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.: Discussione: Salvare e riqualificare l'Universita' e la Ricerca

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Lucio Chiappetti

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Inserito da Lucio Chiappetti il 1 Mar 2010 - 15:19
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Signor Marzocchi,

                                       nonostante effettivamente lei non possa "definirsi un grande esperto" e  "faccia confusione tra assistenti e ricercatori" (credo che il ruolo di assistente sia stato abolito almeno trenta anni fa) la sua buona volonta' di sapere mi fa "tenerezza" (spero non si offenda) per cui le do' qualche informazione.

Per lauree scientifiche intendo quelle che preparano essenzialmente a fare ricerca pura (quella che si chiama "curiosity driven"). Il giro che io conosco e' quello dell'astrofisica e piu' in generale della fisica. Le tengo distinte da cose come medicina o ingegneria, che invece formano di fatto (o in maggioranza) dei liberi professionisti. Per queste ultime il numero chiuso ha un suo senso, dato che dovrebbe essere legato alla quantita' di potenziali posti di lavoro offerti o dal mercato o dalla programmazione (non entro nel merito di cosa si possa considerare meglio).

In ogni caso non mi sembra (purtroppo) di vedere orde di giovani che scalpitano per passione o curiosita' per entrare nelle facolta' scientifiche ne' del primo tipo, ne' del secondo (che forse attirano qualcuno in piu' che crede di  far soldi), semmai in certi corsi un po' di aria fritta (moda, marketing e comunicazione ...).

In quanto al rapporto tra insegnamento e ricerca, il sentimento comune e' che in passato quello di assegnare dei corsi a dei giovani piu' o meno precari fosse una forma di sfruttamento. Non e' detto che in tutti i settori dopo i trent'anni uno sia come morto (una battuta dei fisici teorici degli anni '30 nella parodia del Faust fatta  a Copenhagen ... se trova il recente libro di Segre su "Faust a Copenhagen" o il piu' vecchio "Trent'anni che sconvolsero la  fisica" di Gamow e' sempre una lettura piacevole e istruttiva ... anche se l'universita' di cui parla non e' quella di oggi), ma in genere e' meglio fare ricerca da giovani e insegnare piu' avanti. 

Inoltre andrebbero distinte cose come i corsi istituzionali (tipo quelli dei primi anni, o magari anche per altre facolta' ... ricordo che insegnare "fisica per fuori fisica" era considerato una specie di punizione o di corvee per i neo-arrivati) dai corsi avanzati (quelli specializzati, dove si insegnano cose che hanno a che fare con la ricerca di punta), da tesine, tesi e tesi di dottorato di ricerca. Le ultime due possono essere considerate attivita' di ricerca, e si fanno spesso in collaborazione con gruppi di ricerca anche esterni all'universita' (come p.es. il mio istituto), e quindi da parte di personale ricercatore a tempo pieno.




 

In risposta al messaggio di Cittadino Anonimizzato a posteriori inserito il 18 Feb 2010 - 23:39
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