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.: Discussione: REFEZIONE SCOLASTICA (Commissioni Mensa)

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Fabio Cremascoli

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Inserito da Fabio Cremascoli il 8 Apr 2010 - 10:29
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Anche in questi giorni sui vari media si parla di refezione scolastica a Milano. Tra le ultime notizie vi è quella quella dell'operazione "Cucine Aperte" con cui Milano Ristorazione vorrebbe togliere qualsiasi dubbio ai genitori preoccupati della qualità dl cibo somministrato nelle mense.
Seppur l'iniziativa in se sia condivisibile, altrettanto non si può dire dell'atteggiamento che in generale MiRi, nelle vesti del suo Presidente, sta tenendo nei confronti dei genitori scontenti, che vengono spesso accusati - secondo quanto riportato dai giornali - di essere "facinorosi", "strumentali a fini politici", ecc..
Anche se i genitori scontenti fossero solo una piccola percentuale tra tutti, questi dovrebbero essere comunque ascoltati ai fini del miglioramento complessivo del servizio.
Milano ristorazione ad esempio fa tutto ciò che è possibile fare per migliorare il proprio operato, potrebbe ad esempio fare di più? Sono certo della buona fede del Presidente Carrubba quando dice che la società gestisce la refezione secondo criteri di qualità. Ma cosa si intende per qualità? Il fatto che la società sia certificata ISO 9001? Il sistema della qualità di un servizio pubblico - secondo esperti  di customer satisfaction nella Pubblica Amministrazione - parte da tre concetti fondamentali, ovvero "qualità percepita", "qualità erogata" e "qualità attesa". Se anche la qualità percepita del servizio di MiRi fosse ad un discreto-medio livello e quella erogata ad un sufficiente livello (per i genitori scontenti sarebbe sicuramente insufficiente), cosa possiamo dire invece di quella "attesa" se le istanze dei genitori non vengono tenute in considerazione e - soprattutto - se la Società non si esprime su obiettivi di innovazione del servizio?
Ho già inserito in un precedente post, un comunicato del Comune di Roma relativo alle previsioni di miglioramento del sistema di refezione scolastica nella capitale in cui vengono riportate le principali innovazioni per il periodo 2007 - 2012. Leggendo la lista di questi miglioramenti sembra di essere in un altro Paese. Viene somministrato cibo bio al 70%, IGP, DOP, frutta e verdure fresche di stagione... E i costi per le famiglie sono fermi al 2001!
(una breve nota: nella città dell'expo, il cui tema è l'alimentazione a 360°, l'amministrazione che accoglierà milioni di visitatori parlando con tutto il mondo di qualità e sicurezza alimentare, come può non prevedere un "piano di innovazione" complessiva del proprio servizio di refezione scolastica? E' l'unico servizio comunale in cui si tratta "concretamente" il tema alimentazione!).
E non  dimentichiamo la nota inviata ai principali quotidiani milanesi dal Presidente di Assobio, che si può nuovamente leggere qui, nella quale viene detto, tra le altre cose, che non è possibile che "nessuna ditta può fornire le quantità necessarie di prodotti biologici", perchè i numeri dimostrano tutt'altro...

Riporto qui sotto una lettera inviata da un genitore al Comitato Scientifico di Milano Ristorazione (nonchè a diverse testate giornalistiche).
LETTERA APERTA DI UN GENITORE

AL COMITATO SCIENTIFICO DI MILANO RISTORAZIONE
Milano, 31 Marzo 2010

Egregi Dottori
(elenco nominativi dei membri del comitato scientifico MiRi)
mi rivolgo a voi, come genitore di due figli che frequentano la Scuola dell’Infanzia e Primaria, nella città di Milano.
Ho saputo dell’esistenza del Comitato Scientifico, di cui voi siete membri, dalle parole dei Dirigenti di MiRi, che lo hanno più volte citato in occasione di un incontro con i genitori della scuola di mia figlia.
Citato per argomentare come le scelte in materia alimentare di MiRi siano e siano state sempre costantemente a voi sottoposte e da voi vagliate, a garanzia che ogni decisione, scelta, novità o cambiamento si svolga al meglio delle possibilità, e al sicuro da errori di impostazione scientifica, dietologica, di processo produttivo e conservativo, e di chissà quanti altri aspetti ancora.
Penso che senz’altro voi siate a conoscenza del momento di particolare tensione che si è venuto ultimamente a creare, tra MiRi e i genitori, per l’insoddisfazione di questi ultimi sulla composizione dei menù erogati, e sulla qualità dei cibi serviti. Insoddisfazione che prende spunto dai recenti frequenti episodi di inaccettabile non conformità dei cibi testati, sfociati nell’ormai celebre assaggio di crocchette al totano, che sapevano di
ammoniaca. Crocchette peraltro non previste dal menu contenuto nel contratto stipulato tra MiRi e il comune di Milano. Va detto, peraltro, che se esse sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il disagio covava sottotraccia da parecchio tempo.
Io non sono dietologo, né tecnologo alimentare. Mi ritengo tuttavia dotato di sufficiente buon senso per preoccuparmi del fatto che se qualche cosa non è ben fatto nella ristorazione scolastica, questo riguarda poco meno della metà di ciò che i miei figli mangiano.
E infatti sono preoccupato.
Perché sarebbe come dire che tutti gli sforzi, le attenzioni, le preoccupazioni che adottiamo in casa, per garantirgli un’alimentazione corretta e sana, potrebbero essere pesantemente e gravemente vanificati se, invece, a Scuola la dieta non fosse, nutrizionalmente parlando, adeguata e sicura.
Le crocchette hanno fatto storia, ma potrei raccontarvi anche di lasagne in cui più di una volta sono stati trovati peli di bovino, di succhi di frutta prodotti industrialmente somministrati in sostituzione della frutta fresca, o della carne, servita in quantità e frequenza ben superiore a quella prevista in una dieta ben bilanciata, e il più delle volte macinata industrialmente, quando il contratto non lo prevede. E poi di verdura che da anni dovrebbe essere almeno in
parte proveniente da agricoltura biologica, e così non è. E fin qui vi ho parlato di alimenti, ma potrei menzionare anche alcune procedure previste, e non attuate, come per esempio, gli incontri consultivi bimestrali con la rappresentanza delle Commissioni Mensa.
Insomma, di esempi di cose che sembrano non andare come dovrebbero ce ne sono davvero molti. Questi, che vi ho sommariamente enunciato, sono solo una parte degli appunti che vengono mossi a MiRi in questi giorni. Basta leggere i tanti rapporti e comunicati diffusi dalle Commissioni Mensa, e le tante lettere di genitori preoccupati e/o arrabbiati, scritte e pubblicate nelle scorse settimane, per avere un’ampia panoramica di obiezioni, contestazioni, rimostranze
e proteste.
Ma credo che non vi serva andare a leggere tutto questo, sono infatti convinto che siate già al corrente di tutto. Perché lo siete, vero, …si?
La domanda potrebbe sembrarvi retorica, ma in realtà non lo è. Ve lo chiedo precisamente, perché qui c’è qualcosa che non torna.
Alcune settimane fa, tanti bambini sono stati mandati a Scuola con la Schiscetta, e per tanti altri viene richiesta sistematicamente la dieta in bianco. Tutto questo mentre un rilevante numero di Commissioni Mensa, e con loro centinaia di genitori, sono scese in campo per chiedere conto di cose che secondo loro sono al di fuori degli standard previsti e sono oggetto di incongruenze e scostamenti dal (ottimo) contratto in essere tra MiRi ed il Comune.
Appunti, quesiti e contestazioni precise, puntuali, argomentate ed elencate. Ora, io leggo dalla scheda con cui MiRi vi presenta urbi et orbi (a pagina 24 del “Bilancio
Sociale 2008”):
Il Comitato Scientifico consente di avere un approccio scientifico e costantemente aggiornato ai temi dell ’alimentazione e dello sviluppo dei bambini e affianca i nutrizionisti nella definizione del menù e nel lavoro di informazione alle commissioni mensa.
Non credo quindi di sbagliare se affermo che vi trovate perfettamente al centro degli argomenti che si dibattono. La disputa non verte su errori che potrebbero essere imputati agli operatori addetti al servizio di cottura o somministrazione, sui quali peraltro non mi sembra che ci sia
alcunché da dire. Qui si sta parlando di scelte alimentari, di mix dei menù, di proporzioni tra cibi, di contenuto opportuno o inopportuno di questo o di quel conservante, di contenitori plastici idonei oppure no. Tutti temi squisitamente attinenti a quell’approccio scientifico che si pensa voi abbiate messo in atto, ed ai controlli e ai confronti che, periodicamente, è dato pensare che voi compiate all’interno dell’azienda, sui suoi sistemi, sui suoi programmi.
Siete anche deputati ad “affiancare i nutrizionisti nel lavoro di informazione alle Commissioni Mensa”.
E’ perfetto! Siete le persone migliori per farci capire. E tuttavia in tutto questo fragore, dal vostro Comitato ci giunge un assordante silenzio.
Io mi scuso in anticipo con voi, se qualche cosa mi sfugge, ma avreste la cortesia di spiegarmi qual è la vostra posizione?
Invece di coinvolgervi per un supporto scientifico, il Presidente di MiRi Carruba, cosa fa?
Scrive, come me, lettere aperte. Lui però le scrive “ai genitori che protestano”. E li offende.
Lungi dall’entrare nel merito degli argomenti, strepita a proposito di attacchi elettorali, di proteste basate sul nulla o, peggio, false. E dice che siamo arrivati alla barbarie. Posso chiedervi se parla anche a nome vostro?
A proposito, voi lo sapete, ma chi ci legge forse no, e quindi giova chiarire: il Presidente Carruba è anche Presidente del Comitato Scientifico di cui voi fate parte. Ora, come si dice, delle due l’una: o voi potreste essere in grado di spiegare in modo convincente, a tutti noi, che tutte quelle
cose che sembrano errate in realtà vanno benissimo, e che il vostro Presidente dice bene, che chiedere un parere ai genitori aggirando le Commissioni Mensa è un’ottima idea (sapete no, del referendum proposto in questi giorni a proposito delle lasagne?), oppure potreste essere in grado di spiegare in modo convincente a tutti loro, Carruba in testa, che effettivamente si stanno sbagliando, nei modi e nei contenuti e che dovrebbero forse modificare il metodo e, mi
permetto di dire, anche l’atteggiamento. Direi che non ci sono alternative. Come si dice: delle due, una.
A meno che, non ce ne sia una terza, che non posso però nemmeno pensare di prendere in considerazione: che voi siate stati messi lì, a suo tempo, in vetrina, per accreditare di scientificità il loro operato, ma poi nella realtà dei fatti non venite coinvolti negli argomenti che vi dovrebbero riguardare, o forse non venite ascoltati se date i vostri pareri scientifici. Mi sfugge, per esempio, se avete recentemente affiancato i nutrizionisti, incontrando una (o più?)
Commissioni Mensa cittadine.
Se, sciaguratamente, la realtà aderisse di più a questa terza ipotesi, penso che dovreste forse trarne le conseguenze, riflettendo su questo vostro incarico, che ci viene da loro esibito a vanto di una supposta vostra autorevole voce in capitolo, al loro interno, mentre invece si approfitta della vostra autorevolezza, da voi prestata in buona fede, per coprire con una patina di serietà scientifica, una gestione che guarderebbe più alle convenienze ed ai profitti aziendali,
che agli interessi pubblici e sociali nello svolgimento di un servizio, per l’appunto, pubblico e sociale.
In attesa di un vostro cortese cenno di risposta, vi porgo i migliori saluti.

Lettera firmata

 


In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 23 Mar 2010 - 21:57
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