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.: Discussione: Milano Santa Giulia per Milano e per l'Expo

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 23 Giu 2008 - 15:01
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Da Milano 2.0:

Quartiere Santa Giulia, tra ritardi e promesse non mantenute
Pubblicato da Matteo, Blogosfere staff alle 10:14 in Milano cronaca

Expo e nuovi progetti a Milano. Ne parliamo ormai da mesi, i lavori stanno prendendo forma e i cantieri dovrebbero subire un'accelerazione da qui al 2015. Un lettore, Luca, ci ha però scritto una lettera che vi invitiamo a leggere.

Il nuovo quartiere Santa Giulia, importante progetto di riqualificazione della perifieria, a quanto pare ha subito un rallentamento nell'ultimo periodo. Ma si parla anche di promesse non mantenute. Pubblichiamo la mail.

Buongiorno, ho seguito con molto interesse e con grande partecipazione il percorso che ha portato Milano ad aggiudicarsi l'Expo 2015. Credo sia un importante traguardo. Detto questo però, ritengo doveroso che l'amministrazione pubblica e chi coordina le attività legate alla preparazione dell'Expo si occupi di migliorare la qualità della vita di tutti i propri cittadini, impegnandosi maggiormente proprio nelle aree (tipicamente periferiche) che necessitano e meritano (nell'interesse di tutta Milano) di importanti opere di riqualificazione.

Io e mia moglie, ad esempio, abbiamo creduto e crediamo molto nel progetto Milano Santa Giulia (nella sua interezza) ed in tal senso abbiamo investito in una casa di proprietà (edilizia libera lato Rogoredo) proprio nell'ambito di tale intervento. L'intento del progetto è, a mio parere, nobile: riqualificare una zona che altrimenti rimarrebbe tra le più degradate di Milano.

Oggi però registriamo un significativo rallentamento dei lavori nella zona nord, quella che di fatto costituisce il cuore e il senso dell'intervento di riqualificazione: residenze di pregio, centro commerciale, multisala, centro fitness, negozi e soprattutto PREVEDEVA un Centro Congressi (così come da accordi col Comune). Si apprende dai giornali e dalle dichiarazioni di alcuni diretti interessati (in primis il Comune) che il Centro Congressi si farà al Portello (Fiera Milano), venendo meno, di fatto, ai precedenti impegni assunti dal Comune stesso. In questo modo il Comune rende responsabile di una situazione di incertezza che al momento rallenta, se non blocca del tutto, i lavori fino alla definizione di un nuovo master plan 'gradito' dall'attuale amministrazione comunale.

Il silenzio su un tema così importante (ad oggi fulcro del progetto) mette a repentaglio l'intero progetto ... e, soprattutto, la qualità della vita di tutti coloro che hanno investito tutti i propri risparmi in quest'avventura. Cosa verà costruito in luogo del Centro Congressi?

Parlando poi di Servizi (Scuole in primis) la situazione è drammatica. A breve andremo in 3000 a vivere a Rogoredo (con una età media tra i 25 e 35 anni ...) e non ci sono nè scuole nè i più elementari servizi (Scuole, Strade, Tram, ...). E' un problema la cui soluzione spetta alla amministrazione pubblica, e questo a prescindere dallo svilupppo della zona nord. Non vogliamo vivere nell'ennesimo quartiere dormitorio. Non è questo che ci era stato garantito dalle stesse istituzioni. I prezzi dell'edilizia libera tenevano conto di un progetto di riqualificazione che è oggi a rischio.

C'è chi addirittura tra i nuovi abitanti parla di Class Actions ... Mi auguro che il Comune, avendo fatto marcia indietro rispetto ad un precedente impegno, adesso si attivi immediatamente per trovare una importante funzione per l'area che sia di richiamo tanto quanto lo era il Centro Congressi, per evitare che questa vicenda mandi all'aria quello che sicuramente è il più grosso progetto di riqualificazione della città di Milano (città dell'Expo 2015 ...). Non credo che il Comune farebbe una bella figura se, sotto i riflettori che si sono già accesi sulla città in vista dell'Expo, dovesse venir fuori che un'area, evidente target di riqualificazione, venisse abbandonata a se stessa, con un buco enorme (corrispondente alle Macro-unità diverse da Rogoredo) ad oggi di fatto bloccate.

Sulle scuole mi pare poi di capire che la sofferenza del quartiere sia purtroppo grave già da tempo e che l'arrivo dei nuovi abitanti peggiorerà una situazione a cui non si sta provvedendo adeguatamente, anche qualora si materializzassero in batter d'occhio le soluzioni tampone ad oggi previste. Evidentemente il Comune non è l'unico attore in gioco (sebbene sia quello più responsabile nell'indirizzare le scelte urbanistiche e nel garantire i diritti dei propri cittadini). Il Gruppo Zunino, a giudicare dai giornali, non versa in buone acque. Qualora fosse effettivamente così, a maggior ragione, il Comune avrebbe l'obbligo di interessarsi alle sorti del quartiere e non defilarsi scaricando le proprie responsabilità.

Mi auguro che una redazione, quale è la vostra, attenta ai diritti dei cittadini e alle storture del sistema politico-sociale-finanziario, voglia approfondire e portare a galla una vicenda emblematica delle contraddizioni italiane.

Vi ringrazio e vi auguro una buona giornata.
Luca