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.: Discussione: Milano Expo 2015 e la definizione della sua governance: fine dell'attesa !

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 27 Ott 2008 - 14:20
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Da Milano 2.0:

Expo 2015: si inizia a progettare, c'è poco tempo. Intanto continua il toto nomine e la definizione della governance

Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 10:01 in Milano cronaca

Ready! Steady! Go! Dopo la firma sull'agognato decreto Expo (208 giorni per scriverlo e definirlo) tutti pronti a partire. O quasi. Infatti il decreto non definisce le nomine, ma solo la struttura della Soge, la società di gestione.

Ovvero: si tratterà di un cda con cinque membri (uno a testa per Regione, Comune di Milano e Provincia e due saranno nominati dall'assemblea dei soci). Ci sarà anche una nuova struttura, il Coem (comitato di coordinamento presieduto dal commissario straordinario Letizia Moratti) e il Tavolo Lombardia si occuperà delle infrastrutture.

Nella Soge entrano:

Comune di Milano (Glisenti?), Regione Lombardia (Alberto Sciumé?), Camera di Commercio e Provincia di Milano (Valentino Castellani?)

Ovviamente ormai è quasi certo che Paolo Glisenti ricoprirà il ruolo di ad e Diana Bracco è la più papabile come presidente.

Ma pare che il cda della Soge, secondo quello che riporta Affaritaliani potrà essere allargato a sette membri per accontentare Lega e Alleanza Nazionale: i due partiti vorrebbero proporre il sottosegretario alle Infrastrutture con delega all'Expo Roberto Castelli e Romano La Russa.

Ora ci sono sei anni e mezzo per decidere bene chi fa cosa, ma soprattutto per iniziare i lavori (che già hanno i loro tempi e i loro problemi). La Moratti è consapevole che il tempo è poco e bisogna muoversi in fretta.

Innanzitutto sono previste 500 assunzioni per la Soge che dovrà gestirà ben 4,1 miliardi di euro da destinare alla realizzazione dell'Expo. La Soge vera a propria dovrà essere creata al massimo nel giro di un mese, in modo da entrare in funzione a gennaio. La società avrà due divisioni, una per la gestione dell'evento (900 milioni) e una per le infrastrutture (3,2 miliardi).

Ci saranno poi molti consulenti esterni per le varie strutture. Si deve indire la gara per disegnare l'area Expo vera e propria, che sorgerà in zona Rho-Pero, e anche gli appalti per padiglioni, strade, metropolitane e parcheggi.

Ma per fare questo servono i soldi. Molti soldi

E' una delle preoccupazioni principali: molto si è temuto e molto si teme ora che le borse e le banche stanno attraversando problemi economici. Tremonti ha promesso 30 milioni per il 2009, 104 tra 2010 e 2011 e oltre un miliardo nel 2012.

Ci vorrà lo stesso tempo che è passato per la firma del decreto?

Di sicuro non si può chiedere ai Comuni di anticipare i soldi.

Altra preoccupazione: le infiltrazioni mafiose negli appalti e il pericolo corruzione. Da tempo viene chiesta a gran voce una commissione antimafia, e Letizia Moratti nicchia

"Abbiamo già preso contatto con le maggiori autorità e istituzioni del Paese su questo, per uno stretto raccordo nel momento in cui partiremo con la società"


Da www.imgpress.it:

http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=37319&idsezione=1

ATTUALITÀ

LETIZIA MORATTI GARANTISCA UNA GESTIONE TRASPARENTE PER L'EXPO 2015

(27/10/2008) - Adesso che il decreto per l'Expo 2015, che si terrà a Milano, è stato firmato dal Presidente del Consiglio Berlusconi, si tratta di dar vita alla So.ge (la società che dovrà gestire tutti gli eventi e i progetti dell'importante manifestazione internazionale). Il Sindaco Letizia Moratti si è messa subito al lavoro perché vuole che essa decolli tra un mese, che abbia un proprio Statuto e un Atto costitutivo come prevede la legge. Una volta insediata la società essa dovrà gestire subito sia i 4 miliardi e 100 milioni di euro previsti per la costruzione dei padiglioni (di cui 1,486 promessi dallo Stato) sia i 10,4 miliardi per le infrastrutture di cui si occuperà invece la Regione Lombardia. In particolare, oltre ai 133 milioni di euro già stanziati nella manovra per il prossimo triennio, a Milano dovrebbero arrivare 223 milioni nel 2012, 564 nel 2013, 445 nel 2014 e 120 nel 2015, sempre che le prossime finanziarie approvino la spesa. La So.ge, a regime, dovrà avere 500 dipendenti, più un numero non precisato di consulenti. Il secondo obiettivo della So.ge è quello di bandire le gare internazionali per gli architetti che disegneranno l´area di Rho-Pero. Il terzo è quello di partire con gli appalti per padiglioni, strade, metropolitane e parcheggi. Insediata la società di gestione dell'Expo 2015, bisognerà farla partire bene. E qui, altro passaggio strettissimo, sarà la definizione dell´organigramma: la Soge avrà molte "unità di staff" con altrettanti responsabili ma solo due divisioni, una per la gestione dell´evento (budget previsto circa 900 milioni) e una per le infrastrutture (3,2 miliardi). Alleanza nazionale ha già prenotato per un tecnico d´area la seconda, (Benedini o Spadacini ndr) anche se non è detto che la spunti. La divisione infrastrutture sarà comunque il vero cuore della partita, visto che dovrà gestire tutti gli appalti pubblici per Rho-Pero e per le cosiddette opere connesse, dagli svincoli autostradali ai parcheggi e agli alberghi in città, al progetto per la "Via d´acqua" dalla Darsena alla nuova Fiera, alla nuova linea 6 del metrò. Come? Per vedere i primi cantieri bisognerà aspettare la fine del 2010. Ma nel frattempo bisogna predisporre tutti i bandi internazionali e i progetti definitivi, e soprattutto scegliere quali proposte sono davvero strategiche nei dintorni di Rho-Pero ma anche in mezza Milano. Non mancheranno i privati che si faranno avanti per presentare idee. Secondo Giuseppina Piano di Repubblica, il Sindaco Letizia Moratti tiene molte carte ancora riservate, come l´idea di creare un "advisory board" fisso di testimonial dell´Expo, personalità che possano assistere Milano fino al 2015. Nel gruppo vuole arruolare anche Al Gore, già sponsor durante la candidatura a Parigi, ma anche gli ex ministri D´Alema e Bonino con cui ha ottenuto l´assegnazione. In stile molto bipartisan. Intanto ci sono le prime reazioni politiche dell'opposizione. Il capogruppo di Palazzo Marino del Pd, Pierfrancesco Majorino, ammonisce: «Si è perso gravemente tempo. Ora lo si recuperi lavorando uniti. Mi aspetto un compenso ridotto per l´amministratore delegato come segnale di sobrietà, ( il riferimento è a Paolo Glisenti, attuale spin doctor della Sindachessa, che, come ad, pare, gli volessero dare una cifra spropositata: ben 8 milioni di euro ndr) ma anche una vigilanza sul pericolo di infiltrazioni mafiose, un tema che il centrodestra sta ignorando». Il deputato del pd Emanuele Fiano sottolinea: «È stata sconfitta la linea del sindaco Moratti che puntava a un amministratore unico. Finalmente una buona notizia per Milano e per il Paese dopo che nelle ultime ore il governo aveva mostrato un grave disinteresse per le vicende che riguardano il futuro degli aeroporti milanesi e lombardi, come ha dimostrato il voto in aula sull´ordine del giorno presentato dal Pd». Più soldi per Expo, invece, sono quelli che chiede Vinicio Peluffo (Pd): «Bisogna utilizzare la discussione sulla Finanziaria per prevedere più risorse: ho depositato un emendamento con i colleghi Fiano e Misiani, che raddoppia gli stanziamenti per Expo nel 2009, 2010 e 2011».Il consigliere comunale della lista Uniti con Dario Fo, Basilio Rizzo, chiede che i membri di competenza comunale della nuova società Soge «passino al vaglio del comitato dei saggi prima della scelta definitiva di competenza del sindaco». Mentre il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati (PD), dichiara: «Sulla carta è un assetto che garantisce maggiore collegialità nelle scelte. Ora siamo rientrati nella normalità e si è conclusa una vicenda di incertezza». Ora, però, viene il bello, perché ciascun partito, ente o istituzione vogliono un loro uomo nella governante della So.ge. Circolano con insistenza il nome della presidente di Assolombarda Diana Bracco, di Paolo Glisenti che ha prenotato la poltrona di ad (Comune), per la Regione dovrebbe andarci Paolo Alli, poi un tecnico di area leghista (si parla dell'ex presidente della Provincia di Como ndr) e un consigliere scelto tra il PD, AN, Camera di Commercio e ministero dell'Economia. Ma per evitare contrasti insanabili tra i partiti e per far posto a tutti è stata costituito il CO.E.M. (Comitato expo Milano) una specie di stanza di compensazione in cui saranno rappresentati tutti. Nessuno escluso. Istituzioni, i tecnici d'aerea, camera di commercio, la Fiera, e l'Unione della Provincie lombarde. E anche quelli esclusi dalla governance. La più soddisfatta sembra essere lei, il sindaco-commissario,Letizia Moratti, che traccia la strada verso il 2015: «Sembra lontano, ma non c´è troppo tempo per organizzare un evento di successo. Prima vediamo il decreto, ma penso che entro un mese si possa costituire la società. Questo era un passo importantissimo. Sarà Palazzo Chigi a dirci quali saranno i passi successivi». Anche il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli guarda avanti: «Siamo finalmente su binari concreti e lo spirito di squadra è stato ritrovato». Adesso, esorta l'ex deputato dc Carlo Sangalli, «è necessario accelerare perché abbiamo tempi stretti. Il mondo delle imprese, nonostante il difficile momento economico, si sta preparando a cogliere questa opportunità». Con un investimento che la stessa Camera ha calcolato in 4,1 miliardi di euro, legati soprattutto alla realizzazione, come fornitori, di opere e infrastrutture e a 98 mila nuove assunzioni. Soddisfatto il coordinatore regionale di Forza Italia l'europarlamentare Guido Podestà: «La governance della società rappresenta tutte le istituzioni che si sono impegnate per portare in Italia l´Esposizione universale». Il vicesindaco onorevole Riccardo De Corato (AN) ricorda che «ora dobbiamo garantire la massima trasparenza nelle scelte e nei lavori che verranno eseguiti. Sappiamo che ci sono forti pressioni (criminali ndr) perché l´Expo è un avvenimento mondiale, che catalizza interessi di ogni tipo». Infatti il business è di 50 miliardi di euro. E i costruttori, i consulenti e i partiti premono alla porta di Paolo Glisenti, ma la magistratura che ha già aperto un'inchiesta penale sulle 91 nomine comunali congiuntamente con la corte dei Conti vigilerà e sono allertate DIA e DDA. Le 200 cosche criminali della Provincia di Milano, come abbiamo già scritto, intendono, avere la loro fetta di torta. E non intendono mollare il bottino ad altri. Confidiamo che la signora Moratti si adoperi per attivare in Consiglio comunale una Commissione Antimafia richiesta da tutte le opposizioni e bocciata dalla maggioranza, e che nel reclutamento dei consulenti e dei costruttori tenga conto soprattutto delle capacità e dei meriti. Milano è ormai sotto gli occhi di tutta la comunità internazionale e un altro scandalo getterebbe un'ombra pesante sulla città che la ferirebbe nuovamente come ai tempi di Tangentopoli. Ecco perché il Sindaco in questo evento dovrebbe essere super partes, lavorare esclusivamente per la città e per i cittadini. La cosa pubblica deve essere gestita con trasparenza e nell'interesse del bene comune. Per parte nostra da qui al 2015 vigileremo perché tutto accada e si svolga in maniera pulita e senza interessi particolari di questo o quel partito, di questo o quel costruttore, di questo o quel consulente. Milano dopo la vergogna di Tangentopoli deve riscattarsi, ma all'insegna dell'onestà. I milanesi onesti non rimangano indifferenti a questo fiume di denaro che certamente avrà le sue ricadute positive su Milano, ma stimola anche gli appetiti criminali. L'Arcivescovo di Milano, dal canto suo, faccia capire a questi signori che ci sono cittadini milanesi e non, che non hanno nulla e diventano sempre più poveri, e cittadini che sono ricchi e rischiano di diventare sempre più ricchi. Allora tutti auspichiamo che l'Expo sia un'occasione non solo immobiliare, ma sociale, senza vergognose lottizzazioni e spartizioni di potere

Alberto Giannino
alberto.giannino@gmail.com


Da ilgiorno.ilsole24ore.com:

http://ilgiorno.ilsole24ore.com/milano/2008/10/27/128335-formigoni_convoca_tavolo_lombardia.shtml

EXPO A GONFIE VELE

Formigoni convoca il Tavolo Lombardia e accelera la pianificazione delle opere

La firma del decreto da parte di Berlusconi avvia l'iter e il presidente della Regione Lombardia conferma: "Marcia a pieno regime il lavoro, mai interrotto"

Milano, 27 ottobre 2008 - La prima riunione del Tavolo Lombardia, l’organo di pianificazione dell’Expo 2015 più importante considerata la realizzazione di infrastrutture prevista, avrà luogo il 30 ottobre al Pirellone. L’ha confermato ieri il presidente della Regione Lombardia, che presiederà il Tavolo. Roberto Formigoni, per altro, ha già inviato le convocazioni ufficiali per le 15. Il Tavolo, oltre alla Regione Lombardia, riunisce presidenza del Consiglio, ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, Provincia e Comune di Milano, Comuni di Rho e Pero, Unioncamere, Camera di commercio di Milano, Anci Lombardia e Upl Lombardia (cioè le Associazioni dei Comuni e delle Province).

"Marcia a pieno regime il lavoro, mai interrotto, per la preparazione e l’organizzazione del grande evento - ha dichiarato il 'governatore' -. Dopo la firma da parte di Silvio Berlusconi del dpcm, l’azione si sta ora dispiegando con la massima efficacia, in termini di regia e di propulsione, per tutta la vasta gamma di interventi, non solo infrastrutturali, regionali e interregionali (come recita il dpcm stesso, ndr.) connessi alla riuscita dell’Expo".

Formigoni potrà di volta in volta allargare la partecipazione al Tavolo a tutti i soggetti, istituzionali o meno, via via interessati ai vari interventi, compresi soggetti "nazionali e internazionali". La seduta del 30 ottobre, oltre alla messa a punto delle modalità precise di funzionamento del Tavolo, prevede il via all’attuazione dell’Accordo quadro di sviluppo territoriale, già validato dall’ultima Giunta regionale, come strumento per il coinvolgimento di tutto il territorio regionale nelle iniziative e nelle opportunità connesse all’Expo 2015. Il sostanziale semaforo verde alla pianificazione delle opere e la data di oggi, concomitante con il ventiseiesimo anniversario della morte di Enciro Mattei hanno offerto al capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Paolo Valentini il destro di avanzare una proposta destinata sicuramente a sollevare un polverone.

"Un grande imprenditore come Mattei merita di essere ricordato con un Museo dell’energia - ha argomentato, infatti, Paolo Valentini -. Il 27 ottobre 1962, scomparse a Bascapè l’uomo che seppe creare le premesse per la nascita dell’Eni, oggi la prima azienda per fatturato in Italia. Per ricordare l’avventura e il lascito di questo illuminato industriale occorrerebbe dare vita a un grande luogo della cultura nel quartier generale dell’Eni, a San Donato Milanese. Sarebbe bello, infatti, che tutto ciò fosse fatto anche in vista dell’Expo 2015, dedicato proprio al tema dell’energia. È questa proposta che si potrebbe suggerire al Tavolo Lombardia, che inizierà i lavori il 30 ottobre".


Da www.imgpress.it:

http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=37338&idsezione=1


ATTUALITÀ

EXPO 2015: CONTRASTI FORTISSIMI PER UN POSTO D'ORO NELLA GOVERNANCE SO.GE

(27/10/2008) - L'Expo 2015 è un evento internazionale che avrà delle ricadute positive. Basti pensare solo agli 80 mila nuovi posti di lavoro, alle nuove infrastrutture (metropolitane, autostrade, tangenziali, ferrovie, ecc.). E ancora: in zona Garibaldi-Repubblica sorgerà un nuovo quartiere: "La città della moda". Sul polo di Fieramilanocity, ceduto dalla Fiera di Milano sorgerà il progetto CityLife. Nell'area dismessa dell' Alfa Romeo ci saranno: negozi, servizi, case ed un parco. L'area sarà connessa alle Ferrovie Nord. Inoltre, al Portello sorgerà il "Jewellery Center", il centro dei gioielli. A Porta Vittoria, nell'area dismessa delle Ferrovie dello Stato, sorgerà la "Biblioteca Europea di Informazione e Cultura". A Rogoredo-Santa Giulia verrà costruita una nuova area residenziale di 1,2 km², di cui 34 ettari adibiti a parco. Verrà chiamata Cittadella della giustizia. In Bicocca nascerà, sui luoghi dell'ex Manifattura Tabacchi, la "Città del cinema" legata all'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Sarà la Cinecittà milanese. In Bovisa nascerà un nuovo polo tecnologico legato al Politecnico di Milano. In zona Porta Romana sorgeranno un grande complesso alberghiero e un nuovo centro direzionale, confinanti con il Museo di Arte Moderna promosso dalla Fondazione Prada. Nella zona di Rho-Pero potrebbe essere costruito uno stadio da 60.000 posti all' inglese per il Calcio, di propietà dell' Inter. Saremmo sciocchi a negare queste realtà che sono fuori discussione. Ma poiché sull'Expo c'è il rischio concreto delle mafie occorre la massima vigilanza. Il fatturato del mondo imprenditoriale è di ben 50 miliardi di euro per la manifestazione dell'Expo 2015. Una cifra che parla da sola. Ora ci sono gli appetiti sui posti nella governance della So.ge che porteranno ad allagare i posti da 5 a 7 per accontentare AN e Lega Nord. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa reggente di AN vuole imporre Romano La Russa (fino ad ieiri diceva che per lui qualsiasi nome andava bene.) ora, evidentemente ha cambiato idea, forse perché tra i costruttori c'è anche Salvatore Ligresti con cui Ignazio ha un'amicizia di antica data (sono nati entrambi a Paternò (CT) e suo figlio Geronimo si trova addirittura a 25 anni nel CdA della Premafin SpA di don Salvatore Ligresti. (Qui vorrei domandare pacatamente al ministro della Difesa che, tra l'altro, stimo come politico: non ci sono conflitti di interessi?) Senza contare che l'avvocato Vincenzo La Russa, altro fratello di Ignazio, ex parlamentare DC, ex UDC, attualmente in Forza Italia, e Professore associato all'Università di Messina come docente di storia delle dottrine politiche, ( ma come ha fatto ad essere reclutato in questo prestigioso Ateneo visto che abita a 1200 Km?) si trova seduto nei CdA di Fondiaria-Sai e dell'Immobiliare Lombarda SpA e nella finanziaria della sua famiglia. E' troppo chiedere ad Ignazio, che è un uomo intelligente di rinunciare a mettere suo fratello Romano nella governance della So.ge? E la Moratti cosa ha da dire in proposito? E i 60 consiglieri comunali di Palazzo Marino non vedono nessuna incompatibilità? Passiamo alla Lega Nord che vuole mettere nella Soge l'ex ministro Castelli, ingegnere, ed ex ministro della giustizia. Possibile che fra tutti i tecnici d'area An e Lega Nord non avevano altri nomi da proporre?. E poi una preghiera (anche se io prego solo in Chiesa) al Sindaco Moratti: 8 milioni di euro per Paolo Glisenti di stipendio come amministratore delegato sono troppi, sono uno schiaffo alla città e al Paese che ha precari, disoccupati, anziani con pensioni da fame, giovani senza prospettive future e sono uno schiaffo alla povertà che sta aumentando secondo l'ottavo rapporto della Caritas italiana. Infine ci sono i ciellini nella Soge rappresentato da Sciumè (vice di A2A SpA) che hanno già presidenza della regione con Formigoni e assessorato all'urbanistica al comune di Milano nella Giunta Moratti. Troppo potere per una forza che a Milano controlla 30 mila voti si e no. Essi sono cattolici. Pensino di più all'anima che al cemento. Don Giussani sarebbe felice dal Paradiso. Riproponiamo con forza, da ultimo, vista la presenza di 200 cosche tra Milano e provincia in provincia (4 milioni di abitanti circa ) la Commissione comunale Antimafia. Un nome di una persona irreprensibile c'è a Milano: si tratta del prof. Basilio Rizzo, ex consigliere comunale dei Verdi ed ora con Dario Fo. E' una persona per bene su cui nessuno - e dico nessuno- può dire nulla. La sua storia in questi 20 anni a Palazzo Marino parla da sola. Concludo. Ora a Roma, a Palazzo Marino, nei partiti sono tutti in fibrillazione. Tutti vogliono un posto nella governance. Ma la signora Moratti non aveva detto che era un'operazione sociale? E perché allora c'è l'assalto alla diligenza? Gli intellettuali, le persone oneste, i giornali, i parlamentari, i giovani, la Chiesa di Milano, vigilino.

Alberto Giannino
alberto.giannino@gmail.com

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 23 Ott 2008 - 14:30
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