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.: Discussione: Parcheggio p.zza bernini

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 28 Dic 2010 - 11:12
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Da milano.corriere.it:

«Rilevanti differenze» tra il progetto approvato e quello presentato alla Soprintendenza

Piazza Bernini, 1.500 firme contro i box

Parcheggio sotterraneo: lavori mai iniziati e inchiesta sui falsi permessi. «Azzerate» le autorizzazioni

MILANO - Sono passati tre anni. Tre anni con la piazza «sequestrata» dietro le transenne di un cantiere mai partito. E sventrata dall'abbattimento degli alberi e delle piante. Non è un luogo qualsiasi: su piazza Bernini, un «gioiello» nascosto a ridosso di Città Studi, nel 2008 la Regione ha rinnovato la «dichiarazione di interesse pubblico e paesaggistico». Nel frattempo però il Comune ha concesso il permesso di costruire un parcheggio sotterraneo, la magistratura ha aperto un'inchiesta e alla fine, qualche giorno fa, Palazzo Marino è stato costretto ad azzerare l'intero iter burocratico per la realizzazione dei box. L'unica voce mai ascoltata è quella dei milanesi che cercano da anni di proteggere la «loro» piazza. Oggi tornano a chiedere di bloccare il progetto. Con 1.500 firme inviate al sindaco Moratti.

Quella di piazza Bernini è una storia travagliata e simbolica del grande business dei parcheggi sotterranei (oltre 200 progetti), che il Comune ha deciso di realizzare sotto parchi e piazze milanesi. Si parte da un paio di punti fermi: due inchieste del Corriere, all'inizio del 2008, dimostravano che per ottenere i lavori in Bernini e largo Rio de Janeiro la cooperativa «Città studi nuova» (galassia So.in.so., coop rosse) aveva mescolato le carte delle autorizzazioni. La Procura ha aperto un'indagine. Oggi un documento del Comune certifica che ci sono «rilevanti differenze» tra le tavole del progetto approvate dalla giunta di Palazzo Marino nel luglio 2007 e quelle in base alle quali la cooperativa ha ottenuto l'autorizzazione da Soprintendenza e vigili del fuoco per poter realizzare lo stesso parcheggio. Un «falso ideologico». Che ha un movente molto chiaro: dato che la piazza è troppo piccola e protetta da vincoli paesaggistici, rispettando le leggi sulla sicurezza antincendio sarebbe stato assai complicato costruire i tre piani di box interrati. Per questo qualcuno ha preferito mescolare le carte, facendo vedere a ogni ente un disegno diverso.

Cosa è accaduto però nell'ultimo anno? Il Comune, che secondo questa ricostruzione sarebbe vittima di una «truffa», prima ha minacciato di revocare il permesso di costruire, poi però ha spinto la cooperativa a modificare di continuo il progetto (almeno tre varianti) per ottenere una nuova autorizzazione (oggi ottenuta, in regola) dai vigili del fuoco. Come dire: a Milano nessun lavoro può essere bloccato. Neppure se è stato ottenuto attraverso un «falso ideologico» ai danni dell'amministrazione; neppure se mette a rischio una piazza storica; neppure se 1.500 milanesi implorano di proteggere il proprio quartiere (forse, nei prossimi mesi, la loro voce conterà di più perché saranno 1.500 «votanti»). Risultato: a ottobre l'indagine della magistratura ha imposto uno stop. Non potendo fare altrimenti, Palazzo Marino ha spiegato che il permesso di costruire concesso nel 2007 (per un progetto di cui ormai resta ben poco) non è più valido e bisognerà acquisire nuove autorizzazioni dalla soprintendenza. Si riparte (forse) da zero. Ma la piazza resta «sequestrata».

Gianni Santucci
28 dicembre 2010
In risposta al messaggio di Marina De Nicolo inserito il 5 Maggio 2008 - 19:19
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