.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 39 ospiti collegati
.: Discussione: Volontari in rivolta: traditi dalla politica

Opzioni visualizzazione messaggi

Seleziona la visualizzazione dei messaggi che preferisci e premi "Aggiorna visualizzazione" per attivare i cambiamenti.
:Info Utente:

Oliverio Gentile

:Info Messaggio:
Punteggio: 0
Num.Votanti: 0
Quanto condividi questo messaggio?





Inserito da Oliverio Gentile il 9 Apr 2008 - 14:13
Leggi la risposta a questo messaggio Discussione precedente · Discussione successiva

da ViviMilano:
http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/04_Aprile/09/rivolta_volontari.shtml

Acli, la Casa della carità e don Rigoldi: via al «cantiere» del welfare

Volontari in rivolta: traditi dalla politica

Aiuti ai poveri: l'accusa delle associazioni cattoliche. «Destra e sinistra ci usano, ora basta». Un cartello tra 36 sigle
    
La frase più forte, a neanche una settimana dal monito del cardinale Tettamanzi sui «diritti umani» negati ai rom dal Comune, alla fine la fa esplodere don Gino Rigoldi: «La ricchezza è un furto, e non lo dico io ma il Vangelo». Però questa, magari un po' sopra le righe, è solo la conclusione di un j'accuse assai più articolato e trasversale che comprende frasi tipo «il volontariato è stanco di fare il tappabuchi», «siamo stanchi che istituzioni e politica, di destra e sinistra, dedichino al sociale solo briciole», «ci chiamano solo per turare le emergenze», «e la dice lunga che ora debbano scendere in campo anche i vescovi», «e i cattolici devono sapere che il razzismo non può trovar spazio nella Chiesa», e insomma «ora basta, vogliamo contare di più».

Il tutto sottoscritto da 36 gruppi e associazioni, dalle Acli a Comunità Nuova, dalla Casa della Carità al Coordinamento delle Comunità di Accoglienza, nel giorno in cui hanno tenuto a battesimo la nascita del «Cantiere per un Patto costituente di un nuovo Welfare»: iniziativa già ribattezzata da altri come la «rivolta del volontariato». Non vuol essere il solito «tavolo di chiacchiere», dicono le associazioni. Ma la volontà è precisa, ed è quella di mettere insieme «tutte le energie delle migliaia di persone impegnate nel terzo settore» affinché «il volontariato riconquisti un vero protagonismo». Ormai troppi, dicono ancora i sottoscrittori, gli esempi di un atteggiamento che «purtroppo accomuna tutte le forze politiche e che in sostanza è il disinteresse per il sociale: che a sua volta non è "un" problema ma "il" problema del mondo oggi».

Ed è una dichiarazione — si legge nel comunicato congiunto delle associazioni — pronunciata oggi non per caso: «Vogliamo che le nostre esperienze parlino davvero anche in questo periodi di campagna elettorale». Così è vero che ad esempio Maria Grazia Guida, presidente di quel Ceas in cui sono tuttora ospiti gli ultimi rom sbaraccati da Opera, anche dopo aver inghiottito la sua esclusione dalle liste del Pd si tiene scrupolosamente alla larga da ogni polemica politica : «Dico solo che bisogna smetterla di concepire le politiche sociali unicamente come un costo, in realtà sono il motore dello sviluppo». Ma di politica parla eccome, seduto accanto a lei, Lucio Babolin del Coordinamento accoglienza: per dire che «questa politica ci ha stancato», e che «basta deleghe: adesso vogliamo autorappresentarci».

E se don Virginio Comegna rilancia anche qui il suo ritornello di sempre, «noi siamo pronti a collaborare con tutti, ma deve esserci la volontà di collaborare con noi», questa volta è don Rigoldi a chiudere con il richiamo più forte, rivolto anche alle «coscienze » dei cattolici, politici e non: «Quando io vedo un razzista conclamato che va in piazza San Pietro a gridare "questo è il mio Papa" io dico che i cattolici devono dire no. E quando li sento dire "coi miei soldi faccio quel che voglio" io vorrei ricordare loro che il Vangelo dice il contrario. E che il razzismo, con la Chiesa, non ha proprio niente a che fare».

Paolo Foschini
09 aprile 2008