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Pierfilippo Pozzi

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Inserito da Pierfilippo Pozzi il 20 Mar 2008 - 09:28
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Grande è la confusione sotto il sole. Una piccola premessa: non lavoro più per la Fondazione RCM (e quindi per partecipaMi), quindi ciò che dico rappresenta solo la mia personale opinione di cittadino milanese.

Uno parla di 'diritto all'istruzione' e subito viene trasformato in 'pro clandestini', all'interno di una visione apocalittica e acrimoniosa nella quale non si riesce più a guardare in volto un bambino. Una partita di calcio tra disabili diventa intollerabile perchè ci giocherebbero anche tre ROM (che ormai sono diventati più pericolosi dell'uranio impoverito). Si citano i giornali, che ritagliano astutamente un frammento di realtà per utilizzarla a vantaggio della propria bottega politica, per trasformare un fatto particolare (accidentale) in una proprietà stabile di un'intera classe di individui ('ogni ROM possiede una TV al plasma: meno male che nelle proposizioni affermative universali non vale il converso, 'ogni possessore di TV al plasma è un ROM'). E soprattutto si torna ad utilizzare il criterio 'sangue e suolo' che di tanta gloria e morte ha disseminato l'Europa negli ultimi secoli. Sangue e suolo, riconoscere l'umanità solo se ha il nostro stesso sangue ed è stata generata dal nostro stesso suolo. Queste sono le 'magnifiche sorti e progressive'? L'ironia di Leopardi era troppo benevola.

Signori, trasformare il proprio avversario dialettico in un pagliaccio per poterlo deridere è uno dei trucchi più vecchi e squallidi dell'arte retorica. Un'arte che, se interpretata senza consapevolezza e senza avere come obiettivo la reciproca comprensione nella ricerca del meglio, porta semplicemente alla truffa verbale, senza reale vantaggio per alcuno.

Ripropongo a tutti, di destra o di sinistra, l'immagine creata da Kant per riflettere sul destino dell'uomo: in una terra piccola nella quale stiamo tutti cercando di mantenerci a galla, cosa preferite fare: sostenersi l'un l'altro per cercare di rimanere a galla o mulinare braccia e gambe per far annegare un po' di persone sperando poi di non essere tra loro? 

Concretamente: la malvagità è una proprietà dei ROM e dei figli di clandestini? Sono loro intrinsecamente e irrimediabilmente balordi o anche in loro vogliamo riconoscere i tratti dell'umanità? Quando si emettono giudizi occorre poi essere in grado di argomentare: come giustificate l'idea che per punire un comportamento illegale si penalizzino i figli? Non vi sembra che così aggiungete danno al danno? Dio mio, Dio mio...

E, più in generale, governare esseri umani significa reprimere e contenere la parte violenta dell'uomo o far crescere quella positiva? E non rifugiatevi dietro a considerazioni tipo 'belle idee, buonismo, idealismo... ma la realtà è un'altra'. Qual'è la realtà, quella descritta dal Giornale in campagna elettorale permanente (come tutti gli altri quotidiani, d'altra parte)?

Un giorno un giornalista inglese chiese a Madre Teresa come facesse a vivere isolata dalla realtà senza radio, giornali, ecc. "Isolata dalla realtà?" rispose la vegliarda "Ma io apro la finestra ed entro nella realtà con i miei occhi". Già, anche lei una romantica buonista e parolaia...

Pierfilippo Pozzi. 

In risposta al messaggio di Alberto Farina inserito il 17 Mar 2008 - 16:57
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