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.: Discussione: Presentato il Piano di Azzonamento Acustico del Comune di Milano

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Bruno Alessandro Bertini

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Inserito da Bruno Alessandro Bertini il 14 Ott 2009 - 17:12
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Ok, visto che oggi ho un po' di tempo da buttare mi leggo un po' di questo documento.
Dal capitolo introduttivo non mi è chiaro perchè siano state tralasciate le differenze tra ore notturne e ore diurne. Mi sembrerebbe di buon senso pensare che la notte alcuni quartieri industriali siano fin troppo silenziosi e abbandonati, mentre alcune zone residenziali magari ricche di locali, piazze e altri luoghi di ritrovo la sera possano andare incontro a problemi di eccessivo rumore, mentre di giorno rientrano nella normalità cittadina.
Solo per fare un esempio pratico, in via Salò esiste un panificio che d'estate lavora a finestre spalancate durante le ore notturne mentre di giorno è chiuso e non fa alcun rumore. Come sarà classificata questa via su cui affacciano palazzi residenziali? Rumorosa? Silenziosa?
Proseguendo nella lettura mi imbatto poi in un altro passaggio poco chiaro:
" I. Aree particolarmente protette: aree per le quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali, rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc."
Orbene, io ho abitato per molti anni in Via Mincio di fronte alle scuole medie e all'asilo e non mi pare che siano luoghi che soffrono per il rumore quanto piuttosto luoghi che generano rumore. In particolare alle spalle di casa mia esiste un oratorio con campo giochi (calcio e pallavolo) e anche qui quando usano il megafono a tutta potenza nei mesi estivi o si insultano durante le partite non sembra di trovarsi vicino a zone che hanno bisogno di silenzio. Comunque tenendo presente che la mia zona è residenziale, con due scuole medie e una elementare poco distante, una biblioteca e un teatro a poche decine di metri (via Oglio), due asili, un polo funzionale per anziani con parco giochi per bambini, una piscina, una chiesa con annesso oratorio... mi aspetto di trovarmi in fascia 1 o forse 2, giusto?
A pagina 13 vedo delle tabelle che indicano valori diurni e notturni, questo dovrebbe portare ad un azzonamento diurno differente da quello notturno (una strada che è sopportabile di giorno potrebbe andare fuori dai parametri notturni, o una fabbrica rumorosa potrebbe non influire sull'azzonamento notturno di un quartiere).
Guardando queste tabelle mi viene anche in mente che se sono fatte anche per i cittadini sprovvisti di strumenti di misura che non siano le proprie orecchie forse avrebbe senso equiparare i livelli espressi in decibel con degli esempi molto pratici in modo da potersi creare un'idea del livello di rumorosità consentito nella propria zona.
Dopo l'elenco di un certo numero di normative si arriva a pag 20 dove c'è un elenco di punti interessanti. (p.s.: essendo un documento comunale io avrei messo prima queste e poi le normative di riferimento.) Al punto A si spiega il motivo per cui il comune si è prodigato per produrre questo documento. Purtroppo come sempre accade in ambito burocratico non è previsto che vi siano aree non omogenee, per cui in qualche modo tutte le aree saranno considerate omogenee (col risultato che due palazzi su due lati di una stessa strada potranno trovarsi in due zone differenti). Forse era meglio spronare il comune a trovare quelle zone in cui il rumore è sotto controllo, lasciando le altre zone in un limbo non classificabile. L'obbiettivo a quel punto sarebbe stato espandere le zone in regola a tutte quelle realtà cittadine che ne necessitano.
Comunque la burocrazia ha la capacità di poter realizzare qualunque cosa (sulla carta) e quindi le zone sono state fatte.
Approfitto per parlare anche del punto I, in cui si invita il comune a ridurre l'impatto dei mezzi pubblici.
Questa estate, quando era d'obbligo tenere le finestre aperte e il traffico dava una tregua dovuta alle partenze di molti per le vacanze, succedeva che la notte un pulmino ATM dei radio-bus facesse capolinea sotto i palazzi residenziali di via Mincio proprio nelle ore in cui si vorrebbe riposare. Ovviamente l'autista per combattere il caldo (che non c'era) teneva acceso il motore per alimentare l'aria condizionata (inutilmente, ma lui era chiuso dentro il mezzo e non poteva capire che fuori ormai la temperatura era rinfrescata). Un motore a gasolio, con scarico verso l'alto, acceso a bassi regimi, crea un rumore scoppiettante che rimbalza ovunque, entra in risonanza coi vetri delle finestre e altre superfici elastiche e soprattutto, dato che in agosto nessuno chiama mai i radiobus, persiste per tutta la notte (e ci aggiungo pure che inquina l'aria per nulla).
Io sono anche sceso una volta a chiedere all'autista di fermare il motore, ma la risposta è stata che il sistema di ricezione delle chiamate ha bisogno di essere alimentato dal motore. Poi per farmi un favore l'autista si è spostato una decina di metri più in là sotto le finestre di qualcun'altro. Spero che si sia trattato di un caso isolato, altrimenti sarebbe bene prendere provvedimenti.
Chiusa questa parentesi a pag 28 noto una cosa singolare: c'è una tavella che stabilisce in quali tipologie di zone acustiche possono finire i territori a seconda della loro destinazione, ebbene ci solo zone che non possono essere meno rumorose del previsto (ad esempio le zone residenziali con significativa presenza di terziario amministrativo non possono entrare nella categoria III anche se magari all'atto pratico sono silenziosissime, mentre di contro non esiste nessuna zona teoricamente "silenziosa" che non possa essere classificata in categoria III).
Quando poi si passa alla classificazione delle strade resto perplesso: non ho capito come siano state classificate strade come corso lodi, viale lucania, la sopraelevata di piazzale corvetto; a proposito, i punti più nevralgici e rumorosi per il traffico cittadino sono le piazze come corvetto o lodi in cui spesso si sentono risuonare i claxxon, ma a quanto pare non vi sono classificazioni per queste, e neppure si fa cenno al fatto che una strada asfaltata è meno rumorosa di una piastrellata como appunto corso lodi in alcuni tratti.
A pag 35 si ribadisce la priorità nel mettere in aree silenziose scuole e biblioteche.
A pag 47 c'è il cosiddetto uovo di colombo: non contenti di considerare come area minima omogenea il quartiere, si spiega che ove necessario il quartiere stesso può essere suddiviso in due parti e che tra queste si cercherà di non applicare differenze di più di una classe. Per fortuna che si trattava di individuare aree omogenee!
Inoltre pare chiaro l'obbiettivo di non assegnare aree al di sotto della classe 3 se non nei casi dovuti per legge, comunque la mia casa in zona di classe III potrebbe benissimo convivere nello stesso quartiere con un'industria di classe V regolarmente autorizzata (salvo poi menzionare che c'è anche la possibilità di concedere deroghe).
A pagina 52 un altro esempio di come questo esercizio burocratico sia inutile " Zona di confine con il Comune di Baranzate: è presente un’area di classe V, nel territorio del comune di Milano, a contatto con un’area di classe II ed una di classe III facenti parte del territorio del Comune di Baranzate. Non è stato possibile adeguare la classificazione del territorio milanese a quella di Baranzate in quanto l’area classificata in classe V è un’area industriale."

A questo punto smetto di leggere: si stanno creando aree omogenee sulla carta, con unità piccolissime (anche meno di un quartiere) permettendo che siano adiacenti due aree con zone differenti di ben due categorie (ad esempio III e V) e nessuna tipologia di area ha l'obbligo di essere in categoria inferiore alla III, usando dati raccimolati qua e là a casaccio, senza una reale classificazione delle fonti di rumore, senza distinguere tra giorno e notte e con la immancabile possibilità tutta italiana di ottenere deroghe con procedure che tutti possiamo immaginare... a che serve tutto questo? E' l'ennesima presa in giro?

P.S.
Ho giusto dato ora un'occhiata alla tavola della mia zona (L 9/10) e (non vorrei sbagliarmi, nel qual caso chiedo scusa) ma a dimostrazione di quanto questo lavoro sia accurato il dormitorio pubblico di viale ortless non c'è, o se c'è è stato spostato in via vallarsa, comunque sempre un ritaglio di classe 3 in una zona a classe 5.
In risposta al messaggio di Maurizio Baruffi inserito il 12 Ott 2009 - 08:46
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