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.: Discussione: Ordinanze: sicurezza e politiche sociali insieme

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 2 Mar 2010 - 22:27
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Per opportuna riflessione, il video di Don colmegna e l'articolo tratto dal n°8/anno II di ARCIPELAGOMILANO.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliera di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
Facebook: Antonella Fachin
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Video:

A CHE PUNTO È LA NOTTE DEI ROM. DON COLMEGNA



Articolo:

PRIMO MARZO 2010, OLTRE LO SCIOPERO I DIRITTI

2-3-2010 by Giorgio Uberti 

Il primo Marzo 2010 è una data destinata a entrare nella storia. Arriva dalla Francia, si alza come il vento improvviso, supera le Alpi e coinvolge il Bel Paese. E’ la voglia di italiani e stranieri di manifestare contro il clima di razzismo dilagante che emerge in ogni luogo della nostra vita quotidiana. Stranieri all’omofobia, stranieri all’odio razziale, stranieri alla xenofobia ma soprattutto stranieri alla violenza. Da questa prospettiva dovremmo essere tutti stranieri. Questo è il senso non di una manifestazione di parte, ma di un’iniziativa della società civile contro le discriminazioni e a favore dell’integrazione a cui hanno aderito moltissimi soggetti trasversali del mondo dell’associazionismo e anche del mondo politico. Promossa in Italia, da un gruppo di donne straordinarie, in barba al problema delle quote rosa, l’evento si è collegato e ispirato al movimento francese, “La journée sans immigrés: 24h sans nous” da cui ha preso il colore simbolo, il giallo. Scelto perché considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento particolare.

Questo evento è stato già accostato, in modo errato, da parte di alcuni media, agli episodi di violenza di Rosarno o, nella nostra città, agli episodi di Via Padova ma il primo Marzo arriva molto prima di tutto questo. In Francia la giornalista marocchina Nadia Lamarkbi lancia l’idea di uno sciopero nazionale degli immigrati il 27 Novembre 2009. In Italia l’agenzia stampa ufficiale, Redattore Sociale è stata la prima a diffondere la notizia, annunciata dal blog di Stefania Ragusa, già il 10 Dicembre 2009 e non è la prima volta che viene organizzato un evento di questo tipo. Il primo Maggio 2006 negli Stati Uniti, milioni di persone si fermarono per protestare contro il reato di clandestinità e le politiche di esclusione; il 16 maggio 2002 a Vicenza, ci fu uno sciopero degli immigrati contro la legge Bossi-Fini e il 20 settembre 1989 a Villa Litterno, gli immigrati incrociarono le braccia per la prima volta contro il caporalato e la camorra, dopo l’assassinio razzista di Jerry Essan Maslo.

Lo sciopero degli immigrati, vuole mettere in guardia, dando una scossa al sistema politico, giuridico, economico e sociale sull’importanza che i cittadini stranieri hanno all’interno del tessuto civile. E’ solo il primo passo di un percorso più lungo che, si spera, possa approdare alla creazione di un gruppo di pressione sufficientemente forte da influenzare la creazione di nuove politiche per la gestione della condizione degli immigrati e del fenomeno migratorio nel nostro paese. Riunione dopo riunione si è consolidato tanto da far pensare agli organizzatori di non far spegnere questa fiamma sperando di alimentarla e accendere il fuoco dei diritti nel nostro Paese. Questo movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. La domanda è chiara: “Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo d’immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno e a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?”.

Quando si parla di razzismo e di discriminazione si toccano i diritti e negare i diritti significa, di fatto, negare la libertà e il benessere individuale. Nel lungo periodo oltre al danno economico, culturale e intellettuale questo accresce il problema, fin troppo strumentalizzato, della sicurezza. Sono premesse queste, che hanno consentito al Primo Marzo di raccogliere adesioni in modo trasversale e da ogni tipo di aggregazione. Tra le principali possiamo citare l’ARCI Milano, Emergency, il iziativa).ufficiale zione) Partito di Riforndazione Comunista, sale e da ogni tipo di aggregazione.esta fiamma sperando che acPartito Democratico, i Giovani Democratici Lombardia, LegaAmbiente, il Movimento Umanista, il Movimento a cinque stelle Lombardia, il Partito dei Comunisti Italiani, il Partito Socialista Italiano, il Sindacato dei Lavoratori Intercategoriale, Sinistra Critica, Sinistra Ecologia e Libertà, il Partito di Rifondazione Comunista (dipartimento immigrazione) e Peacereporter (partner ufficiale dell’iniziativa). Come Prometeo che rubava il fuoco agli dei per donarlo all’uomo ora tocca al Movimento Primo Marzo accendere le speranze per il riconoscimento dei diritti a tutti i cittadini stranieri presenti nel nostro Paese e in Europa. Il viaggio è appena cominciato.

Giorgio Uberti

In risposta al messaggio di Antonella Fachin inserito il 1 Mar 2010 - 11:05
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