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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 10 Mar 2006 - 15:12
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da ViviMilano - speciali

http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/2006/03_Marzo/10/nomadi.shtml

Il caso del campo di Triboniano

Moratti e Ferrante, scambio di accuse sui rom

Il ministro: situazione drammatica, l’ex prefetto è responsabile. La replica: «Non è vero, la colpa è del Comune e del Polo»

Dopo le fiamme si alzano i toni della politica. L’incendio nel campo nomadi di via Triboniano ha lasciato sul terreno cumuli di cenere e circa 350 sfollati, ma anche polemiche e accuse incrociate tra destra e sinistra. Nel mirino della Casa delle Libertà c’è l’ex prefetto Bruno Ferrante, oggi in campo con l’Unione per conquistare Palazzo Marino, accusato di non aver garantito la sicurezza. Bersaglio del centrosinistra è invece l’amministrazione comunale, che avrebbe fatto esplodere i problemi senza governarli. A muovere l’attacco più pesante a Ferrante è il ministro Letizia Moratti, avversario diretto nella corsa a sindaco. «Purtroppo questa era una tragedia annunciata, come ha detto giustamente don Colmegna — esordisce — Nel quartiere ho riscontrato una situazione drammatica di illegalità che non poteva e non doveva essere tollerata. L’ex prefetto ha pesanti responsabilità: non ha garantito la sicurezza nonostante le continue richieste di sgombero dei cittadini e del Comune».

E poi l’affondo: «In via Triboniano sono andati in fumo tutti i tavoli di mediazione promossi dal dottor Ferrante». Per la Moratti, l’ex prefetto «dovrebbe fare un esame di coscienza». Sull’accoglienza ai nomadi, nessun dubbio: «Servono piccoli insediamenti». A stretto giro di posta la replica di Ferrante. «Letizia Moratti dimostra ancora una volta di non conoscere i problemi di Milano: dovrebbe informarsi meglio e non fare promesse a vuoto e accuse inesistenti». Quanto al passato, non ritiene di aver nulla da rimproverarsi. «Il ministro dovrebbe spiegare come mai il prefetto Ferrante è stato tollerato per oltre 5 anni e il governo, di cui la Moratti è parte, non ha mai chiesto che venisse sostituito. Potevano farlo e non l’hanno fatto». Nel merito degli insediamenti rom, Ferrante sottolinea che «il Comune non ha mai fatto quello che oggi la Moratti chiede, cioè campi piccoli, come anch’io ho sempre sollecitato». «Non si può fare solo sgomberi, bisogna saper dare accoglienza».

La parola sgomberi è invece ricorrente nelle prese di posizione di An e Lega. Per An, Carla De Albertis sostiene che «i campi irregolari sono una bomba innescata contro i residenti», mentre Roberto Alboni propone campi a numero chiuso. «Il Comune non ricostruisca niente e non spenda nulla», esorta il lumbard Matteo Salvini. Giunta compatta nell’addossare colpe all’ex prefetto. «Ferrante parla di coniugare legalità e solidarietà — incalza il vicesindaco De Corato — ma il campo di via Triboniano, dove ai 300 regolari si sono aggiunti 300 abusivi, è un’eredità che lui ha lasciato alla città, non avendo mai sgomberato». Anche l’assessore alla Sicurezza Guido Manca ricorda le «ripetute segnalazioni di rischio».

«Siamo stati costretti ad iniziare i lavori di messa in sicurezza dall’altra parte per la presenza di irregolari». A difesa di Ferrante scendono in campo i Ds. «Ha fatto quanto doveva — assicura il segretario cittadino Pierfrancesco Majorino — cioè ha sollecitato il Comune affinché risolvesse la questione». Di «bassa propaganda della destra per scaricare le proprie responsabilità» parla il segretario provinciale Franco Mirabelli. «L’azione del Comune — denuncia Daniele Farina, del Prc — è stata segnata da inadempienze e sterili ideologismi». Il comitato di quartiere chiede che ora non si riformi la baraccopoli. E al fianco dei residenti si schiera il coordinamento dei comitati milanesi.

di Rossella Verga