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.: Discussione: Milano Expo 2015 e la definizione della sua governance: fine dell'attesa !

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 24 Ott 2008 - 10:38
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Da Milano 2.0:

Sollievo per l'arrivo del decreto Expo, ma non ci sono nomine ufficiali. Continuano le indiscrezioni sui membri della Soge
Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 09:59 in Milano cronaca

Ce l'abbiamo fatta finalmente: dopo la "sgridata" del Bie che aveva dato come ultimatum il 2 dicembre per ottenere il decreto per partire con i progetti Expo. Silvio Berlusconi lo ha firmato nella serata di mercoledì e già ieri mattina la notizia cominciava a circolare tramite Roberto Formigoni.

Non si sa se sia stato Jean Pierre Lafon a smuovere le acque, oppure si tratti di una fortuita coincidenza, ma per ora il primo step è stato fatto. Certo è che dopo sette mesi di attesa il decreto si può dire che arrivi quasi a sorpresa, quando nessuno ci credeva più.

Primo fra tutti sembrava sorpreso Filippo Penati, che pensava che il tempo utile per la firma fosse già scaduto prima delle dichiarazioni di Lafon.

"Finalmente la vicenda si è conclusa, ragioneremo poi sullo scenario che si sta delineando. Considero positivo che da un amministratore unico si sia arrivati ad un assetto che, sulla carta, garantisce maggiore collegialità nelle scelte legate a Expo 2015. Ora siamo rientrati nella normalità e si è conclusa una vicenda di incertezza"

Certo che definirla "incertezza" è un po' riduttivo. Mesi e mesi di litigi, ripicche, visite ad Arcore, voci grosse: tutto per ottenere il maggior potere possibile su un evento che porterà sia alla città di Milano che all'Italia, oltre al lustro per ospitare un' Esposizione Universale, anche molti introiti economici. 

Centro della discussione il ruolo del braccio destro della Moratti, Paolo Glisenti, che lei voleva a tutti costi amministratore unico. Ma Formigoni e Penati volevano una cda. Litigi su litigi arriva Berlusconi che prende in mano la situazione e comincia a inserire i suoi ministri, tanto che la Moratti si infuria perchè l'Expo sembrava diventare "di Roma". Fanno pace, ma a bloccare tutto è prima la vicenda Alitalia, poi la crisi delle banche e in ultimo i continui stop del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che non sembrava troppo interessato alla vicenda, ma soprattutto aveva un pessimo rapporto con la Moratti.

Il decreto arriva sì quindi, però non risolve i dubbi sulla governance. Di sicuro si è cercata una mediazione tra le due posizioni principali. La gestione della società sarà affidata alla Soge formata da un cda con cinque membri. Ci sarà anche una nuova struttura, il Coem (un comitato di coordinamento presieduto dal commissario straordinario Letizia Moratti). Invece il Tavolo Lombardia si occuperà delle infrastrutture.

Nella Soge il ministero del Tesoro (visto che "mette i soldi") ha la maggioranza relativa. Le quote saranno definite più avanti e non sono state inserite nel decreto. Continua il toto-nomine.

La novità è che nella Soge entrano Comune di Milano, Regione Lombardia, Camera di Commercio e Provincia di Milano. Il cda della Soge quindi, come già detto, avrà cinque membri: uno a testa per Regione, Comune di Milano e Provincia e due saranno nominati dall'assemblea dei soci. Proprio la Provincia aveva sempre avuto paura di essere esclusa.

Paolo Glisenti dovrebbe ricoprire il ruolo di ad e come presidente circola con insistenza il nome di Diana Bracco.

Ma intanto la Moratti per ora, in attesa delle prevedibili lotte per le nomine, può tirare un sospiro di sollievo. Si dice "certa che avranno tenuto conto di tutte le osservazioni che in questi mesi sono state fatte sia dalle istituzioni locali che dal Ministero del Tesoro. Il risultato può sembrare sofferto, ma forse è migliore rispetto alla partenza". E ci tiene a ribadire che bisogna fare in fretta, perché il 2015 è dietro l'angolo.


Da ViviMilano:

Alla Regione si fanno i nomi di Alberto Sciumè e Paolo Alli

Expo, Milano parte: società da 14 miliardi

Berlusconi firma il decreto dopo oltre duecento giorni di polemiche Glisenti probabile ad. Lite sulle quote tra Provincia e Comune

Il sindaco: «Sono felice»Scheda
Il compromesso piace a Tremonti

MILANO Ci sono voluti duecentocinque giorni, una marea di polemiche, un decreto stracciato alle spalle, un richiamo ufficiale da parte del Bureau International des Exposition, ma alla fine l'Expo 2015 parte. L'altra sera il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, prima di partire per la Cina, ha apposto la sua firma in calce al decreto che disegna la governance di Expo. «Sono felice per la fine della lunga attesa»» è stato il commento a caldo del sindaco di Milano, Letizia Moratti. Meno di sette anni per arrivare pronti al mega-appuntamento del 2015. Investimenti per 14 e rotti miliardi di euro. Un volano economico di 40 miliardi, 29 milioni di visitatori. È chiaro che di fronte a uno scenario del genere la lotta sulla governance della società che gestirà l'evento è stata feroce.

Alla fine, il decreto preparato da Roberto Calderoli, approvato da Giulio Tremonti, limato da Gianni Letta e firmato da Silvio Berlusconi, ha accontentato tutti. Non ci sarà un amministratore unico come voleva all'inizio la Moratti ma un cda a 5. Tre posti, rispettivamente per il Comune, la Regione Lombardia e la Provincia di Milano, gli altri due destinati al ministero dell'Economia. Che determinerà le quote societarie. Al Tesoro la maggioranza relativa con il 40-50 per cento. Segue il Comune con il 20. Regione, Provincia e Camera di commercio con il 10. Anche se ieri c'è stato l'ennesimo battibecco tra Provincia e Comune sulla ripartizione dei fondi.

La Moratti sarà commissario. Roberto Formigoni presiederà il tavolo per le infrastrutture. Sparisce il Comitato di indirizzo e di programmazione stracolmo di ministri e nasce la Commissione di coordinamento, sempre ampia ma più flessibile. Il puzzle dei nomi è stato particolarmente complicato, con una guerra preventiva da parte di Roma nei confronti del braccio destro della Moratti, Paolo Glisenti. Adesso si parla di una rosa. Il totonomine dà Glisenti ad. Per il Tesoro circolano due nomi: Diana Bracco, numero uno di Assolombarda alla presidenza e Angelo Provasoli, rettore uscente della Bocconi. La rosa si complica e si allarga se si deve trovare un posto anche alla Lega e ad An: Leonardo Carioni, Benito Benedini e Marco Spadacini.

Per la Regione un binomio: o Alberto Sciumè vicepresidente del Consiglio di sorveglianza di A2A, o Paolo Alli, direttore del Pirellone. Per la Provincia ancora nessun nome. Ma per un giorno le polemiche sono messe da parte. «Finalmente si parte! — attacca il ministro Calderoli —. La firma significa un altro passo concreto verso la realizzazione di questo evento». «Sono soddisfatto — attacca il governatore Formigoni —. Noi, d'altra parte, in Lombardia da tempo stiamo lavorando con grande concretezza e piena sintonia. Ora il decreto ci permetterà di far funzionare la macchina operativa a pieno regime ». Anche Filippo Penati, presidente democratico della Provincia di Milano, in passato molto duro, è più conciliante: «Finalmente la vicenda si è conclusa. Ora siamo rientrati nella normalità e si è conclusa una vicenda di incertezza».

Maurizio Giannattasio

24 ottobre 2008


Da www.agi.it:

http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200810241116-eco-rt11054-art.html

EXPO 2015: MORATTI, "OPERATIVI IN UN MESE"

(AGI) - Roma, 24 ott. - Letizia Moratti, intervistata dal "Corriere della Sera", commenta l' avvio ufficiale dell'Expo 2015, dopo che il presidente del Consiglio ha apposto la sua firma in calce al decreto che disegna la governance della manifestazione. "Sono soddisfatta - esordisce il sindaco di Milano - perche' finalmente si e' chiuso un periodo non facile" e, commentando l'approvazione del decreto, la Moratti spiega che e' stato necessario per andare incontro "a delle perplessita' sollevate dal ministro Giulio Tremonti. Ora - prosegue - mi mettero' subito al lavoro sullo statuto e sull' atto costitutivo della societa', che credo sara' operativa tra un mese". Sul nome dell'amministratore delegato, il primo cittadino e' evasivo: "Facciamo un passo alla volta", risponde, riprendendo invece le fila del discorso Expo: "Visto che il 2015 sembra lontano, ma in realta' non lo e'", senza contare che va considerato "uno strumento di politica internazionale".
(AGI)
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 23 Ott 2008 - 14:30
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