispettato; da noi le ideologie tendono a prevalere sull'autoderminazione del singolo.

Riporto l'opinione espressa da Umberto Veronesi, che condivido.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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Testamento, poco ottimismo sul dibattito

La sensazione è stata espressa ieri a Milano da Umberto Veronesi che si è detto molto poco ottimista sullo sviluppo della discussione parlamentare in merito al Testamento Biologico

"Non sono ottimista" sul dibattito in materia di testamento biologico in corso a Palazzo Madama.
Lo afferma l'oncologo Umberto Veronesi, senatore tra le fila del Pd, parlando ai giornalisti ieri a Milano a margine del lancio di 'Science for Peace': un movimento mondiale promosso dalla Fondazione Umberto Veronesi e sostenuto attivamente da numerose personalità internazionali, di cui oltre 20 premi Nobel. Veronesi torna a definire il Ddl Calabrò, adottato quale testo base dalla Commissione Sanità del Senato, come "orribile, un errore scientifico".
Quanto alla cosiddetta 'terza via' sul nodo alimentazione e idratazione, proposta ieri in un emendamento da Francesco Rutelli, "non l'ho ancora esaminata a fondo", confessa l'ex ministro della Sanità.
Ma in merito al riferimento alle "fasi terminali della vita", contenuto nell'emendamento - secondo il quale in questi casi l'eventuale sospensione di alimentazione e idratazione deve essere "il frutto di una comune valutazione tra il medico curante, cui spetta la decisione finale, l'eventuale fiduciario e i familiari del paziente - Veronesi precisa come al centro del dibattito ci siano "non i malati terminali, bensì persone in coma che in quanto tali non possono esprimersi".
Per questi pazienti, ribadisce il direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, "è necessario che il medico tenga conto della volontà espressa dal malato in precedenza".
E ognuno, secondo Veronesi, ha il diritto di esprimersi anticipatamente anche su alimentazione e idratazione. Perché "se nella mia vita io non voglio mangiare, nessuno mi può mettere a tradimento un sondino in gola", conclude il senatore.

Commento di Antonella Fachin inserito Mer, 25/02/2009 12:43