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.: Discussione: Parco agricolo sud sviluppo e crescita

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 26 Dic 2008 - 16:36
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Gentile Sig. Alfonso

 

Lei è per la tutela di laghi montagne coste mari fiumi boschi e foreste  e auspica che la maggioranza della pianura padana venga urbanizzata.

E’ forse contro la campagna? Contro i campi coltivati che non tiene in minima considerazione?

Mi sembra che abbia una visione molto “boschiva” e poco “campestre” della natura e dell’ambiente che ci circonda!

Se fossimo abitanti delle Alpi potrei capirla, ma siamo a Milano, al centro della Pianura Padana, della campagna padana! L’Italia è un “piccolo gioiello di natura” (oltre che di storia, di arte, di cultura ecc.) e non ha le vaste distese “coast to coast” degli USA o della Russia che possano incoraggiare “manie di grandezza”!!!!

Bisogna quindi fare delle scelte nell’utilizzo del territorio che abbiamo a nostra disposizione.

 

Dalle sue parole mi sorge “spontanea” una curiosità: .. ma Lei cosa mangia e cosa ritiene che mangino gli altri abitanti di Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia –Romagna?  Non credo che lei si nutra prevalentemente dei prodotti di laghi montagne coste mari fiumi boschi e foreste.
Spero che non auspichi -come gli antichi Romani- che gli altri popoli della terra (v. Africa, Sud-America, Russia ecc.) debbano essere il granaio di questo ex impero!

Io ritengo che noi dobbiamo fare la nostra parte per essere autosufficienti dal punto di vista alimentare e dato che la pianura padana è l’area più fertile d’Italia io sono per il recupero delle aree industriali dismesse e non per il consumo di altro suolo agricolo.

 

Personalmente sono altresì per:

-         la riscoperta e la valorizzazione dei prodotti locali e tipici, per i prodotti di filiera corta (per sostenere agricoltori e allevatori locali e ridurre i costi e l’inquinamento da trasporto),

-        il latte crudo e/o fresco da vacche della pianura padana nutrite con foraggio ed erba medica locale e non per il latte olandese e/o tedesco da vacche nutrite a tapioca proveniente dal Sud America per via mare,

-        i cereali da agricoltura biologica e gli ortaggi di stagione e non per le ciliegie in dicembre,

-        i campi arricchiti di materiale organico tramite concime naturale e compost dai rifiuti organici domestici e non per i fertilizzanti chimici,

-        le uova da galline allevate all’aperto con sistemi biologici e non per uova da povere galline in gabbia,

-        gli animali allevati nel rispetto della loro etologia e dei loro ritmi naturali e non per gli allevamenti lager dove gli animali sono “pompati” con mangimi di dubbia origine e maltrattati –o quantomeno stressati- per i metodi disumani che vengono impiegati per velocizzarne la crescita a discapito del benessere dell’animale e della qualità della carne o dei suoi prodotti,

-        la separazione tra le aree urbane, circondate da una cintura di verde, e quelle prettamente agricole; contro le lunghe file di capannoni industriali e villette costruite lungo un reticolo di strade che “tagliano”, separano i campi agricoli inquinandoli con il piombo e il benzene degli scarichi dei camion e delle vetture,

-        l’acqua potabile di rubinetto proveniente dall’acquedotto pubblico e non per le acque minerali in bottiglia.

 

Per quanto riguarda le strade, continuiamo a rincorrere i sintomi e a non affrontare le cause: più strade costruiamo e più traffico creiamo. Perchè questo? Perchè la causa del problema è l’insufficienza e la debolezza del nostro trasporto ferroviario e conseguentemente la tendenza a sopperire alle carenze del trasporto collettivo su rotaia con il traffico privato/personale su gomma.

Quindi più strade e scarsi investimenti sulle rotaie rendono il trasporto ferroviario sempre meno competitivo.

Mi rendo conto che è più facile costruire una strada e lasciare che poi tutti la utilizzino come e quando credono a mo’ di “sel service”, mentre è molto più complesso costruire e organizzare il trasporto ferroviario, fatto di treni da manutenere, fermate nelle diverse località, coincidenze da creare, nodi e interscambi da armonizzare ecc.

Le scelte miopi e dissennate della totale privatizzazione del trasporto ferroviario hanno fatto poi il resto: basta vedere le ultime decisioni di FFS che sembrano puntare solo sulle tratte in attivo e sulla “freccia rossa”, il treno ad alta velocità, poiché hanno contemporaneamente chiuso le tratte locali che venivano utilizzate da lavoratori “pendolari” ma non erano remunerative per le FFS.

Dato che nessuno pretende che un soggetto privato operi in passivo nell’interesse pubblico, è necessario che FFS investa seriamente per rendere il trasporto ferroviario di merci competitivo rispetto al trasporto su gomma e per quanto riguarda il trasporto di persone i percorsi non remunerativi ma utili per la collettività (v. i tratti locali utilizzati dai pendolari o i treni in orario notturno) devono, come in altri paesi del nord Europa, godere di finanziamenti/aiuti statali o regionali dato che  svolgono un servizio pubblico essenziale.

 

Se così si operasse, sono convinta che da un lato il suolo agricolo avrebbe il “rispetto”, la “considerazione” che merita, e dall’altro non ci sarebbe questo sfrenato bisogno di strade.


Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
In risposta al messaggio di Cittadino Anonimizzato a posteriori inserito il 25 Dic 2008 - 19:22
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