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.: Discussione: Pd: "Chiesa Cattolica fondamentalista" su Legge 194

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Alberto Farina

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Inserito da Alberto Farina il 16 Mar 2008 - 19:09
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Il Consigliere Boari, come è suo costume, attribuisce ad un documento e ad alcune parole in esso contenute un significato che va molto al di là di quello reale. In questo caso lo fa perché crede di mettere in difficoltà il Partito Democratico e in particolare i Consiglieri di Zona di tale partito, rei, a suo modo di vedere, di aver votato un testo che "potrebbe [...] essere interpretato come un'ingerenza della politica nei confronti della libertà di espressione della Chiesa". Evidentemente spera di ottenere un ritorno elettorale per il suo partito ed, essendo sotto elezioni, non ci si fa mancare proprio nulla pur di raccattare qualche voto, facendosi paladini di una Chiesa cattolica che ha bisogno di tutto tranne che di difensori così maldestri da una parte e interessati dall'altra come Boari.

Ho già spiegato, ma si vede che Boari non lo ha capito, che il testo contiene una critica nei confronti della Chiesa, ma è lontanissimo dal voler impedire ad essa di manifestare il proprio pensiero. Criticare non significa togliere la libertà di espressione. Ma forse chi è abituato alla prassi di un partito politico come Forza Italia in cui chiunque osa criticare la parola del capo viene ipso facto accusato di lesa maestà, per un riflesso più o meno involontario applica questo schema sempre e comunque confondendo l'espressione di una disapprovazione con il voler chiudere la bocca a colui nei confronti del quale è stata espressa una critica.

Perché questo era il senso del passaggio che tanto ha sconvolto il Consigliere Boari: la Chiesa cattolica diventa fondamentalista non se esprime il suo pensiero su problemi di tipo etico, cosa che deve fare se non vuole venire meno ad una parte importante della  sua missione, ma se non riconosce ai cristiani impegnati in politica quello spazio in cui la mediazione con posizioni differenti è fondamentale.

Perché se viene meno questo spazio cessa il senso stesso della politica che, in un'epoca in cui il pluralismo delle visioni etiche è oramai un dato di fatto, deve per forza sforzarsi di trovare convergenze tra posizioni differenti. Fra l'espressione della illiceità morale dell'aborto, che io personalmente condivido e che resta il principio base per i cattolici, e le traduzioni legislative che devono tenere conto di vari fattori, quali le ricadute sociali di un comportamento che da che mondo è mondo non è mai venuto meno nonostante la sua illiceità, evidentemente ce ne corre. Certo è più facile e comodo appiattirsi sulle posizioni della gerarchia ecclesiastica: garantisce più voti e esime dalla fatica del confronto con gli altri. Ma in questo modo viene meno la politica e la sua ragione d'essere, si sollevano steccati e divisioni in una società che dovrebbe invece trovare più ragioni di unità e non di frazionamento al suo interno.

Alberto Farina - Consigliere di Zona 3 - Partito Democratico
In risposta al messaggio di Gianluca Boari inserito il 15 Mar 2008 - 10:57
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