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.: Discussione: Le vie d'acqua dell'Expo: allo studio la navigazione dei Navigli su battelli ecologici

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 29 Set 2008 - 10:16
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Da Milano 2.0:

Milano Navigabile: il grande sogno Expo potrebbe diventare realtà secondo il ministro Castelli. In previsione due porti in città
Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 10:11 in Milano cronaca


Tornano le vie d'acqua. Il progetto della "Milano Navigabile" aveva contribuito all'assegnazione dell'Expo al capoluogo meneghino visto che aveva notevolmente impressionato i giudici (foto Eternauta). A giugno si parlava della "Milano dell'Acqua", ovvero dei mezzi pubblici su barca per il trasporto di turisti e pendolari. Tra le opere previste dall'Expo c'è anche il collegamento della Darsena con il Lago Maggiore attraverso i Navigli.

In previsione per la città ben due porti: nella Darsena per le imbarcazioni da svago e un altro porto però destinato a un uso commerciale.

Bossi è favorevolissimo: il suo sogno nel cassetto è addirittura il fiume Po navigabile. Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture, ha un dossier a proposito sulla sua scrivania.

Sta persino cercando di introdurre questo progetto nella Legge Obiettivo

"Il progetto è antico, ma recentemente è stato ripreso dalla Regione. Per quanto mi riguarda ho appena partecipato a un convegno a Lipsia in cui si è ribadita l'assoluta attualità del trasporto fluviale. Del resto, in Europa funziona dappertutto. Non si capisce perchè non lanciarlo anche in un'area congestionata come quella milanese e padana. Io, per conto mio, sto cercando, credo con successo, di introdurlo nella legge obiettivo"

Secondo quanto spiega il Corriere il progetto è diviso in due tranches.

1. Rendere navigabile il Po fino a Pizzighettone (nord di Piacenza)

2. L'accesso a Milano attraverso il canale Muzza

Per quanto riguarda il primo punto il ministro ha commentato

"Per realizzarlo sarà necessario realizzare quattro dighe che stabilizzeranno il livello delle acque. Un fatto molto importante non per la sola navigabilità: le dighe stabilizzeranno l'ambiente per la flora e la fauna e limiteranno i danni da eventuali alluvioni"

Per il secondo invece

"Dovrebbe essere reso navigabile alle navi di classe quinta europea"

Ovvero navi lunghe fino a 80 metri, larghe fino a 10, con pescaggio fino a 2,5 metri di profondità.

Le opere saranno ripagate anche con l'adozione di pedaggi.

Il porto di Milano sarà più o meno all'altezza di Trucazzano

"Si tratta di individuare una collocazione a est della città dove fare l'interscambio delle merci. Un'ipotesi è quella di Trucazzano, io preferirei qualcosa di più vicino alla città, dalle parti dell'Idroscalo. Da lì sarebbe più comodo collegarsi con i Navigli e creare un sistema di navigabilità fino a Porta Ticinese anche per i battelli da diporto"

Per Castelli non si tratta solo di un sogno, ma di un progetto realizzabile

"Questo non è un libro dei sogni. Noi crediamo che il recupero delle vie d'acqua possa portare grandi benefici non soltanto al turismo, ma soprattutto all'ambiente, rilanciando anche in Italia un sistema di trasporti che all'estero funziona egregiamente"


Da ViviMilano:

Il dossier, illustrato da Bossi, è allo studio del governo

«Costruiremo due porti a Milano»

Il sottosegretario Castelli: turismo e trasporto delle merci. Collegamento con il Po e l'accesso al canale Muzza

A Milano tornerà il porto. Anzi due: quello per imbarcazioni da svago nella Darsena, e soprattutto un grande porto commerciale nella zona est della città. Umberto Bossi lo ha detto a Venezia qualche settimana fa, e lo ha ripetuto sabato a Monza: di questo progetto, che è quello della navigabilità del Po, è innamorato. Colui che lo ha entusiasmato al sogno («ma non rimarrà un sogno») è Roberto Castelli, il sottosegretario alle Infrastrutture, che ha il dossier sulla sua scrivania. Ricorda Castelli che «il progetto è antico, ma recentemente è stato ripreso dalla Regione. Per quanto mi riguarda, ho appena partecipato a un convegno a Lipsia in cui si è ribadita l'assoluta attualità del trasporto fluviale. Del resto, in Europa funziona dappertutto. Non si capisce perché non lanciarlo anche in un'area congestionata come quella milanese e padana. Io, per conto mio, sto cercando, credo con successo, di introdurlo nella legge obiettivo».

Il piano è diviso in due tranches. La prima, prevede di rendere navigabile il Po sino a Pizzighettone, a nord di Piacenza, con il ritorno alla piena operatività del porto di Cremona. «Per realizzarlo – spiega Castelli – sarà necessario realizzare quattro dighe che stabilizzino il livello delle acque. Un fatto molto importante non per la sola navigabilità: le dighe stabilizzeranno l'ambiente per la flora e la fauna e limiteranno i danni da eventuali alluvioni ». Soprattutto, grazie all'installazione di quattro turbine per la generazione di energia «consentiranno di ripagare in 25 anni l'80 per cento delle opere, stimate in un miliardo di euro». La seconda parte, l'accesso a Milano, avverrebbe attraverso l'esistente canale Muzza: «Dovrebbe essere reso navigabile alle navi i classe quinta europea».

Tutt'altro che barchette: navi lunghe fino a 80 metri, larghe fino a dieci, con pescaggio fino a 2,5 metri di profondità. Qui non ci sono dislivelli utili alla produzione di energia, e le opere andrebbero ripagate anche attraverso i pedaggi. «Tra l'altro — spiega Castelli – ne ho parlato con il ministro all'Ambiente Matteoli e anche lui mi pare entusiasta». E il porto di Milano? «Si tratta di individuare una collocazione a est della città dove fare l'interscambio delle merci. Un'ipotesi è quella di Truccazzano, io preferirei qualcosa di più vicino alla città, dalle parti dell'Idroscalo. Da lì sarebbe più comodo collegarsi con i Navigli e creare un sistema di navigabilità fino a porta Ticinese anche per i battelli da diporto». Senza dimenticare che tra le opere previste per l'Expo c'è anche il collegamento della Darsena con il lago Maggiore attraverso i Navigli. Giura Castelli: «Questo non è un libro dei sogni. Noi crediamo che il recupero delle vie d'acqua possa portare grandi benefici non soltanto al turismo, ma soprattutto all'ambiente, rilanciando anche in Italia un sistema di trasporti che all'estero funziona egregiamente».

Marco Cremonesi
29 settembre 2008
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 16 Giu 2008 - 16:58
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