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.: Discussione: Centri estivi materne e graduatorie nidi: una vergogna!

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Alessandra Leone

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Inserito da Alessandra Leone il 27 Ago 2008 - 16:38
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Confido nel fatto che la nostra amministrazione comunale possa ritrovare il buon senso e fare un passo indietro. 
Non hanno senso le motivazioni che hanno portato. Non hanno senso le risposte che hanno dato sui giornali e le giustificazioni che hanno cercato. Cito solo ad esempio quella secondo cui anche l'anno scorso la comunicazione era stata fatta a luglio e quindi non molto prima rispetto a quanto avvenuto quest'anno. Anche uno dei nostri bambini capirebbe che tra luglio e la seconda metà di agosto non c'è solo più di un mese, ma ci sono delle differenze abissali, tra cui il poter comunicare attraverso avvisi nelle bacheche mentre le scuole sono ancora in funzione invece che tramite un cartello su una scuola chiusa o su giornali che i cittadini per lo più in vacanza non sono tenuti a leggere. Inoltre, un conto è comunicare a luglio un giorno di apertura, come avvenuto l'anno scorso, e un altro è comunicarne uno a luglio e rettificarlo quasi un mese dopo attraverso i mezzi che abbiamo detto.
L'incompatibilità oggettiva tra l'essere mamma e lavoratrice con un servizio pubblico di questo tipo è evidente e strutturale. I giorni di ferie non coincidono con i giorni di chiusura degli asili.  Devi avere delle alternative: tate (che non tutti possono permettersi e che non è detto che siano disponibili solo in alcuni periodi per coprire le chiusure degli asili), nonni (che non è detto che ci siano o che vivano nella stessa città). La situazione è già precaria per le mamme. La percentuale di lavoratrici italiane che lasciano il lavoro dopo aver avuto un figlio è tra le più alte d'Europa. Il perchè è evidente. Non ce la possiamo fare così. Non puoi coprire più di due mesi di chisure degli asili per la pausa estiva e per le festività + tutti gli scioperi e le assemblee con i soli giorni di permesso. La situazione è già difficilissima. Una settimana in più, comunicata con questo (non) anticipo fa saltare il delicato equilibrio organizzativo che ogni famiglia cerca di costruirsi.
Prima o poi cederò anch'io e manderò i miei figli al privato. Ho resistito finora, stringendo i denti. Perchè credo nel pubblico. Perchè credo che l'asilo pubblico debba essere uno spaccato di mondo e non solo il luogo per chi non può permettersi di andare al privato. Ho resistito finora. Pagando al pubblico praticamente quanto pagherei al privato. Ma temo che cederò.
Non si può lasciare tutto sulle spalle delle famiglie.
Spero che la nostra amministrazione comunale decida di fare un passo indietro. 

In risposta al messaggio di Clara Marina inserito il 27 Ago 2008 - 13:48
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