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.: Discussione: Storia e cultura del popolo Rom

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 8 Maggio 2010 - 19:34
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Una rondine, si diceva, non fa primavera. Ma ormai queste rondini crescono, sono voci sempre più alte, e interroganti.
L’amministrazione comunale di Milano (e altri) tuttavia non sembra udirle.
Oppure le avvelena, come l’aria, l’acqua, il suolo, così anche il clima sociale della città.
La primavera è incerta, esitante ancora, ma avanza.

Per opportuna informazione e riflessione riporto la letter aperta scritta da un parroco, in attesa della risposta del sindaco, Letizia Brichetto Moratti.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliera di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
Facebook: Antonella Fachin
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Gent. Sig. Sindaco,
mi chiamo don Matteo Panzeri e sono un sacerdote che opera da otto anni a Milano, zona San Siro.

Occupandomi di umanità, ho ritenuto da sempre di dovermi interessare anzitutto di quanti sono prigionieri di varie forme di povertà.
Tra costoro, un numero molto elevato e complesso di persone, mi sono occupato anche di Rom.
La domanda che vorrei porLe è la seguente: il Suo vicesindaco da tempo sbandiera con soddisfazione il numero elevato di sgomberi di insediamenti abusivi (circa 210) effettuati in due anni.
Tale affermazione, a mio avviso, è dimostrazione intrinseca di una politica fallimentare.

Se infatti la strategia degli sgomberi avesse avuto successo, ad un certo punto avrebbero dovuto smettere.
Inoltre se veramente, come pare, uno sgombero costa all'amministrazione circa 30.000 euro, ciò significherebbe più di sei milioni di euro spesi per un'azione che di fatto non ha risolto il problema.

Come raccontano le iniziative di Mantova, Bologna e Venezia, politiche di più seria ed incisiva integrazione non solo hanno permesso la dismissione dei campi rom di quei comuni ma, a molto minor costo, hanno risolto la problematica al punto che, come pare, non sono stati necessari ulteriori nuovi campi (a fronte di alcun nuovo insediamento abusivo).
Non sono interessato a polemizzare: conosco la complessità della materia.

Mi chiedo solo se l'emergenza non si possa gestire in modo meno traumatico per le persone coinvolte, meno dispendioso per l'amministrazione, meno riprovevole per le organizzazioni internazionali e, tutto sommato, più intelligente.

Grazie per l'eventuale risposta.
Cordialmente, assicurando preghiere per Lei e i Suoi collaboratori,

don Matteo Panzeri
c/o Parrocchia S. Elena

In risposta al messaggio di Germana Pisa inserito il 22 Dic 2007 - 11:04
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