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.: Discussione: Perché censire cittadini italiani..solo perché rom?!

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Germana Pisa

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Inserito da Germana Pisa il 11 Giu 2008 - 14:09
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Subito, nello stesso momento in cui, di fronte al "problema nomadi" come a quell’altro definito "emergenza sicurezza clandestini", un cittadino che non sia stato plagiato dal persistente agitare il problema sicurezza... ha un moto di ribellione forte e tra sè dice: ma non è vero! la gente non capisce... non sa niente di nomadi... bisogna ribellarsi! Poi si domanda come. Viene in mente la manifestazione, la forma consueta per far capire le proprie ragioni alle autorità. E uno si dice: la organizzo io da sola?
(sì, certo : internet, bella cosa, ma siamo i soliti quattro gatti che ci diciamo le cose! e soprattutto la maggior parte delle persone che plaudono alle retate forse di internet se ne fa un baffo)

Contemporaneamente, l’ipotetico cittadino legge il giornale e sente tuonare il presidente della Provincia di Milano in un certo modo a proposito dei nomadi. Poi pensa anche che fu il sindaco di Roma di centro sinistra dopo l’assassinio di Giovanna Reggiani, a provvedere allo sgombero di campi, alla criminalizzazione generalizzata a cui segui’ la stampa che amplio’ e amplio’ la questione. E poi sappiamo...
*
E' un fatto purtroppo: ci sono anche cittadini milanesi e non che non hanno niente in contrario a che si proceda a criminalizzazione e sgomberi e fino ad arrivare alle azioni di cosiddetto censimento all’alba nelle modalità che lei ha descritto. Ci sono e non hanno molto da ridire neanche sulla faccenda delle retate nei tram. Qui in altro spazio se ne parla. Perchè purtroppo, anni – ormai anni - di agitazione del ‘problema sicurezza’ (a livello non solo locale ma globale) hanno compiuto il loro lavoro di condizionamento; e se si fa tanto di convincere il popolo che c’è un problema sicurezza (e ,si badi bene legato esclusivamente a quei due o tre aspetti o situazioni caproespiatorio)… trascurando tutto il resto che effettivamente dovrebbe farci sentire meno sicuri (a cominciare dalla militarizzazione crescente di ogni risposta istituzionale in risposta a problemi e/o rivendicazioni…) be’, allora se uno è stato convinto o meglio io direi plagiato dal battage mediatico allora egli non può che aspettarsi che qualcuno lo protegga con tutti i mezzi.

Io qui vorrei un attimo sollevare il problema della ignoranza che si ha – tutti più o meno – di quella che è la realtà nomade rom tzigana…della loro storia, tutto! Bisogna fare emergere con forza questa realtà, questa modalità di vita, di cultura. Un’ora fa, al Gazzettino Padano hanno riferito di un attore che si è esibito ieri sera a Milano, incantando il pubblico..non ricordo purtroppo il nome, e di lui la radio commentando diceva che egli orgogliosamente rivendica e presenta la sua origine Rom. Centinaia di persone lo hanno applaudito...sarebbero andati a prendere anche lui in un campo?

A me e’ capitato un paio d’anni or sono di assistere alla esibizione di artisti e musicisti tzigani ai quali una parrocchia benemerita di Milano, quella di C.so XXII Marzo, ha dedicato l’annuale festa etnica organizzata soprattutto dai gruppi giovanili. Con che piacere la gente del quartiere, giovani e non, si mescolava alle danze delle donne tzigane! Voglio dire: bisogna fare uscire dalla clandestinita’ il popolo tzigano o Rom (non si sa neppure io per prima come sia giusto definire questo popolo che è tra noi)…valorizzando l’espressione del loro vissuto, nell’arte, in quella che è stata la loro storia di lavori artigianali cui solo essi si dedicavano fino a qualche tempo fa e forse ancora! Può essere un modo, questo, per colmare un fossato. Ma a questo si devono dedicare le Istituzioni in primis. Lo faranno mai in questo clima di aparthaid che loro stesse hanno contribuito a creare o ad accentuare?

E poi dobbiamo noi certamente individualmente capire e anche accettare, perchè non possiamo negare che il problema dello zingaro è sempre stato presente, nella cultura contadina soprattutto - che io sappia - c’era questo timore. A me è ben presente quando – bambina e fino a una certa età vivevo in campagna in provincia di Reggio Emilia – quella frase: non lasciar roba in giro ci sono gli zingari in giro che rubano.
Non è cambiato niente nella percezione eppure questa percezione è frutto - ci dicono - di condizionamenti culturali e di sentito dire di secoli; e una cosa vera per esempio è che un sacco di bambini rom nel tempo sono stati loro sì sottratti ai genitori. E si possono leggere un sacco di altre cose se ci si documenta. Io a fine l'anno scorso, avevo messo in questi spazi il link ad una "storia e cultura del popolo rom" bellissima ricostruzione storica, ho il testo salvato in word ma il sito ora è spendo non so perche').
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Una cosa a cui penso ultimamente spesso è come questa recrudescenza della persecuzione verso i Rom si inscriva nel presente della cultura omologata e omologante, nella quale ci si veste e comporta secondo stili abbastanza uniformi e dove ecco, nulla è più diverso dalla adorazione del benessere, del 'decoro', del glamour variamente inteso e in cui tutti siamo immersi...nulla è più diverso dalle modalita' di vita libera, senza moda, senza stili veicolati dalla rivista del caso...:-) della modalità e stile di vita della persona Rom...Attenzione...questo fatto spiega in parte! (aggiungo: sono più "liberi loro, di noi)

...Così NOI, se vogliamo contrastare la canea montante contro chi è diverso, contrastare questo pericolo questo sì vero di barbarie nostra verso le minoranze o verso l’immigrato, credo NON POSSIAMO NON CHIARIRE per prima cosa a noi medesimi se e perchè quella particolare forma di diversità della persona che si suole chiamare zingara o Rom noi sentiamo così distante e naturalmente se non sarebbe il caso che le Istituzioni anzichè esercitarsi nell’additarci il NEMICO da perseguitare, non compissero la meritevole opera (spero non sia troppo tardi) opera culturale di favorire la conoscenza reciproca..

Ho detto troppe molte cose, mi scuso. Ma non sapevo che altro dire anche perchè l’emotività mia personale ultimamente è molto tormentata per quanto sta avvenendo e non so se ho saputo essere chiara nel risponderle. La ringrazio del suo intervento. Ultimamente ho avuto modo di leggere su Repubblica un intervento di un suo collega ricercatore di Bicocca - Vitale - dopo l’annuncio delle leggi speciali sui Rom. Spero che, assieme a Lei signora, questi ausili alla conoscenza raggiungano il più persone possibile.

Cordialmente

germana








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Sii attento mentre parli: con le tue parole tu crei il mondo attorno a te (detto navajo)
In risposta al messaggio di Francesca Zajczyk inserito il 6 Giu 2008 - 21:42
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