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.: Il Blog di Antonella Fachin
Venerdì, 9 Gennaio, 2009 - 15:20

Nessun riconoscimento ai repubblichini: nemici dello Stato

Come ha detto un mio caro amico:
"Vogliono appropriarsi anche della storia, non si accontentano di fregarci il presente."
Antonella Fachin

Una proposta di legge assegna lo status di combattente a chi aderì a Salò.

Intervista a Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale

"Nessun riconoscimento ai repubblichini. Erano e restano nemici dello Stato"

(da www.Repubblica.it)

di MATTEO TONELLI
<b>"Nessun riconoscimento ai repubblichini<br></b>Erano e restano nemici dello Stato" </b> Giuliano Vassalli
ROMA - "Che vuole che le dica, la situazione è difficile ma bisogna fare di tutto per far sapere come stanno realmente le cose. Chiarire a chi non l'ha vissuto cosa è stato quel periodo storico". Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale, classe 1915, è amareggiato ma non rassegnato. A lui, arrestato e torturato durante il fascismo, il nuovo tentativo di "equiparare" per legge partigiani, deportati e militari ai repubblichini di Salò, proprio non piace.

Per farlo il Pdl ha presentato una proposta che ha come primo firmatario Lucio Barani del Nuovo Psi (schierato con il centrodestra). Un disegno di legge, il numero 1360, con il quale la maggioranza pretende di istituire l'Ordine del Tricolore, con tanto di assegno vitalizio. Assegnandolo indistintamente sia ai partigiani, sia "ai combattenti che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente e aderirono a Salò". Un testo che l'Anpi bolla come "l'ennesimo tentativo della destra di sovvertire la Storia d'Italia e le radici stesse della Repubblica"

Presidente Vassalli un'operazione analoga fu tentata anche nelle precedenti legislature, ma venne respinta. Adesso il tentativo riprende vigore. Perché è contrario?
"Perché è assolutamente chiaro che c'è stata la continuità dello Stato anche dopo l'8 settembre e la caduta del fascismo. E non si può riconoscere a chi ha contrastato lo stato italiano sovrano schierandosi con la Repubblica sociale il titolo di combattente. La Cassazione è chiara in merito. Tutte quelle pronunce sono concordi nel definire i repubblichini come nemici".

Lo scorso 2 giugno il ministro della Difesa Ignazio Larussa chiese di accomunare i morti "di entrambe le parti". I firmatari parlano di "un progetto coerente con la cultura di pace della nuova Italia".
"Ma cosa vogliono ancora? Hanno avuto tutto, l'amnistia di Togliatti, la legittimazione democratica immediata, l'Msi in Parlamento, adesso sono al potere. Eppure vanno avanti, incuranti del fatto che non esiste paese in Europa dove i collaborazionisti del nazismo sono premiati".

La formulazione del testo apre la porta anche alla legittimazione a tutti coloro che "facevano parte delle formazioni che facevano riferimento alla Rsi". Non solo dunque agli appartenenti delle 4 divisioni dell'esercito ma anche a chi faceva parte delle "brigate nere".
"E' vero ma non c'è spazio per sottilizzare troppo. Lo status di combattente non va riconosciuto a nessuno di coloro che fecero parte della Rsi. Bisogna dire no e non solo per ragioni politiche ma anche dal punto di vista costituzionale".

Martedi 13 gennaio alle 16, Giuliano Vassalli interverrà all'iniziativa organizzata dall'Anpi dal titolo "Totalitarismo e democrazia, occorre rispettare la lezione della storia".

Nell'incontro, che si terrà nella sala del Cenacolo della Camera dei Deputati (vicolo Valdina 3/a), si parlerà della proposta di legge 1360. Intervengono, tra gli altri, lo storico Claudio Pavone, il vicepresidente dell'Anpi Raimondi Ricci e la presidente della commissione difesa della Camera Marina Sereni.
(8 gennaio 2009)

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin 
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ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

SEZIONE "LUIGI VIGANO"
Ente morale, D.L. n.224 del 5 aprile 1945
Milano - Precotto
http://xoomer.alice.it/anpiluigivigano
E-mail: anpivigano@tiscali.it
 
DIFENDERE LA COSTITUZIONE L'ANTIFASCISMO LA DEMOCRAZIA
 
FERMARE L'INVOLUZIONE AUTORITARIA  DEL GOVERNO  BERLUSCONI
 
L'A N P I  della Zona 2 di Milano (Sezioni di Crescenzago,Gorla e Precotto)
 
Esprime  piena solidarietà alla famiglia Englaro.
Si schiera a fianco del Presidente della Repubblica a difesa della legalità costituzionale.
E' molto preoccupata per i gravi pericoli che corre la nostra democrazia.
Lancia un appello  alle cittadine e ai cittadini finalizzato a:
-          bloccare la deriva autoritaria di matrice piduista e fascistoide del potere e del governo di destra;
-          difendere la Costituzione nata dalla lotta antifascista e dalla resistenza contro l'oppressione nazifascista;
-          difendere lo Stato di diritto: divisione dei poteri , laicità, autonomia della Magistratura, libertà di informazione, rispetto della persona e garanzia dei diritti.
 
Il governo Berlusconi e la sua maggioranza parlamentare violano,in continuazione e con arroganza e rozzezza, i principi fondamentali della Costituzione attraverso l'abuso della decretazione d'urgenza e le misure legislative lesive della libertà e dignità della persona, del lavoratore, del cittadino. In molti atti del governo si introducono elementi di fascismo e di razzismo, di diffusa insicurezza sociale e di rischio alla salute pubblica. Alcuni esempi: "ronde" di cittadini, obbligo ai medici di denunciare i clandestini bisognosi di cure, schedatura dei senza fissa dimora, ecc
 
Sul caso Englaro, si è consumato da parte di Berlusconi l'ultimo grave vulnus al principio di libertà e dignità personale, all'equilibrio dei poteri, all'autonomia della Magistratura.
 
Un'altra gravissima iniziativa mina dalle fondamenta la struttura antifascista della nostra democrazia. E' all'esame del Parlamento la proposta di legge n.1360 che istituisce l'Ordine del tricolore , con il quale si intende equiparare - con l'onorificenza di "cavaliere"- i miliziani fascisti della Repubblica di Salò, agli ordini degli occupanti nazisti e corresponsabili di esecuzioni deportazioni stragi, ai partigiani e militari che si batterono - dopo l'8 settembre 1943 - per la liberazione del  nostro paese e per la democrazia.
In nome di una malintesa "pacificazione" si truccano vergognosamente le carte, si cambia la storia, e si offende la memoria dei resistenti e  dei martiri della libertà.
 
Si chiede perciò il ritiro immediato di tale proposta legislativa così palesemente anticostituzionale. E si lanciano una campagna di informazione e sensibilizzazione civica, e una  raccolta di firme.
 
IL PRIMO INCONTRO PUBBLICO (con interventi, letture, canti e musiche resistenti) SI SVOLGERA' PRESSO IL CIRCOLO CERIZZA IN VIA MEUCCI 3 - DOMENICA 22 FEBBRAIO 2009 H. 20/24. 
 
 A N P I  ZONA 2 (Sezioni di Crescenzago, Gorla, Precotto).

Commento di Antonella Fachin inserito Sab, 14/02/2009 10:44

Berlusconi lancia un messaggio politico inequivocabile: sarà fatto. "Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge che sarà certamente ritirato".

Beata ignoranza!

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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Il premier risponde a Franceschini che lo aveva sfidato
"Non si possono equiparare repubblichini e combattenti per la democrazia"

Berlusconi apre su Salò
"Ritiro la legge sui partigiani"

E già si scalda il fronte del Primo maggio: "Festa di tutti"

Berlusconi ieri a Onna per il 25 aprile
UDINE - Archiviata la pratica 25 aprile, l'asticella della politica si alza di un'altra tacca: la Repubblica di Salò. Dario Franceshini chiede al Pdl di ritirare la proposta di legge che vorrebbe l'equiparazione tra repubblichini e partigiani. E per il secondo giorno consecutivo Silvio Berlusconi lancia un messaggio politico inequivocabile: sarà fatto. "Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge che sarà certamente ritirato".

Parlando da Udine Franceschini, durante una sosta del Treno per l'Europa prima ribadisce di aver apprezzato quanto detto ieri dal presidente del Consiglio ("la lotta al nazismo fu il valore fondante dell'Italia, no all'equidistanza fra partigiani e fascisti"), ma ha chiesto fatti: "E' inaccettabile voler equiparare chi lottò e morì per la democrazia a quelli che combatterono dalla parte sbagliata. Mi aspetto che domani il Pdl ritiri la proposta di legge".

Una cosa, ha ripetuto il leader del Pd, "è il rispetto e la pietà umana per i caduti di tutte le guerre, un'altra cosa è l'equiparazione. In quella guerra c'era chi era dalla parte sbagliata, insieme al nazismo e al fascismo, e c'erano i partigiani che stavano dalla parte giusta, insieme agli alleati, per restituire all'Italia libertà e democrazia".

Insomma, lo scontro politico a colpi di memoria storica tra passato condiviso e revisionismo va avanti. Fino all'intervento di Berlusconi che ha smentito anche due suoi colonnelli che avevano accusato Franceschini di voler strumentalizzare una proposta di legge non ispirata dalla maggioranza e dal governo. La legge che vorrebbe un'equiparazione di repubblichini e partigiani è frutto, avevano detto in una nota il capogruppo Pdl Cicchitto e il vice Bocchino "di un'iniziativa bipartisan, tant'è che registrò la firma di una serie di parlamentari, non solo del Pdl ma anche del Pd".

Ma c'è un altro fronte che si apre in questi giorni e ancora una volta riguarda la memoria: la festa del Primo maggio. Dice ancora Franceschini: "E' la festa di tutti i lavoratori - dice - non è né di Tizio né di Caio, né lo sarà mai". La palla è di nuovo nell'altro campo.

(26 aprile 2009)
Commento di Antonella Fachin inserito Lun, 27/04/2009 12:27