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.: Discussione: Considerazioni sul bilancio preventivo del comune di milano 2009

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Maurizio Baruffi

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Inserito da Maurizio Baruffi il 18 Dic 2008 - 11:30
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INTERVENTI IN BOZZA
SEDUTA CC DEL 15 DICEMBRE 2008

 
omissis
 
Delibera N/211 – Bilancio 2009
 
Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Baruffi.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie, Presidente. Cercherò di dare alcuni spunti di riflessione rispetto alla nostra discussione, e di provare anche a non ripetere troppe considerazioni già fatte. Allora inizio con la posizione politica generale, perché una richiesta di rinvio del Bilancio. Io negli anni scorsi ho sempre sostenuto la necessità che il Comune arrivasse a varare il suo Bilancio preventivo entro il 31 dicembre. Lo sostengo ancora. Sono convinto del fatto che sia un bene per la città, un bene in generale per l’andamento delle Pubbliche Amministrazioni, quello di dare indicazioni chiare con un Bilancio previsionale varato entro il 31 di dicembre. C’è però un problema vero in questo Bilancio, che è quello di capire se parliamo di un Bilancio di previsione o di un Bilancio spannometrico. Lo dico perché ci sono alcune voci relative alle entrate che sappiamo oggettivamente essere in discussione seria, quelle legate alla Misef. Io ricordo come il Sindaco disse ai Capigruppo riuniti in un incontro informale insieme al Sindaco, credo alla fine di luglio, o ai primi di agosto addirittura, che quella di Misef era un’operazione fondamentale per garantire alla città un equilibrio economico migliore e maggiore di alcune attività. E chiese ai Capigruppo tutti, di Maggioranza e di Opposizione, un impegno per l’approvazione di quella delibera molto rapidamente, tra le priorità assolute dell’autunno. Beh, non ci siamo arrivati, io qua credo che le responsabilità siano equamente distribuite tra la Maggioranza e l’Opposizione, ma sicuramente di fronte a una richiesta del Sindaco forse è più la Maggioranza che si deve far carico di dare seguito ai provvedimenti, che non l’Opposizione che ovviamente si oppone quando le cose non vengono ritenute giuste fino in fondo. Allora mi chiedo se quella partita, così come quella legata alle tariffe della sosta… Noi abbiamo assistito ad un’illustrazione… Mi perdoni l’assessore Croci, con il quale c’è un rapporto di amicizia direi oltre che di collaborazione sui contenuti, ma ad una illustrazione surreale in Commissione, dove l’Assessore ci ha illustrato una delibera che su tutti i giornali era già scritto che era superata da un accordo di Maggioranza che prevedeva altre tariffe. Sulla refezione scolastica, noi abbiamo visto modificarsi in modo molto rapido una delibera, io credo con dei miglioramenti oggettivi. Per esempio è stato eliminata quella che era una vera e propria… Non vorrei usare parole a proposito, ma comunque un trattamento molto ingiusto per le famiglie, cioè quello di far pagare per 11 mesi la retta per la refezione scolastica, quando il servizio del mese di luglio per quanto riguarda gli asili noi sappiamo che viene utilizzato dal 20 – 25% al massimo degli utenti. Allora rimodulare quelle tariffe sui dieci mesi è stata una cosa corretta. Io sono contento da consigliere dell’Opposizione che la Giunta sollecitata credo da parte della Maggioranza, ma anche dall’Opposizione attraverso gli interventi in Commissione e suoi giornali, abbia rivisto quella che era una previsione di rimodulazione delle tariffe che avrebbe comportato un atteggiamento profondamente ingiusto nei confronti delle famiglie. Poi c’è la partita dei redditi, e di capire quo inciderà sui redditi medi, e questo credo che lo andremo poi a misurare nel corso dell’anno. Ma credo che anche lì la rimodulazione sia stata positiva. Voglio dire, per chiudere il discorso sulla parte delle scuole, della refezione, che io credo sia opportuno che però il Comune faccia uno sforzo in più, e cioè faccia lo sforzo di comunicare con molta chiarezza alle famiglie che cos’è l’ISE, perché nella delibera è previsto che chi non dichiarerà l’ISE si verrà applicata l’aliquota massima. E noi sappiamo, l’Amministrazione sa anche se va a vedere banalmente nel modo in cui le famiglie compila la domanda di iscrizione per gli asili nido o per gli asili, che moltissime famiglie non si rendono neanche conto che dichiarando il proprio reddito ISE ricevono due punti in più per l’iscrizione all’asilo nido per esempio. E quindi molti rimangono fuori dalle graduatorie banalmente perché non mettono quell’informazione. Allora il Comune di Milano, nella sua rimodulazione delle tariffe, utilizzando i parametri ISE in modo così importante, si deve far carico di informare con molta capillare attenzione le famiglie del fatto che il reddito ISE deve essere da tutti presentato, cioè non deve in maniera un po’ furbetta l’Amministrazione, per garantirsi maggiori entrate, contare sul fatto che la disinformazione porterà molte famiglie a non dichiarare il reddito ISE, e a vedersi così automaticamente applicata l’aliquota massima. Cos’altro potrebbe fare in questo senso l’Amministrazione? Per esempio informare puntualmente tutti i mesi le famiglie, ed è successo purtroppo solo per un paio di mesi quest’anno, poi è scomparso, ma quando si riceve, e lo dico per esperienza personale, il bollettino del pagamento delle rette degli asili nido, nella lettera di accompagnamento che ci sia scritto che quella cifra che si spende è deducibile dalla dichiarazione dei redditi. E' una piccola cosa utile per applicare la legge fino in fondo, che il Comune non fa con regolarità. Lo ha fatto per un paio di mesi dopo una sollecitazione credo del sottoscritto e del Presidente della Commissione Educazione Massari. Ma nella lettera che tutti i mesi arriva a casa con il bollettino di pagamento che ci sia scritto chiaramente che c’è questa possibilità, perché questo è un risparmio fiscale per le famiglie. E se vogliamo aiutare davvero le famiglie milanesi il Comune si deve far carico di comunicare questa cosa. Così come si deve far carico di comunicare che l’abbonamento annuale ai mezzi pubblici non solo andrebbe ridotto, come diceva il collega Montalbetti, ma è anche quello deducibile dalla dichiarazione dei redditi. E ATM, che è stata sollecitata più volte a fare una campagna di informazione e di promozione su questo, non lo fa. E allora lo faccia il Comune o imponga il Comune ad ATM di farlo, perché la crisi si affronta anche attraverso tante piccole applicazioni delle normative esistenti, che possono davvero venire incontro alle esigenze dei milanesi. Aggiungo su questo tema che io presenterò emendamenti sulla questione del bonus libri per le scuole medie. Io credo che sia ingiusto distribuire il bonus libri indistintamente a tutti, a tutti quelli che iscrivono i figli alle scuole private o pubbliche, a tutti quelli che hanno redditi ISE anche superiori ai 100.000 euro. Il bonus libri per le scuole medie deve essere garantito a chi iscrive i figli alle scuole medie pubbliche e a chi appartiene alle categorie reddituali, in base ai redditi ISE, che identifichiamo fino al ceto medio in base alla delibera della refezione scolastica. Che sia attribuito a tutti indistintamente è sbagliato, non solo perché appunto va ad incentivare anche famiglie che non avrebbero alcun bisogno di quel bonus libri, ma perché in più, siccome non è correlato ad alcuna modalità di attenzione pubblica, di moral suasion nei confronti delle case editrici sui temi del contenimento del costo dei libri scolastici, o sul tema dell’evitare che ogni anno esca un’edizione nuova, solo per costringere tutti a comprare il libro nuovo. E siccome questi due ingredienti sono ingredienti di qualità rispetto ad un provvedimento che l’Amministrazione comunale ha messo in atto, io credo si debba riformare profondamente il sistema con cui viene erogato il bonus libri per le scuole medie per il prossimo anno scolastico, e per questo interverrò con degli emendamenti di taglio nei confronti di quella voce per quanto riguarda le spese di Bilancio. E perché invece quei fondi vadano redistribuiti sui fondi per il diritto allo studio in maniera più equa nei confronti di chi ha veramente bisogno. Passo al tema che mi sta più a cuore, quello delle politiche ambientali. Sull’Ecopass non dico nulla, tanto ci pensa il collega Fedrighini che sicuramente ha indicazioni puntuali e precise. Voglio però dire che noi abbiamo preso alcuni impegni, li abbiamo presi con Al Gore, li ha presi il Sindaco parlando al convegno di Assolombarda settimana scorsa, diciamo che siamo a favore del sistema 20, 20, 20, per ridurre gli sprechi, perché si produca energia da fonti rinnovabili. E allora una cosa banalissima e piccolissima, dov’è in Bilancio leggibile l’intervento per l’efficienza energetica? Io credo che non sia leggibile. Poi credo anche che banalmente noi in questa sala abbiamo le lampadine a basso consumo, ma nella sala di fianco dove c’è il bar, o nella sala di fianco ancora, dove c’è la riunioni, la Sala Marra, non abbiamo le lampadine a basso consumo, abbiamo lampadine normali ad incandescenza. Allora l’efficienza energetica si fa con tanti piccoli passi, ci vuole cura nel fare piccole cose e capacità propositiva alla città per farne di grandi. Io credo che sarebbe un fatto importante di trasparenza leggere a Bilancio in maniera chiara, ed abbiamo visto come lo fanno a Londra, lo abbiamo visto in una seduta di Commissione promossa dal collega Pagliarini, da chi ha lavorato insieme al collega Beretta su questi temi. Ebbene, abbiamo visto che si può costruire un Bilancio ambientale, molto chiaramente leggibile, che affianchi il Bilancio economico e finanziario del Comune, e che dia la possibilità di capire che gli impegni presi non sono parole, ma sono atti concreti. Lo dico perché su questi temi noi abbiamo avuto l’annuncio di ATM più di un anno e mezzo fa che i depositi dell’ATM sarebbero stati coperti di pannelli fotovoltaici per produrre energia solare. E sappiamo che questo non è accaduto, perché le gare sono andate deserte, come sempre. Ma insomma qualcuno insegni come fare le gare allora, se vanno sempre deserte ci sarà un problema di chi compila i moduli, fa i bandi, o costruisce le ipotesi economiche che ci sono dietro. SO.GE.MI. aveva presentato due anni fa un piano per mettere tutti i pannelli solari all’Ortomercato, zero. Ogni volta che rifacciamo una scuola comunale perché non viene fatto quel tipo di intervento quando si rifanno i tetti? Ma aggiungo, e l’ho detto già all’assessore Pillitteri per Misef, una fonte di entrata alternativa potrebbe essere quella di realizzare impianti fotovoltaici sui nostri cimiteri. Pensiamoci, perché in Spagna c’è chi lo fa, con risultati molto positivi, con documentazione, e forse questa può essere una strada da seguire. Voglio terminare dicendo ancora due cose, una di carattere generale, il Sindaco ha fatto un richiamo alla necessità delle infrastrutture per rilanciare l’economia. Lo stesso richiamo è stato ripreso dal collega Pasquale Salvatore nel suo intervento. Io credo che questa sia una ricetta molto pericolosa, perché se le infrastrutture sono sbagliate i guasti restano sul territorio a lungo. Allora molto meglio rinunciare ad una torre per l’Expo, e fare una rete di collegamento che duri dopo l’Expo per continuare quelle politiche, che non immaginarsi pesanti interventi sul territorio, e purtroppo le delibere di urbanistica che abbiamo approvato in quest’aula vanno in quella direzione, nel consumo del territorio ancora una volta, e nel carico eccessivo sul territorio di costruito, di realizzato, scegliamo davvero una strada alternativa. Stiamo attenti a non andare in corto circuito tra una retorica della Milano sostenibile e una realtà dello sviluppo insostenibile di Milano. Chiudo con due considerazioni piccole. Il Sindaco nel suo intervento a quel convegno di Assolombarda ha detto che nei due anni e mezzo di mandato Milano è passata da 67 a 72 chilometri di piste ciclabili. Se in due anni e mezzo abbiamo realizzato 5 chilometri di piste ciclabile questo vuole dire che va male. Questo vuole dire che su quel fronte non c’è sufficiente impegno. Allora io suggerisco al Sindaco di diffidare del marketing che si applica ai progetti per la città, meglio non parlare di tanti raggi verdi, ma tappare qualche binare che c’è aperto e inutilizzato in città per fare andare in sicurezza i ciclisti. La stessa cosa vale per la metropolitana. In due anni e mezzo di mandato Milano non ha guadagnato un chilometro di rete metropolitana in funzione. E' vero che si sono aperti i cantieri della linea 5, però quelli della linea 3 sono fermi, l’intervento verso Assago era previsto entro il 2006 e non si è terminato. I ritardi sono leggibili paradossalmente esattamente in metropolitana, dove in tutti i vagoni appare una mappa la cui legenda è aggiornata all’era Albertini, e in cui i lavori sono tutti previsti finiti entro il 2007. Ma noi siamo a fine 2008 e nulla di quello che doveva essere finito entro il 2007 è stato finito. Visto che siete così attenti al marketing e alla comunicazione almeno sostituite quelle mappe in metropolitana”.
(Applausi)

omissis

Maurizio Baruffi
Capogruppo dei Verdi a Palazzo Marino
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