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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 23 Maggio 2009 - 13:23
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Da milano.corriere.it:

l'iniziativa sarà ufficializzata lunedì. a breve un sito internet

Formigoni: «A inizio luglio
gli Stati generali dell'Expo»

Spazio alle proposte di associazioni, volontariato, enti locali, università, mondo della cultura e cittadini


MILANO - Partiranno con una tre giorni a inizio luglio, in un vero e proprio happening, i lavori degli Stati generali dell'Expo ideati dal presidente della Lombardia Roberto Formigoni per coinvolgere anche la gente nell'organizzazione dell'esposizione del 2015. «Lì - ha spiegato Formigoni - dobbiamo iniziare a inventare i 180 giorni dell'Expo». Sei mesi durerà l'esposizione mondiale e mentre si discute di fondi, infrastrutture, sedi e padiglioni il contenuto vero e proprio dell'esposizione mondiale non entra nel dibattito.

IL SITO INTERNET - Certo, ha confermato il governatore, gli eventi principali sono di competenza della società di gestione e ogni Paese che parteciperà organizzerà ciò che vuole nella sua location. Però c'è spazio per tanto altro, per le proposte di associazioni, volontariato, enti locali, università, camere di commercio, sindacati, mondo della moda, della cultura, del design. Saranno loro a partecipare agli Stati generali, ma potranno essere anche singoli cittadini. Per questo entro una decina di giorni sarà attivo un sito Internet dove chi ha suggerimenti o idee potrà inserire un intervento scritto o video.

IL PROGETTO - Nel frattempo si sta studiando esattamente l'appuntamento di inizio luglio. «Sarà un brainstorming collettivo - ha aggiunto il governatore - a cui sarà ben accetto chiunque». Gli Stati generali saranno ufficializzati lunedì, alla riunione del tavolo Lombardia, ma il governatore ha spiegato che hanno già incassato l'ok di Camera di Commercio, Comune, Provincia, società di gestione e anche del rappresentante del ministero del Tesoro Leonardo Carioni. La loro struttura sarà permanente. Saranno il terzo «pilastro» dell'Expo accanto al tavolo per le infrastrutture e alla società di gestione «che ha il compito di organizzare l'evento e di fare i padiglioni». «Il terzo pilastro - ha concluso - è quello del coinvolgimento della nostra gente, della partecipazione. Senza questo l'Expo non starebbe in piedi e non mi interesserebbe».

22 maggio 2009


Da milano.repubblica.it:

Expo dimezzata, a luglio gli "Stati generali"

Il governatore Formigoni si schiera con Letizia Moratti e dice no al ridimensionamento della manifestazione: "Il Bie non lo permetterebbe". E convoca per lunedì il Tavolo Lombardia

di Rodolfo Sala

Meno soldi per le opere e pesanti dubbi sull’opportunità di costruire dal nulla il quartiere espositivo accanto alla Fiera. Li hanno espressi soprattutto i leghisti, e si sa che pure il ministro Tremonti vorrebbe dare un colpo di freno.

Dopo Letizia Moratti, anche Roberto Formigoni dice che è «impossibile» cambiare in corso d’opera il progetto già approvato dall’organismo internazionale che nel marzo dello scorso anno ha assegnato a Milano l’edizione del 2015: «La possibilità di utilizzare i padiglioni fieristici è tassativamente esclusa dal regolamento del Bie, piaccia o no l’Expo deve avvenire in un’area dedicata e costruita ex novo». Aggiunge con malizia il governatore: «L’idea di fare tutto in Fiera era venuta anche a me, ma poi ho verificato che è impossibile, con buona pace di chi arriva buon ultimo a sostenerla».

Eppure nella Lega i distinguo non cessano. Anzi. Ecco Davide Boni, assessore all’Urbanistica e capo delegazione del Carroccio nella giunta Formigoni: «Ci sono due strade per uscire dall’impasse: meno opere per l’Expo, come ha già detto Castelli, e un ridimensionamento degli spazi espositivi: quando abbiamo vinto, il terremoto non c’era ancora stato... «. Aggiunge Matteo Salvini, deputato e consigliere comunale: «A Siviglia hanno costruito una cattedrale nel deserto, spazi enormi che dopo l’Expo non sanno come riempire; quindi non è assolutamente campata in aria l’ipotesi di appoggiare la nostra Expo, che sorgerà nell’area di Rho-Pero, alla Fiera». E aggiunge: «In tutto o in parte».

Il 2 giugno, a Parigi, potrebbe arrivare il momento della verità: assemblea generale del Bie, e le carte dovranno essere messe in tavola. Intanto anche il Pd avanza corposi dubbi sulla copertura finanziaria dell’evento: «Siamo sicuri — si chiede il consigliere comunale Fabrizio Spirolazzi — che quando si arriverà al dunque le risorse dei privati arriveranno?».

Per l’Expo che arranca, due giorni di «happening», dice Formigoni che fissa per i primi di luglio i già annunciati Stati generali: «Per stimolare il coinvolgimento popolare all’evento, accogliere proposte che arrivano dal basso». E soprattutto, insiste, per allontanare «il rischio che tutto ciò che è avvenuto in questi mesi possa aver fatto perdere un po’ di entusiasmo».

La puntualizzazione del governatore — che lunedì presiederà il Tavolo Lombardia convocato anche per fare il punto sui tagli alle infrastrutture connesse all’Expo, tagli già annunciati dal viceministro Roberto Castelli — dovrebbe servire ad accendere un pochino di ottimismo in vista dell’appuntamento del 2015, che la crisi economica e l’emergenza terremoto hanno di fatto già ridimensionato.

(23 maggio 2009)

In risposta al messaggio di Antonella Fachin inserito il 22 Maggio 2009 - 14:20
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