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.: Il Blog di Antonella Fachin
Martedì, 18 Novembre, 2008 - 10:42

Un altro Expo o NoExpo?

Buona lettura e buona riflessione.
Antonella

Un altro Expo o NoExpo?
di Giuseppe Natale
 
 
Il prossimo 20 novembre si riunisce il Consiglio provinciale di Milano per affrontare finalmente la questione dell’Expo 2015, augurabilmente in tutti i suoi aspetti. Buona, anche se tardiva, occasione perché la Provincia governata dal centro-sinistra possa affermare un suo ruolo di coprotagonista istituzionale che, nelle mani esclusive del presidente Penati, si è ridotto a funzione subalterna al potere morattiano e formigoniano. Infatti l’Expo appare come “affare privato” del Comune di Milano  e della Regione Lombardia. Alla Provincia viene assegnata la parte del vaso di coccio tra due di ferro…
La fase d’avvio dell’organizzazione dell’Expo cade nel ciclone della crisi finanziaria globale che coinvolge ormai l’economia reale entrata in una recessione dagli sviluppi imprevedibili. E questi scenari non erano previsti al momento della candidatura.
E’ chiaro che per gli amministratori di Milano l’Expo servirebbe a dare ossigeno in modo preponderante all’industria del mattone, al consumo di territorio, alla speculazione urbanistica (oltre 2 milioni di mq di cementificazione aggiuntivi ai mega e mostruosi progetti in  corso d’opera!). Servirebbe, con la costruzione di nuove infrastrutture autostradali, a mantenere il primato della mobilità e del trasporto su gomma  ambientalmente ed  economicamente insostenibile.
Il tema  Nutrire il pianeta, energia per la vita diventa  una foglia di fico per nascondere i veri obiettivi della politica economico-finanziaria neoliberista che ha portato alla disastrosa crisi odierna.
Il faraonico progetto Expo puntava (punta ancora?) a un affare di 34 miliardi di euro. Oggi però il piatto piange. Lo Stato centrale non riesce a garantire i  4 miliardi di euro del piano di finanziamento (soldi pubblici, soldi nostri, soldi tolti alla scuola e alla ricerca , ma “noi la vostra crisi non la vogliamo pagare”). Ne mancano alcuni. Nel girotondo miliardario danzano le organizzazioni della grande criminalità  (mafia, ‘ndrangheta, camorra). I rappresentanti delle Istituzioni dichiarano di esserne consapevoli, ma fanno poco o nulla per contrastare e sconfiggere il capitale criminale. A Palazzo Marino, ad esempio, si boicotta da parte della maggioranza  morattiana  l’istituzione della Commissione d’indagine sulle mafie…
E’ possibile un altro Expo?...
Perché il Consiglio provinciale non elabora un progetto centrato sul tema della qualità del cibo e dell’ambiente, magari valorizzando l’esperienza di Slow Food  e di Terra Madre ?...
Perché il Consiglio provinciale non propone l’esclusione tassativa di ulteriore consumo di suolo, dimostrando che sono sufficienti gli spazi della nuova Fiera di Rho per ospitare l’Expo?...
Perché il Consiglio provinciale non definisce le linee di un piano metropolitano della mobilità fondato sullo sviluppo di mezzi ecologici, soprattutto su ferro; e di un piano dei rifiuti totalmente alternativo all’incenerimento?...
Perché il Consiglio provinciale – dopo le numerose esternazioni demagogiche di Penati – non presenta un progetto di Città-dinanza metropolitana (prevista dalla Costituzione), la cui realizzazione necessita la scomposizione del Comune unico di Milano, la riorganizzazione dei comuni dell’area metropolitana, il blocco della istituenda neoprovincia di Monza  - esempio scandaloso di grettezza localistica, irrazionalità amministrativa e  grande spreco di denaro pubblico?...
Perché il Consiglio provinciale non prende l’iniziativa di istituire una Commissione metropolitana d’indagine sulle mafie?...
La maggioranza di centro-sinistra  potrebbe dimostrare – oggi, nel vortice della crisi -   lungimiranza serietà  e responsabilità amministrativa e progettuale, nonché  volontà e unità politica proprio elaborando un progetto di un altro Expo: quello del bene-essere comune e di uno sviluppo sostenibile. Potrebbe coinvolgere i cittadini e le associazioni, i sindacati e le forze economiche disponibili, i comitati e le energie creative e competenti.
L’Expo di Moratti e Formigoni e Berlusconi  e Tremonti, di Ligresti e Tronchetti Provera e Cabassi e Gavio, di Fiera e Compagnie delle Opere e Cooperative una volta rosse e bianche… è di una pesantezza davvero intollerabile. Ed è facile prevedere che sarà disastroso, anche per i tempi che corrono. Tanto varrebbe di prendere in considerazione anche l’alternativa estrema di rinunciare di tenere a Milano l’Esposizione universale 2015.