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.: Discussione: Milano Expo 2015 e la definizione della sua governance

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 17 Set 2008 - 12:14
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Da Milano 2.0:

Expo: tutto nelle mani del governo secondo Moratti e Formigoni, ma Penati attacca duramente i ritardi per il decreto
Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 12:15 in Milano cronaca, Milano politica

"Lasciamolo lavorare"

Il soggetto di questa frase è Silvio Berlusconi e a pronunciarla è stata Letizia Moratti, che abbiamo incontrato ieri sera alla riapertura del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. L'argomento era il tanto atteso decreto che darà il via ai lavori per l'Expo, una volta decisa la governance.
Nè lei nè Roberto Formigoni, anche lui presente, si sono sbottonati più di tanto su Expo, rimandando al lavoro del Governo. Un silenzio che però non è stato mantenuto da Filippo Penati, che ai nostri microfoni ha parlato di Paolo Glisenti.
E in termini non esattamente entusiastici.



Secondo Penati quindi la Moratti si ostinerebbe su Paolo Glisenti solo per interessi personali. Il sindaco non cede sulla sua idea di averlo come braccio destro, affronta lunghi colloqui privati con il premier rischiando di rompere delicati equilibri politici.  

Ma a quanto han detto sia lei che il Governatore della Regione molto diplomaticamente tutto è nelle mani del governo. Governo che in questi giorni è molto occupato per la vicenda Alitalia.




Da ViviMilano:

http://www.corriere.it/vivimilano/politica/articoli/2008/09_Settembre/17/expo_penati_attacca_glisenti.shtml

La polemica: il presidente della Provincia contrario alle super retribuzione
 
Expo, Penati attacca Glisenti
 
«Contesto l'incarico di ad con stipendio da 8 milioni e mezzo». Il sospetto che si voglia aggirare la legge sui compensi

È giusto o no che un singolo uomo, per governare l'organizzazione dell'Expo prossimo venturo milanese, sia ricompensato con otto milioni e mezzo di euro? Secondo il democratico Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, la risposta è no: non è giusto. Specie se si considera che la legge, per un consigliere d'amministrazione analogo, fisserebbe un tetto cinque volte inferiore. L'uomo in questione, Paolo Glisenti, è quello che il sindaco Letizia Moratti vorrebbe piazzare con tutte le sue forze su quella poltrona. È attorno al suo nome, in sostanza, che il braccio di ferro tra sindaco e governo sta paralizzando da cinque mesi l'avvio di lavori per miliardi di euro. E chi ieri è uscito allo scoperto è stato Penati: parlando di «scarsa chiarezza», «opacità», «sospetti».

Solo un riassunto per chi non se ne intende. Per governare l'organizzazione (e i soldi) dell'Expo 2015 il governo e il sindaco Moratti avrebbero due ricette diverse: il governo vorrebbe un «normale» consiglio di amministrazione, con Palazzo Chigi a comandare di fatto; il sindaco, che sul cda si è infine rassegnato, vorrebbe però Glisenti come amministratore delegato. Ma «esterno» al cda, e dunque con poteri simili a un direttore generale. Mesi di lite. «C'è il sospetto — ha detto ieri Penati — che in questo modo si debbano risolvere questioni personali. Glisenti, che doveva essere l'amministratore unico, oggi finirebbe per essere un amministratore delegato fuori dal cda, figura che giuridicamente non esiste». Appunto perché, dice, «chi sta fuori dal cda non è amministratore, ma al massimo direttore». E allora? E allora «questa scarsa chiarezza», secondo Penati, «fa venire un dubbio: non vorrei cioè che tutto questo sia fatto per aggirare la legge dei compensi e il limite previsto per i consiglieri di amministrazione».

Un limite ben noto a Tremonti, e fissato in poco più di 230 mila euro l'anno, contro il «milione e 200 mila euro annui — quantifica Penati — che sarebbero il compenso individuato per Glisenti, e che moltiplicati per gli anni di qui al 2015 superano appunto gli otto milioni». Conclusione- avvertimento: «Nessuno più di noi pensa con favore e fiducia all'Expo. Ma se si usano giochini per risolvere posizioni di carattere personale, noi in questa società non ci saremo». Penati ha infine sottolineato il suo appoggio alla richiesta già presentata in regione dal Pd: un «osservatorio per il controllo degli appalti, in vista dell'Expo, rispetto ai rischi di infiltrazioni mafiose».
 
Paolo Foschini
17 settembre 2008

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 13 Giu 2008 - 14:36
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