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.: Discussione: Milano Expo 2015 e la definizione della sua governance

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 12 Ago 2008 - 13:00
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Da Milano 2.0:

Vertice Expo saltato, ma c'è una bozza di progetto che piace a Penati e Formigoni. Alla Moratti no
Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 11:00 in Milano cronaca, Milano politica


Alla fine ha vinto lui sull'Expo 2015: Giulio Tremonti, il ministro dell'Economia, e la sua filosofia "i soldi li mette il governo, è il governo che decide".

Ieri sera c'è stata una riunione ristretta a Palazzo Grazioli tra premier, Calderoli, Vito, Bondi, Cicchitto, Quagliariello e Verdini, durante la quale è stata prodotta una bozza di governance.

"E' ora di finirla con le riunioni nelle stanze romane a porte chiuse tra esponenti del centro destra. Il governo ci consulti e finalmente decida, l'Expo non può aspettare settembre", Penati docet. In effetti sembra quasi che ormai l'esposizione sia completamente in mano al Governo di Roma. 

E' anche saltato il vertice di ieri, dopo che quello di venerdì scorso si era concluso con un nulla di fatto. Martedì poi gli scontri nell'incontro preliminare con le minacce di dimissioni del sindaco e i litigi fra lei e Tremonti. Persino Formigoni aveva cominciato a parlare di dialogo per la buona riuscita dell'opera. Ma niente.

Lo scoglio-Glisenti sembra proprio insormontabile. Per questo si è deciso che nella nuova bozza a gestire i 50 milardi di euro dovrà essere il Cipe, ovvero il Governo, e "anche se invece fosse il Cipem per molte cose dovrebbe comunque passare dal Cipe".

Questa proposta "è lo stesso un passo in avanti" secondo Penati, soddisfatto come Formigoni. "E' una buona base [...] Non è detto che la mia proposta sia stata respinta. E' sul tavolo, è apprezzata, se ne sta discutendo [...] l'ipotesi che per tutti gli aspetti gestionali ci sia un consiglio di amministrazione ha ormai preso piede". Eccolo là: il cda, si realizza il sogno di Formigoni.

C'è solo una perplessità fra Cipe e Cipem. "Non mi scandalizza, anzi può avere la sua utilità [...] però è necessario un riconoscimento pieno del ruolo che il Tavolo Lombardia può svolgere per tutte le opere e che ci sia anche un luogo dove insieme si possa pensare a tutti quegli aspetti culturali e politici che sono connessi con un evento come l'Expo"

Quindi non solo il Governo con il Cipe, ma anche gli enti locali.

Ma anche se Formigoni "apre" ("Nella prima fase è bene studiare ed ascoltare molto, perchè quando si prende il treno deve partire in orario, ma è importante anche che prenda la direzione giusta"), la Moratti invece si morde le mani.

Infatti è stata definitivamente archiviata la figura dell'amministratore unico e archiviato il Cipem in quanto tale. Sarà il Cipe a "dare la linea" su decisioni e soldi da spendere. Ma sarà affiancato da una società costituita apposta, che a sua voltan ominerà un cda con dentro tutti (Governo, Comune e Provincia, Regione, Camera di Commercio). Che a loro volta potranno nominare un amministratore delegato e forse anche un presidente a bilanciarlo.

La Moratti resta commissario straordinario. Anche se sembra scontenta sul fatto che a presiedere il Cipe ci sarà un ministro e non lei.

Quindi ok, la bozza c'è, ma resta però il mistero sulle tempistiche per la concretizzazione. Anche perchè dalle pagine del Corriere Fabrizio De Pasquale, consigliere di Forza Italia, mette in guardia sulla lentezza degli uffici comunali.



La Moratti torna alla carica per l'Expo: il Comune vuole il ritorno al Cipem, ma non c'è ancora un bozza definitiva
Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 10:45 in Milano cronaca, Milano politica

Si può a ragione definirla una telenovela la faccenda della governance Expo. Dall'assegnazione sono passati diversi mesi e ancora non si è arrivati da nessuna parte per colpa degli interessi dei singoli partecipanti.

Riassunto delle puntate precedenti: la Moratti, sindaco di Milano, ha cercato di ottenere il quasi controllo totale sull' esposizione, prima fecendosi nominare commissario straordinario, poi affidando il ruolo di amministratore unico della società di gestione dell'evento a Glisenti, considerato da tutti il suo braccio destro. Ma Formigoni, governatore della Regione, non vuole un amministratore unico, ma piuttosto un consiglio di amministrazione. Penati invece, presidente della Provincia, si sente tagliato fuori e cerca a tutti i costi di inserire l'ente nei giochi di potere. Dopo tanti litigi interviene prima il premier Berlusconi, che inserisce nel Cipem diversi ministri, tanto che si comincia a pensare l'Expo come "di Roma", piuttosto che di Milano. Ma il decreto con cui si decide la governance rimane oscuro e confuso e durante la prima riunione del Comitato venersì scorso si decide che va rifatto. I "contendenti" avrebbero dovuto riunirsi mercoledì per decidere una bozza diversa, ma è saltato tutto. Intanto Tremonti, ministro dell'Economia, ha proposto una bozza che mette in mano al Cipe e quindi al Governo invece che al Cipem (Comitato di indirizzo e programmazione), togliendo quindi agli enti lombardi molto potere.

Alla Moratti questa proposta ovviamente non piace, mentre Formigoni e Penati pensano che sia un passo avanti. Per mettere d'accordo tutti è stata preparata un'ennesima bozza di decreto, pensata tra Comune, Provincia e Regione per bilanciare lo strapotere del Governo.

I tre hanno messo da parte le proprie ostilità per collaborare? Dalle parole di Penati si direbbe proprio di no:

"Si torni a far squadra. Non sia il sindaco di Milano a frenare le scelte sull'Expo"

Nella nuova bozza (non ancora inviata) spuntano 3 membri per il Comune e 5 membri per la Provincia nel cda. E quest'ultima si riserva l'opzione di veto per silurare Glisenti. Compaiono anche alcune richieste della Moratti: secondo lei il Cipe non è sufficiente a garantire la governance di un'evento come l'Expo. Quindi rispunta il vecchio Cipem, con dentro per tre quarti il governo e per il resto gli enti locali.

E soprattutto il Cipem può essere presieduto dalla Moratti a differenza del Cipe di Tremonti. Però il Cipe non si può tagliare fuori completamente visto che il ministro va tenuto buono perchè mette i soldi. Ed è tra i soci della Soge.

C'è però un'altra proposta: se prima il Cipe nominavava il cda, adesso è l'assemblea dei soci a nominarlo e a indicare l'ad. Non ci sa se ci sarà un presidente o l'ad avrà i compiti di presidente. La Moratti punterebbe a questa ipotesi e per questo spinge per un cda a 3, mentre Tremonti lo vorrebbe a 5.

E' tutta una questione di numeri, ma i tempi stringono e o si fa qualcosa oggi o si va a settembre. E sarebbero cinque mesi per mettere d'accordo tre persone.

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 12 Ago 2008 - 12:46
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